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Anche l’oltraggio

By pino scaccia | dicembre 18, 2009

Un atto di vandalismo, ma dalla connotazione fortemente simbolica. Il cartello recante l’iscrizione «Arbeit Macht Frei» posto all’ingresso dell’ex campo di sterminio nazista di Auschwitz, in Polonia, è stato rubato. È la prima volta che la targa con l’oltraggiosa scritta, realizzata dai prigionieri, viene sottratta dal posto in cui fu messa nei primi anni ‘40.

Visitai anni fa quel campo. Ecco il racconto. Tutto è come allora. All’ingresso di quello che è stato definito il monumento alla follia, c’è ancora la scritta “Arbeit macht frei”, il lavoro rende liberi, l’ultima illusione degli ebrei che venivano qui convinti di lavorare, non di morire, spesso subito: senza neppure il tempo di fare il giro del campo, soprattutto di capire. Ci sono ancora quei corridoi infiniti, allucinanti dove vecchi, donne e bambini erano spinti letteralmente nell’estremo viaggio: sono intatti, stretti dal filo spinato. C’è ancora addirittura il cartello dell’alta tensione. Come ci sono ancora le baracche dove vivevano come bestie quelli che non avevano la fortuna di morire subito. Soltanto qui, tra Auschiwtz e Birkenau, furono uccise, in maniera sistematica, un milione e mezzo di persone. Questo non è soltanto luogo di genocidio ma anche il più grande cimitero di popoli del mondo. Per gli ebrei è il simbolo dell’olocausto ma rappresenta l’evento più tragico della storia anche per zingari e polacchi. A Birkenau ci sono ancora le rotaie dove da ogni parte d’Europa arrivavano i treni merci con i deportati. E le camere a gas dove finivano anche in duemila alla volta. Una strage costruita a tavolino. Il cianuro agiva in fretta e i resti di quei disgraziati, massa inerte, aggrovigliata nello spasimo di un disperato tentativo di salvezza, finivano nei forni crematori, accesi un’ora prima, al sibilo del treno. Come ultimo segno dell’odio, ai limiti del campo, c’e’ la forca a cui fu impiccato, nel ‘47, Franz Hess, fondatore e comandante di Auschiwtz.

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Topics: inquestomondodisquali | 5 Comments »

5 risposte per “Anche l’oltraggio”

  1. ceglie scrive:
    dicembre 18th, 2009 alle 14:36

    Ciao Gabbiano, solo questo tuo scritto mi ha fatto accapponare la pelle! Non potrei mai visitare quei posti, potrei sentire ancora i pianti i lamenti le grida dei condannati a morte. Le loro anime vagheranno ancora in quella terra maledetta! Rubare una targa? assordo il mondo.

  2. franca scrive:
    dicembre 18th, 2009 alle 20:12

    “Auschwitz deve rimanere intatta perché altrimenti rimarremmo senza il più grande promemoria del mondo su cosa siamo capaci di fare gli uni agli altri”.

  3. Barba scrive:
    dicembre 19th, 2009 alle 10:10

    Anch’io ci sono stato. E’ un posto che ti attanaglia lo stomaco. Cammini e lo scricchiolio del ghiaino dei viottoli evoca il passo cadenzato delle guardie. Ti guardi intorno e ti aspetti di veder spuntare le persone viste su tante fotografie dell’orrore. E poi ci sono quelle vetrine monotematiche. Una si sole valige, una di sole protesi una di sole spazzole e via dicendo. Tanti, troppi oggetti che furono di qualcuno che non c’è più. Sono posti da preservare, dove poter andare, più che per vedere, per riflettere.

  4. Giorgius scrive:
    dicembre 19th, 2009 alle 10:32

    [OT Etna]: Da alcune ore, l’intensità sismica nei pressi del vulcano si va intensificando di magnitudo…

    Etna: Terremoto di magnitudo 4.3 a Catania

    …Alle ore dieci una nuova scossa distintamente avvertita nella città di Catania ha destato qualche preoccupazione ma nessun danno a cose o persone si è finora registrato…

    Leggi:
    http://www.siciliatoday.net/quotidiano/news/Terremoto-di-magnitudo-4-3-a-Catania_18188.shtml

  5. Giorgius scrive:
    dicembre 20th, 2009 alle 13:37

    [OT Terrorismo – UK] Alto il livello di guardia a Londra nel periodo natalizio e inizio anno per possibili attacchi terroristici simultanei…

    The Guardian Video:
    http://www.youtube.com/watch?v=qxoJu3C0J54

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