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Vivere di “cashasa”

By pino scaccia | ottobre 14, 2009

Rio de Janeiro. “Come si vive qui? Si vive bene. Ci si alza la mattina, si fa qualche lavoretto, poi ci si ritrova qui al bar con gli amici. Si beve una cashasa, magari se ne bevono due o tre, e poi si ricomincia, giorno dopo giorno, finchè non decidi di andare in pensione. A quel punto bevi cashasa e basta”. Dal reportage su Vila Canoas in programma venerdì su Tv7

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Topics: brasile, tv7 | 10 Comments »

10 risposte per “Vivere di “cashasa””

  1. ceglieterrestre scrive:
    ottobre 14th, 2009 alle 15:34

    Se lo sapevo prima , ci sarei andata anche io a bere un bicchiere di cashasa, invece mi ritrovo seppellita sotto una montagna di fogli ingialliti.

    Quante lacrime una madre
    deve asciugare!
    Quante carezze… quante parole
    per rasserenare un figlio.
    Oggi la mia anima è sepolta
    sotto una montagna di fogli.
    Sento le mie mani piene di polvere.
    Leggo un foglio… un altro
    poi un altro ancora.
    Sono ingialliti dal tempo
    trovo frammenti della mia vita.
    I miei pianti le mie amarezze
    le mie gioie.
    Vedo una fanciulla…una donna…
    una madre…un padre
    una nonna sempre a lottare da sola!
    I miei anni in fretta sono volati via.
    Quante lacrime i miei occhi hanno versato
    oggi sentono dolore sono stanchi
    le lacrime non escono più!

    franca bassi

  2. Gabriel Cunha scrive:
    ottobre 19th, 2009 alle 17:39

    Sono brasiliano, abito vicino a Rio, a Juiz de Fora, Mina Gerais e io posso dire: A Rio de Janeiro non si vive bene. 90% del popolo vive male, in uno stato di miseria, nelle favelas. Abbiamo visto l´incidente con elicottero della polizia. Noi siamo in guerra civile a Rio de Janeiro. Il nostro governo deve declarare Stato do Guerra. Non è possibile seguire così. Non è possibile abitare a Rio de Janeiro, con le alte tasse di criminalità, con il terrorismo dei trafficanti. Rio de Janeiro non poteva essere stato scelto la città dove succederà Le Olimpiade di 2016. È stata una decisione irresponsabile.

  3. pino scaccia scrive:
    ottobre 19th, 2009 alle 19:55

    Caro Gabriel, ti ripropongo l’attacco del mio pezzo

    Vista dall’alto, per esempio da pan di zucchero, Rio (chi non lo sa?) sembra il paradiso. E forse lo è. Ma appena giri l’angolo, cioè la montagna, scopri i bisogni e il malessere di una megalopoli profondamente povera. Arroccate sopra le spiagge del desiderio, autentico mito delle vacanze, ci sono 968 favelas, una vergogna nascosta dietro i lustrini del turismo sfrenato. Ora c’è un progetto del municipio. In quattro anni, fino al 2013, il 5 per cento delle favelas dovrà sparire, l’ammasso di baracche trasformato in bairros, quartieri. (…)

  4. nadia paladini scrive:
    ottobre 28th, 2009 alle 17:45

    Io la vedo così…
    Un giornalista può pure girare il mondo, ma se vede sempre le cose dalla sua realtà e dal suo punto di vista e non si pone mai interrogativi da pelo sullo stomaco ……. è come il medico pietoso che fa la piaga puzzolente ……..non è così?
    Però, forse, se mi bevessi una cashasa…insieme ai rappresentanti del progetto pilota italiano buonista e il socialista Lula , forse cambierei idea…..

  5. patrizia scrive:
    ottobre 29th, 2009 alle 13:02

    siamo in poverta vi prego aiutateci,chiamate il quirinale,non e uno scherzo e dal 5maggio del 2007 che stiamo aspettando ke lo stato ci aiuti,siamo al freddo senza riscaldamento senza cibo vestiti e scarpe,e con un debito di oltre 12milaeuro e siamo soli,e un grido di dolore enorme VI PREGO AIUTATECI;BATTISTON PATRIZIA CANNAREGIO 2572 VENEZIA TEL 041/711040.

  6. Giovanna Salusti Barros scrive:
    dicembre 5th, 2009 alle 06:23

    Vorrei rispondere al signor Gabriel Cunha, che da Juiz de Fora che sembra ma non è vicinissimo alla capitale Rio de Janeiro e sì allo Stato di Rio de Janeiro, sembra che capisca poco di Rio per dire che 90% dellla popolazione vive in stato di miseria e non vive bene, attenzione alla percentuale 90% non è realistico, sono nata a Belo Horizonte, Minas Gerais e vivo tra Milano, Rio e San Paolo, e dico che Rio e San Paolo sono gli stati più ricchi del Brasile, e non è vero poi che tutti che vivono nelle favelas stanno male, questo perchè non tutte le favelas sono uguali, e non tutti che vivono nelle favelas sono bisognosi poveri e affamati, se andate per esempio dentro a Rocinha potete capire che molta gente vive lì per comodo anche se potevano vivere in altri posti, pagano poco le bollette e alcuni hanno tutto gratis grazie ai collegamenti clandestini, e non pagano tasse sulle case, molte case sono in affitto. San Paolo ha 20 millioni d’abitanti, solo nella capitale, in tutto lo stato sono 40 millioni e la città fa soldi che Milano e Roma insieme riescono solo a sognare, Rio ha meno abitanti ma è una città meravigliosa. Vero che esiste violenza ma questa è circonscrita in alcune zone della città e ora il governatore sta combattendo la malavita con un grande lavoro di strategie e forze, ovviamente combatte con il lassismo dei precedenti governi che hanno fatto poco o nulla in questo fronte. La polizia pacificatrice sta prendendo le favelas della zona sud di Rio e i traficanti sono disperati, spaccio di droga esiste in ogni città del mondo ma il problema a Rio è la grande quatità di armi in mano ai trafficanti e le famose “bocas” posti dove si vendono droghe nelle favelas, con l’occupazione ideata da questo governo questo traffico finirà e la popolazione delle favelas che nel 90% dei casi è composta da persone per bene e lavoratori, potranno aver i titoli di proprietà delle abitazioni e il governo entrerà con i lavori di infrasttrutura, come è stanno facendo con alcune favelas già pacificate che sono il morro Santa Marta, Cidade de Deus, Batao, etc.
    80% degli abitanti delle favelas lavorano, sono loro che portano avanti le città, fanno proprio quei lavori che la classe media 60% della popolazione di Rio e la classe rica non vogliono fare, tipo i lavori che extracomunitari fanno in Italia, puliscono le strade, lavorano come comessi, camerieri, portieri, fanno pulizie nelle case e nei palazzi, guidano l’autobus, etc. insomma fanno funzionare le città.

    In Italia esiste una disinformazione sul Brasile impressionante, i filmati che fanno vedere in TV sono datati e fanno vedere solo la parte brutta del paese, se io volesse far vedere solo la parte brutta dell’Italia non mi riuscirebbe difficile, invece questa vieni ben nascosta in Italia.

    Aggiornatevi anche sulle cose buone che sono state fatte e stanno facendo in Brasile.

    Per esempio Recife nel nordest del Brasile è la città piùviolenta del paese, ma quando si parla di violenza parlano solo di Rio, ovviamnete molto cose devono essere fatte, ma cerchiamo di informaci e mollare i luoghi comuni. E molta gente che vive in altri stati sono invidiosi di Rio, principalmente dopo che ospiterà le olimpiadi del 2016, tutta invidia di una città che è tra le più belle al mondo, anzi per me la più bella.

  7. Márcio da Silva scrive:
    agosto 13th, 2010 alle 19:34

    Ciao!

    Sono da Rio de Janeiro, i le migliori cachaça qui, sono prodotti a Paraty.

  8. pino scaccia scrive:
    agosto 14th, 2010 alle 00:17

    Rio, grande Rio, fantastica Rio: che emozione!

  9. silvi scrive:
    agosto 14th, 2010 alle 12:07

    Quasi quasi si potrebbe pure pensare ad un esilio brasilero…..chissa’ se mai troverei il coraggio per abbandonare il suolo natio.

    @Patrizia :non si capisce nulla da cio’ che scrivi ,se non il tuo disperato grido d’aiuto. Perchè non intervengono i servizi sociali? Perchè scrivere al Quirinale prima che al sindaco di Venezia?
    Hai denunciato il tuo caso ai giornali locali?

  10. silvi scrive:
    agosto 14th, 2010 alle 12:09

    oddio solo ora mi sono resa conto della data …..scusatemi

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