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Testamento per un funerale

By pino scaccia | agosto 26, 2009

L’annuncio arrivò più o meno a quest’ora, cinque anni fa. Ora di Baghdad, naturalmente: una riga, a scorrere, su al Jazeera che metteva fine alla vita spericolata generosa follemente curiosa di una balena. Avrei tante cose ancora da dirvi di lui: sui misteri irrisolti soprattutto, sui semi che ha lasciato, anche su questa foto che – ormai lo posso confessare – gli scattai quasi come sberleffo, come si fa tra ragazzini per rispondere alle tante che lui faceva a me nonostante l’inferno che ci avvolgeva. “Sai, tu sei famoso potrebbero risultarmi utili….” mi diceva bersagliandomi e divertendosi ai miei scongiuri senza sapere che invece sarebbe stata questa, la mia a lui, a entrare purtroppo nella storia. Di Enzo è stato detto tutto, ma sicuramente prevale la sua grande infinita ironia. Capace di cazzeggiare su qualsiasi cosa e su qualsiasi persona. Talmente piena e coinvolgente quella voglia di giocare che preferisco allora credere a uno scherzo, alla solita goliardata baldoniana. Insomma, che si ripresenti all’improvviso e ci prenda per i fondelli. Basta leggere del resto il testamento per il suo funerale, scritto un anno prima. Dentro c’è tutto, come se davvero se lo sentisse: poche efficaci istruzioni per l’uso. Diamogli retta.

(…) Ordunque, trascurando il fatto che io sono certamente immortale, se per qualche errore del Creatore prima o poi dovesse succedere anche a me di morire – evento verso cui serbo la più tranquilla e sorridente delle disposizioni – ecco le mie istruzioni per l’uso. La mia bara posata a terra, in un ambiente possibilmente laico, ma va bene anche una chiesa, chi se ne frega. Potrebbe anche essere la Casa delle Balene, se ci sarà già o ci sarà ancora. L’ora? Tardo pomeriggio, verso l’ora dell’aperitivo.Se non sarà stato possibile recuperare il cadavere (…) andrà bene la sedia dove lavoro col mio ritratto sopra.Verrà data comunicazione, naturalmente per posta elettronica, alla lista EnzoB e a tutte le altre mailing list che avrò all’epoca. Si farà anche un annuncio sui miei blog e su qualsiasi altra diavoleria elettronica verrà inventata nei prossimi cent’anni.Vorrei che tutti fossero vestiti con abiti allegri e colorati.Vorrei che, per non più di trenta minuti complessivi, mia moglie, i miei figli, i miei fratelli e miei amici più stretti tracciassero un breve ritratto del caro estinto, coi mezzi che credono: lettera, ricordo, audiovisivo, canzone, poesia, satira, epigramma, haiku. Ci saranno alcune parole tabù che *assolutamente* non dovranno essere pronunciate: dolore, perdita, vuoto incolmabile, padre affettuoso, sposo esemplare, valle di lacrime, non lo dimenticheremo mai, inconsolabile, il mondo è un po’ più freddo, sono sempre i migliori che se ne vanno e poi tutti gli eufemismi come si è spento, è scomparso, ci ha lasciati. Il ritratto migliore sarà quello che strapperà più risate fra il pubblico. Quindi dateci dentro e non risparmiatemi. Tanto non avrete mai veramente idea di tutto quello che ho combinato.Poi una tenda si scosterà e apparirà un buffet con vino, panini e paninetti, tartine, dolci, pasta al forno, risotti, birra, salsicce e tutto quel che volete. Vorrei l’orchestra degli Unza, gli zingari di Milano, che cominci a suonare musiche allegre, violini e sax e fisarmoniche. Non mi dispiacerebbe se la gente si mettesse a ballare. Voglio che ognuno versi una goccia di vino sulla bara, checcazzo, mica tutto a voi, in fondo sono io che pago, datene un pò anche a me.Voglio che si rida – avete notato? Ai funerali si finisce sempre per ridere: è naturale, la vita prende il sopravvento sulla morte -. E si fumi tranquillamente tutto ciò che si vuole. Non mi dispiacerebbe se nascessero nuovi amori. Una sveltina su un soppalco defilato non la considerei un’offesa alla morte, bensì un’offerta alla vita. Verso le otto o le nove, senza tante cerimonie, la mia bara venga portata via in punta di piedi e avviata al crematorio, mentre la musica e la festa continueranno fino a notte inoltrata.Le mie ceneri in mare, direi. Ma fate voi, cazzo mi frega. Enzo G. Baldoni Bloghdad, cinque anni dopo  Le vignette di Mauro Biani

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Topics: baldoni, iraq | 13 Comments »

13 risposte per “Testamento per un funerale”

  1. Guinness scrive:
    agosto 26th, 2009 alle 21:49

    Hai scritto tutto tu. Non serve aggiungere altro. Solo un ricordo di un amico – con il quale veniva magari facile discutere o litigare proprio per quella sua voglia e capacità di cazzeggiare su tutto e tutti. Chissà come se la ride, ovunque sia, di noi ora…

  2. Meri scrive:
    agosto 26th, 2009 alle 22:24

    Vorrei essere com’era lui. Sempre, anche nei momenti più bui.
    Fosse ancora qui forse sarebbe più facile. Forse.

  3. ludovica scrive:
    agosto 26th, 2009 alle 22:37

    incredibile leggere ciò che desiderano in molti… grazie, di cuore. Grazie

  4. Ho lasciato la mancia al boia | Il blog di lucacicca scrive:
    agosto 27th, 2009 alle 07:46

    […] E sono gi? passati cinque anni dalla morte di Enzo Baldoni. […]

  5. Roberta scrive:
    agosto 27th, 2009 alle 09:23

    Meraviglioso messaggio! Straordinario! W le persone così che danno senso a tutti i momenti della vita

  6. laPitta scrive:
    agosto 27th, 2009 alle 19:03

    grazie per le splendide parole, per il ricordo e per la voglia incessante di continuare a far conoscere chi era veramente enzo.
    e cosa c’è di meglio allora se non le sue stesse parole?
    in queste righe c’è tutto il ricordo che ho di lui, la sua gravità, il suo impegno ma anche tutta la sua straripante volontà di non prendersi troppo sul serio
    tutto passa, ma questo è uno dei casi in cui vorremmo che qualcosa restasse per sempre.
    gli siamo tutti debitori di quella grande festa che ci chiedeva, chissà se saremo mai pronti.

  7. giusy scrive:
    agosto 27th, 2009 alle 21:44

    Grazie Pino per queste parole, per averci insegnato quanto coraggio può avere un uomo.
    Questo è uno dei casi in cui la morte di un uomo non porta via che il suo corpo.

  8. ceglieterrestre scrive:
    agosto 27th, 2009 alle 22:16

    Ognuno di noi, lascia un piccolo seme di positivo sulla terra. Enzo ne ha lasciati molti. Grazie gabbiano per farcelo conoscere meglio.Un caro saluto a tutti

  9. lorena scrive:
    agosto 29th, 2009 alle 20:06

    l’importante è lasciare un buon ricordo di noi

  10. Giorgius scrive:
    agosto 30th, 2009 alle 10:00

    [OT] USA: Continua nella notte il terribile incendio boschivo intorno a Los Angeles che minaccia da vicino gli impianti radio-televisivi-militari, situati in Mt. Wilson…

    Mount Wilson Observatory, Ca, LIVE WebCam :
    http://www.astro.ucla.edu/~obs/images/towercam.jpg

    Altadena WebCam:
    http://www.westphalfamily.com/webcam.jpg

  11. Toni scrive:
    agosto 30th, 2009 alle 17:46

    “checcazzo, mica tutto a voi” è bergamasco o calabrese ?
    Ha ragione Bosi bisogna studiare il dialetto

  12. pino scaccia scrive:
    agosto 30th, 2009 alle 17:57

    bossi (con due esse) non ha mai ragione: checazzo è universale

  13. latorredibabele scrive:
    ottobre 25th, 2009 alle 14:08

    Un’altra strage a Baghdad

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