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L’ultimo sorriso di un altro anno terribile

By pino scaccia | dicembre 31, 2009

Canadese, appena 34 anni, quasi ancora una ragazza. Si chiamava Michelle Lang e lavorava per il ‘Cagarly Herald’. Le è toccato, come a tanti di noi, di andare in Afghanistan a raccontare come le truppe del suo Paese passano le cosidette feste natalizie. Un pò annoiata dalla vita da campo, come tutti quelli che non sono militari, aveva preso con gioia quell’uscita con una pattuglia nonostante il fastidio di giubbotto ed elemetto che pesano un accidente. I canadesi, i suoi connazionali, controllano la zona afghana più pericolosa, il distretto di Kandahar dove i talebani sono ancora imbattibili. Ma chi ci pensa ai rischi? Così Michelle neppure si è accorta quando il blindato è saltato in aria: è morta in un istante insieme a quattro militari. La reporter canadese, se non accadono altri lutti in queste ore, è la vittima n. 91 dell’ennesimo anno nero per la stampa internazionale. Dedico a lei, al suo sorriso e alla sua famiglia, questa ricorrenza non dimenticando che l’anno scorso stavo anch’io in Afghanistan, a Herat,  a fare quello che faceva Michelle, semplicemente a documentare come sia possibile festeggiare qualcosa in una terra che è in guerra. Ne ho passati tanti di Capodanni sotto le bombe: ne ricordo uno soprattutto in Croazia perchè i botti veri somigliavano straordinariamente ai botti finti, quelli che follemente spariamo dalle nostre parti per brindare. Solo che quelle non erano luci di festa, ma luci di morte. Quest’anno ho la fortuna (ma è stata anche una scelta) di passare l’ultima notte dell’anno a casa, a coltivare affetti troppe volte trascurati e riprendendo le fila di una normalità troppe volte devastata. Ma non posso certo dimenticare che si sta chiudendo un altro anno terribile per chi dedica tutte le energie al compito primario della testimonianza. A costo della sua stessa vita. E forse non è giusto.

 

Bilancio di un anno. Nel 2009 sono stati 91 i giornalisti uccisi, 33 i giornalisti rapiti, 1456 quelli aggrediti fisicamente, 570 i media censurati, 157 giornalisti fuggiti dai loro Paesi, 151 blogger e cyber-dissidenti arrestati, 61 blogger aggrediti fisicamente, 60 Paesi colpiti dalla censura online.

Poche ore e il bilancio già deve essere aggiornato. I giornalisti rapiti quest’anno sono 35. Gli ultimi due sono stati sequestrati sempre in Afghanistan, nella provincia di Kapisa. Si tratta dell’inviato e dell’operatore di France 3, impegnati in uno speciale sulla ricostruzione nella zona sotto controllo francese. L’emittente non ha fornito i nomi, ma le famiglie sono state avvertite.

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Topics: afghanistan, reporter, tribù | 6 Comments »

6 risposte per “L’ultimo sorriso di un altro anno terribile”

  1. Tra botti veri e botti finti « InQuestoMondoDiSquali scrive:
    dicembre 31st, 2009 alle 14:35

    […] Tra botti veri e botti finti Dicembre 31, 2009 pinoscaccia Lascia un commento Passa ai commenti L’ultimo sorriso di un altro anno terribile per i reporter. Dedicato a Michelle. […]

  2. latorredibabele scrive:
    dicembre 31st, 2009 alle 15:55

    E non è ancora finita. Ecco le ultime notizie.

    Sono giornalisti televisivi di France 3 i due cittadini francesi rapiti con un interprete afgano, il fratello e il cugino nella provincia di Kapisa, a nord-est della capitale Kabul. Si tratta dell’inviato e del cameraman dell’emittente, che erano da qualche giorno impegnati nella realizzazione di un reportage sulla costruzione di una strada tra le valli di Surobi e Kapisa, da trasmettere in uno speciale alla fine di gennaio. Il loro caporedattore li avrebbe contattati l’ultima volta martedi nel pomeriggio (ora locale) al telefono. Gli avevano comunicato che stavano per incontrare degli abitanti dei villaggi vicini. Le famiglie dei due, precisa ancora il sito di France Info, sono già state avvertite del rapimento, ma l’emittente televisiva ha comunque preferito non divulgare le loro generalità. Il gruppo sarebbe stato vittima di un agguato lungo la strada. Nella provincia di Kapisa operano sia i talebani sia le milizie dell’ex signore della guerra Gulbuddin Hekmatyar. Nella zona è dislocata anche parte del contingente francese dell’Isaf. La polizia è in contatto con gli abitanti dei villaggi della zona ma non è stato ancora possibile stabilire contatti con i sequestratori.

  3. Giorgius scrive:
    dicembre 31st, 2009 alle 17:51

    Non è un fine anno felice, a 360° purtroppo (non è la replica scritta dello scorso anno)… Da una parte la crisi economica globale che sta facendosi sentire solo ora in Italia con le chiusure a domino delle aziende e degli esercizi commerciali al 31/12 (qualcuno chiuderà solamente un’azienda in totale crisi di liquidità per riaprirne una nuova, solo per tentare di “sopravvivere” fino al 2013, anno teorico della ripresa economica globale). Dall’altra, la nuova strategia del terrorismo internazionale che sta forse pianificando frequenti attacchi terroristici, homegrown e cellule locali, sfruttando le ancora evidenti falle nel sistema internazionale di sicurezza dell’intelligence (e non solo americano, serve collaborazione internazionale, eliminado certe “zone d’ombra”). In mezzo, tantissime tranquille famiglie italiane e di altri paesi che si vedono chiudere l’anno con la perdita del proprio posto di lavoro e della propria casa (mutui killer) e l’insoddisfazione sociale di non aver visto messi al gabbio tutti quegli speculatori borsistici che hanno operato (e continuano ancora ad operare) dentro questa crisi finanziaria globale che non riesce a trovare quel taglio netto contro i forti debiti accumulati nello scorso decennio… L’inizio del 2010 in Italia si presenterà anomalo per gli aumenti ingiustificati in alcuni settori economici del paese (banche in primis). Più controlli stretti e rigorosi (Ministeri, Enti preposti, Banca d’Italia) e ancor più pesanti sanzioni aministrative verso chi continua (Manager, Amministratori, Gruppi Aziendali) a speculare dentro l’attuale appiattimento dell’economia nazionale.

  4. ceglie scrive:
    dicembre 31st, 2009 alle 18:44

    Per il tuo ultimo sorriso

    Per me i botti non sono finti,
    fanno tanto rumore e rubano la vita.
    Metterò ancora la mia testa sotto le coperte
    stringerò le mie braccia per proteggermi dalla morte.
    Ammutolita aspetterò da sola
    fino a quando tornerà il silenzio!
    fino a quando mie orecchie udiranno solo la musica
    seguita da una dolce sensazione di pace.
    Dalla valle si sente lontano l’eco nei monti
    il fruscio delle foglie secche
    si ode il canto limpido del torrente.
    Poi il suono del violino torna a consolare
    la mia anima di bambina.
    Michelle solo il tuo sorriso rapito
    resterà per ricordare la tua vita!

    franca bassi

  5. lorena scrive:
    gennaio 3rd, 2010 alle 11:19

    un ricordo per un sorriso che non è più, ciao Michelle

  6. Un altro giornalista muore in Afghanistan | La Torre di Babele scrive:
    gennaio 10th, 2010 alle 16:15

    […] malissimo l’anno con la morte di Michelle Lang in Iraq, il 2010 si apre in maniera altrettanto drammatica per i reporter. Anche in Afghanistan, […]

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