Ricerca

Categorie

Link


« | Main | »

Lo spartiacque

By pino scaccia | novembre 8, 2009

Le prime brecce nel muro di Berlino, vent’anni fa. Quanti muri esistono ancora al mondo? Quelli fisici, per non parlare di quelli culturali. In vacanza a Berlino, tra i graffiti  I muri che ancora dividono

Comments

comments

Topics: storie | 7 Comments »

7 risposte per “Lo spartiacque”

  1. franca scrive:
    novembre 8th, 2009 alle 20:48

    Il muro rappresenta sempre una barriera e un elemento di separazione: da una parte c’è un “al di qua”, dove ci troviamo noi, dall’altra un “al di là” che avvertiamo ogni volta come irraggiungibile, inesplorato, estraneo, ignoto, diverso…

  2. ceglieterrestre scrive:
    novembre 9th, 2009 alle 12:07

    Solo l’uomo è bravo a mettere fili spinati e muri. In natura non esistono! Bisognerebbe comprendere bene, che quando finisce il ciclo di una vita, dobbiamo tutti lasciare tutto! Ma sembra che questo non è compreso. Perchè non ci accontentiamo di quel poco che serve per vivere?

  3. Sissi scrive:
    novembre 10th, 2009 alle 12:58

    Per quanto mi riguarda insisto in una sorta di “separazione” dal 90% dell’umanità. Da non fraintendersi però: non si tratta di una pretesa di ‘superiorità’ da parte mia, quanto di mancanza proprio di affinità. Al riguardo mi viene in mente una ‘battuta’, che poi in realtà non scherzava affatto, del mio ‘Maestro’ (barman) il quale, per spiegarmi come stava messo lui, mi informa che sua moglie piange ininterrottamente dalle 4 del pomeriggio precedente. :)) Gli chiedo allora cosa avesse, se è depressione… e se è depressione endogena o quell’altra… come si chiama quella dovuta a fattori esterni insomma.
    Ma lui mi guarda, scuote la testa, e dice: “Quella è come te. Voi vi sentite troppo intelligenti per stare qua… capisci, non c’è niente da fare” :)))) – è stato inutile spiegargli che in realtà sono una tonta, altrimenti o ero un gran genio o stavo in barca in costa azzurra… ma certo non mi ritrovavo così ! me povera tapina! vabbè niente, era per spiegare ma ora divento seria. (e ‘divorziata’, sempre)

    Dunque che volevo dire… sì, riguardo i famigerati muri: io parlerei solo di quelli fisici e non di quelli “culturali” perchè sono fermamente convinta che laddove c’è vera Cultura – e non tradizionalismi, religiosità simboliche, retaggi di superstizioni varie – non si creano mai muri. E’ proprio impossibile che ciò accada. Quando c’è vera cultura, si mette in discussione innanzitutto se stessi e con se stessi. Tanto per cominciare. Il passo immediatamente successivo poi è l’allargamento della Conoscenza… da cui deriva il termine ‘coscienza’, che favorisce quindi anche la consapevolezza di tutti i giorni. A quel punto, e solo a quel punto, ci si può incontrare davvero e finalmente ci si capisce anche, pur avendo pensieri e inclinazioni e strutture differenti (com’è giusto che sia, perchè ognuno è diverso da un altro). Altrimenti, niente di più facile che l'”incontro” e l’abbattimento dei muri diventino solo mere parole vuote e astratte, nella migliore delle ipotesi, oppure, ancora più facile… che l’altro stia solo cercando di portarti dove dice lui, cioè di imporre la propria mentalità, o le proprie pretese, volontà, desideri, sulla tua persona, salvo poi, il momento in cui naturalmente ‘tu’ ti sposti… dire che “alzi un muro”… eheh..
    In altre parole: un lavoro continuo e incessante su se stessi per un vero incontro con l’altro, nella ‘charitas’ come aspetto carismatico, nel rapporto del dono e della gratitudine, d’onde evitare qualificazioni restrittive, riduttive, limitative nel passato, utilizzate nel presente, e chissà fino a quando nel futuro, per camuffare abusi e soprusi barabbeschi di ogni genere. Altrimenti, nella vita, ci sono persone a cui non si dice neanche buongiorno e buonasera… come sappiamo benissimo (che i buonismi con me non funzionano).

    Per quanto riguarda invece i muri “fisici”, ritengo che il problema principale sia il ‘demone’ del territorialismo. Come sopra detto, quando l’apporto della ‘tradizione’ culturale si concentra, com’è giusto, nel proprio ambito, ossia in quello della cultura spirituale e personale, la vita culturale di una comunità o di una religione può rimanere feconda per l’insieme degli abitanti di una regione. Mentre invece in tante regioni della terra succede che esistono almeno due culture che lottano per un territorio come se quest’ultimo fosse ‘la’ cultura stessa. E nè occidentali nè orientali dispongono di alcun rimedio per questo! Ecco perchè si continua così, con muri su muri, a volte l’immagine che mi viene è quella dei bambini piccoli che dividono con stracci e barricate di giocattoli i propri spazi, per giocare… naturalmente, e poi dedicarsi per l’appunto a qualcosa di più importante e formativo. Ma… sono bambini.

    P.S. Io non so se pure Umberto Galimberti, che mi piace tanto, ha un blog, comunque tante volte leggesse… con simpatia gli dedico William Blake “La via dell’eccesso conduce al palazzo della saggezza”…… ;))) – L’ho sentito parlare ultimamente, ospite non so dove… ma parlava quasi con rassegnazione… e infatti ha tutta la mia comprensione! (che poi non è molto diversa da quella che ha avuto il barman per me e per sua moglie hihihi.. daiii scherzoo!!! un saluto a tutti.

  4. Sissi scrive:
    novembre 10th, 2009 alle 16:16

    E sempre a proposito di muro e logica cieca:

    a) io possiedo l’unica verità assoluta e non contaminata
    (è la mentalità di annientamento del nemico)

    b) tu sei l’ostacolo che impedisce che il bene, che è in me, possa realizzarsi (è la mentalità irresponsabile)

    Non sono i più diffusi? ammesso che si riesca ancora a pensare?
    Finchè non si trasforma in qualcos’altro uscendo da questo paradigma di dualismo mortifero non si migliora, perchè una marea d’odio sta soffocando ogni discernimento (lo dice anche la Chiesa ed è sotto gli occhi di tutti). E anche Galli Della Loggia, tempo fa, aveva scritto che ormai la paura è sempre più diffusa ovunque e mi pare anche ovvio! perchè ci sono tempi in cui si può dare una direzione allo sviluppo ma a un certo punto però questo tempo si esaurisce e la valanga delle conseguenze si mette in moto, (e infatti lo stiamo vedendo e subendo) e a quel punto, ovviamente, non resta che cercare di limitarne i danni… cosa che può durare pure decenni.
    Peace & Love….
    Ah bellissimo il servizio “Vivere slow”! di TV7. che tempi… quelli di prima!

  5. Giulia scrive:
    novembre 10th, 2009 alle 16:42

    A contrario di Sissi, non credo che che esista la libertà assoluta, nemmeno quando sembra esisestere Cultura. Ritengo che sia tutta una pantomima bella e buona che i governi occidentali e non voglio propinare alle masse. Io, come tanti altri giovani di belle speranze, vorrei fortemente che il giornalismo potesse diventare una professione. Non sai da quanto tempo provo e riprovo e riprovo scozzandomi puntualmente con “uno, nessuno, centomila” realtà giornalistiche pronte allo sciacallaggio e a fumanti parole retoriche sulla libertà di stampa, sulla Cultura e blà blà bla blà….. la libertà oggi piu che mai non esiste perché camuffata da ipocrisia borghese per ingannar la gente. I muri di Berlino, oggi piu che mai, sono presenti. Sono dei muri sottili, invisibili, impalpabili, ma che danneggiano piu di un muro reale ed una dittatura che ha cambiato totalitarismo

  6. Sissi scrive:
    novembre 10th, 2009 alle 19:11

    No Giulia, aspetta, mi spiego meglio.
    Io non parlavo di “libertà assoluta”, ma del rispetto della sfera personale sì. Dunque chiarivo la differenza tra quel creare un incontro con l’altro, con amore e rispetto, e la manipolazione per il proprio “uso e consumo”, o per il soddisfacimento di egoismi personali. Tutto qua. Proprio perchè la libertà assoluta non esiste e anzi, finisce dove comincia quella dell’altro! Di solito è più facile che si crei un cambio-scambio, una mercificazione anche dei sentimenti, piuttosto che un reale “incontrarsi”, gratuito, libero e scevro da ogni egoità, interessi o obiettivi personali. E anche qualora si crei… può non durare per sempre, può durare anche solo un attimo, per infiniti motivi che vanno rispettati. Sempre. Per me questo è fondamentale, altrimenti non si finisce più, non se n’esce ti assicuro.

    Per “cultura”, invece, non intendo conoscenze particolari, scuole, corsi, stage, o nozionismi vari. Non mi interessa se uno conosce la data di nascita di napoleone o fred astaire. Mi riferisco a quel modo di essere, a quella ‘cultura’ che soltanto da soli si può cercare e conquistare: chiamala ‘scuola di vita’, esperienza, sensibilità, introspezione dell’animo umano… ma soprattutto direi: RICERCA.
    Una ricerca evolutiva che è l’unica… che può darti le chiavi della vita.
    Non c’è bisogno di strafare. Ognuno, nel proprio piccolo, può cercare e guardarsi dentro, ascoltare e ascoltarsi, camminare in punta di piedi o… ‘esagerare’. L’importante è non perdersi mai di vista… con se stessi sempre, e, come diceva Pino: farsi domande.
    E ci sono tanto fissata con questo discorso perchè sono sicura… che è l’unico modo per amarsi e rispettarsi. Non ne esistono altri, ti assicuro. Tant’è che, non so se conosci Galimberti e se ti piace, (ma ce ne sono mille altri anche in infiniti altri settori solo che io non ricordo i nomi) che quando lo/li senti parlare trasmettono una serietà d’animo e nobiltà di intenti che mai e poi mai… farebbero cose brutte. Hanno una coscienza morale, al solito. (e non moralistica).

    Riguardo il giornalismo, E’ una professione, non: “vorrei che lo diventasse”, lo è, come tutte le attività in cui si sviluppano e si mettono capacità in campo, tutte…. dalla più semplice alla più complessa. Non me ne intendo per niente perchè non è il mio campo,
    ma ti sento..che sei amareggiata e un po’ incaxxata (scusa se mi permetto). E ti capisco molto bene, anche (io per altre cose).
    Però da tempo ho imparato che la realtà esterna “va bene così com’è”… in senso lato, non mi fraintendere. Non possiamo cambiarla, come non possiamo cambiare l’altro davanti a noi (e non sarebbe neanche giusto farlo).
    Cara Giulia, tra i ‘muri’, gli iceberg.. (come diceva mia madre, che navigavo tra gli iceberg) e ‘lupi’ di cappuccetto rosso, di cuore ti dico: dipenderà da te. Resta il discorso di prima del mettersi in gioco, Migliorando, altrimenti non c’è evoluzione. E di essere come un bellissimo fiore… ricoperto di spine!!! 😉
    In bocca al lupo, con tutto il cuore davvero.

  7. Giulia scrive:
    novembre 12th, 2009 alle 00:36

    Cara Sissi

    qui la saggezza la fa da padrona. Ciò che tu scrivi é sacrosanto, ma il rispetto e certi valori a cui tu attingi, e verso i quali io credo fermamente, sono un dictat comune?
    Casa mia da difronte alla stazione della mia città. Posso vedere addirittura i binari con le sue luci e pensilli. Due sere fa, circa, chiudendo l’imposta della finestra, vedo passare con lentezza un carro merci colmo di carro armati belli lucidi. Abitando in un Paese in stato di pace e non avendo mai vissuto una guerra, se non per TELEVISIONE, sono rimasta inquietata. Ecco, non sono arrabbiata. Sono con il cuore colmo di speranze alle volte affrante ed altre ottimiste. Quei carrarmati in serie, sul quel treno merci che se ne andava lentemente verso nord, come fossero appena usciti da una catena di montaggio mi ha toccata infinitamente. Mi sono resa conto che di fronte a certe situazioni non si è nulla…. uno nessuno e cento mila….. comprendo benissimo cio che tu scrivi, ma innanzi a certe cose, la vita é spesso piranelliana….. beffarda e umoristica…. la mia non é incaxxatura, bensì un punto di vista…. forse pessimistico, ma molto reale per una gran fetta di giovani che hanno anni di precariato innanzi senza retribusione o certezze se non il propio orgoglio e bagaglio culturale…. i mri di berliono immaginari esistono, sotto altra forma, esistono….. e la cultura riflette sui muri di berlino.

Commenti