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Quei giorni ad Hammamet

By pino scaccia | gennaio 18, 2010

Domani, 19 gennaio, ricorre il decimo anniversario della morte di Bettino Craxi. Per anni ho seguito ad Hammamet la sua vicenda. Non sono mai riuscito ad incontrarlo. Solo una battuta al telefono. Gli chiesi, naturalmente, un’intervista e lui mi rispose sorridendo: “Caro, ma vai al mare, qui c’è un mare stupendo”. Questo che segue non è un pezzo politico e neppure giudiziario. E’ solo il ricordo di un uomo certamente speciale. E di un percorso professionale che comunque lascia il segno. GLI ULTIMI ANNI DI CRAXI, TUTTI I LUOGHI DELL’ESILIO: VIDEO INEDITO

 

Ogni giorno andava sulla spiaggia. Aveva addirittura costruito con le sue mani  una capanna fatta di frasche e di canne, vicino a un villaggio di pescatori. Parlava molto con loro: di natura, di piante. Ma soprattutto andava davanti al mare perché poteva intravedere almeno il profilo della terra italiana. Oppure dipingeva, l’ultima sua grande passione. Si era messo anche a scrivere un giallo politico che poi era la sua storia, naturalmente. Prima di sera si fermava su un gradino di marmo a prendere caffè e biscotti. Spesso faceva un salto al bazar per una spremuta d’arancia prima di andare, quasi ogni sera al ristorante preferito a gustare il couscous. Una vita tranquilla, ma non spensierata. Tutti ad Hammamet lo chiamavano “zio Bettino” o più semplicemente “lo zione”. Per i più rispettosi era “monsieur le president”. Poi improvvisamente nessuno lo ha più visto in giro. Per la malattia che avanzava, certamente, ma anche per la paura di attentati, dopo che a Tunisi avevano fermato un tizio  pronto a ucciderlo. Così da quel momento, più o meno dall’estate del ’95, evitava passeggiate e se ne stava rinchiuso dentro la casa bianca in collina, protetto da decine di poliziotti e dalle “tigri” del suo grande amico Ben Alì. Quasi impossibile avvicinarlo, ma rispondeva personalmente  al telefono, quando il telefono non era occupato a spedire fax, usati come terapia. Il cosidetto bunker lo si poteva riprendere solo da lontano, rischiando l’ira dei guardiani. Chi è stato dentro racconta di una piscina senz’acqua, di una vecchia Range Rover, di cimeli di Garibaldi, di una delle teste false di Modigliani, e di molte foto della famiglia. Erano ammessi solo gli amici strettissimi mentre ogni giorno gli arrivavano leccornie italiane dai suoi sostenitori. In tutto, Craxi è stato in Tunisia per 2074 giorni, da metà maggio del ’94 fino a quando è morto, all’inizio del 2000. Gli ultimi mesi della sua vita sono stati un autentico inferno, passati da un ospedale all’altro tra analisi e interventi chirurgici: la clinica Tafik e poi La Violettes fino all’ospedale militare. Una grave forma di diabete aveva attaccato un rene e indebolito il cuore. Il calvario comincia a settembre, nel ’99. Prima operazione per evitare una cancrena, a novembre una crisi cardiaca, poi l’esportazione del rene destro, fino al ricovero nell’ospedale militare, a dicembre, con tutta la stampa internazionale sotto le finestre. I fedelissimi tentano una trattativa, cioè di trovare una soluzione umanitaria, trasferendo Craxi a Milano per essere operato in una struttura più attrezzata. Il dibattito è acceso, ma è lo stesso leader socialista a troncare ogni possibilità. “Meglio morire qui, libero” fu la sua frase diventata storica. Morì al tramonto dopo aver bevuto una tazza di the alla menta con la figlia Stefania, il 19 gennaio del 2000, un mese prima di compiere 66 anni. I funerali in cattedrale, a Tunisi, sono solenni. Ci sono dieci minuti ininterrotti di applausi e lanci di garofani. Nell’omelia il vescovo Fout Twal cita dal vangelo “i perseguitati della giustizia”. E’ sepolto dietro le mura della Medina, dove andava a passeggiare con la moglie Anna, una buca scavata nella sabbia. La tomba rivolta verso l’Italia.

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Topics: persone | 7 Comments »

7 risposte per “Quei giorni ad Hammamet”

  1. giusy scrive:
    gennaio 18th, 2010 alle 21:21

    La mia libertà equivale alla mia vita. (Epitaffio)

  2. ceglie scrive:
    gennaio 19th, 2010 alle 11:02

    Libero!

    Ogni essere umano
    ha bisogno di vivere libero
    e decidere dove morire.
    Ma lui solo in fin di vita
    ha preferito pugni di sabbia
    per coprire il suo corpo.
    Oggi è un’anima libera
    e solo oggi potrà girare
    sulla sua terra da libero!

    franca bassi

  3. Mat scrive:
    gennaio 19th, 2010 alle 13:52

    Negli ultimi giorni ho visto alcuni servizi televisivi nei quali Craxi è stato dipinto quasi come un martire, come l’unico che ha pagato di persona le nefandezze di un sistema corrotto. Quando Craxi svolgeva attivamente il suo ruolo di politico in Italia io ancora non avevo diritto di voto. Quello che so di lui l’ho appreso dopo la fine del suo esilio tunisino. Sebbene da essere umano io senta compassione per la sua vicenda umana e per la famiglia, non mi sento di attribuirgli chissà quali onori. Certo non sarò un esperto di politica e ignoro quello che lui ha fatto di buono (qualcosa avrà pur fatto per la comunità e non per interesse personale), ma non riesco a pensare a lui come ad una brava persona. Ha avuto potere e lo ha usato per fini personali, per se, la famiglia e per gli amici. Non un grande uomo quindi, ma semplicemente un uomo, come tanti altri. Forse il potere gli piaceva troppo per lasciare prima di compromettersi definitvamente.
    Un saluto a tutti.

  4. lorena scrive:
    gennaio 19th, 2010 alle 15:42

    Ho capito ho un atteggiamento di parte non si puo’ parlarne, allora parliamo dei soldi della Cooperazione un fiume di soldi , io come molti sanno ho conosciuto dei Maliani veniti in Italia a specializzarsi con i soldi della suddetta cooperazione, non sto’ a dilungarmi con quale miseria di finanziamenti non importa almeno questi giovani hanno potuto studiare in una università che permetteva una formazione completa , molti di quei giovani hanno dei posti di responsabilità nel loro paese.
    Nel frattempo altri soldi della cooperazione venivano investiti in Somalia ma non tutti per la formazione o per costruire infrastrutture ma in armi che il goveno italiano inviava a Siad Barre una parte di questi soldi ritornavano come tangente al partito socialista , Io sicuramente non sono brava a spiegare imprecisa , e casinista, ma non dimentico che Iliaria Alpi è stata uccisa perchè forse indagava sia sulle armi , sia per le scorie radioattive che scaricavamo nelle coste Somale, poi io sarò astiosa, imprecisa ,di parte , stronza perchè porto rancore a Craxi , che invece di farsi processare è scappato , nessuno di noi mortali , anche se abbiamo fatto fatica a vivere ,potrebbe comportarci cosi’ io sono stata anche fortunata, ma ho conosciuto persone che lavoravano in fabbrica con dei turni massacranti con uno stipendio da fame, gente semplice ,che vive e viveno in onestà l’italia va bene dopotutto perchè cè gente onesta che ogni mattina va al lavoro e prova a mandare avanti questa Italia scarrubata . Se un gruppo di persone fa un delitto e ne prendono uno quello viene processato e sbattuto in galera , la legge non permette di lasciarlo libero fino a quando anche gli altri corresponsabili non saranno presi che legge sarebbe, ora vogliono far passare che tutti rubavano nessuno rubava , ma quanto mai

    La rabbia è scoppiata per Craxi con le monetine perchè non si puo’ vedere che un partito o i partiti possono tutto e noi poveracci ci dobbiamo arrangiare come dei disperati.
    Se poi mi chiedi cosa penso della Sn allora ti dico che ne penso malissimo , ma che continuo a votarla con la speranza che cambi, rinnovando gli apparati , questa Dx Berlusconiana mi spaventa , io noi crediamo in una distribuzione più equa delle risorse sopratutto per i più poveri , sanità , scuola pubblica , asili , asili nido, solo se sapremo accogliere l’altro con dignità e correttezza potremo dire al nostro fratello straniero ,al diverso dove sbaglia altrimenti diventa una guerra fra poveri ,una guerra al massacro . un caro saluto ad un grande giornalista che io considero amico , ma siamo su sponde diverse ma anche questo è un arricchimento non credi?

  5. pino scaccia scrive:
    gennaio 19th, 2010 alle 16:50

    sui soldi della cooperazione (spariti tremila miliardi su seimila) sa tutto, ma proprio tutto de michelis: è rintracciabile, fa ancora politica

  6. Giorgius scrive:
    gennaio 20th, 2010 alle 00:20

    [OT] Da poche ore in attività su YouTube un famoso Troller Spammer francese che utilizza diversi account per saturare la maggior parte dei social network… Speriamo che stavolta lo becchino, il tema questa volta è uno slide-video delle immagini della compianta Farrah Fawcett.

  7. In morte del compagno Craxi « Alessio in Asia scrive:
    gennaio 20th, 2010 alle 11:35

    […] Se la matematica non e’ un’opinione, Craxi e’ stato condannato a quasi 30 anni di galera in 6 diversi processi. Gran parte del suo bottino non e’ stato recuperato. Craxi non ha passato nemmeno un giorno rinchiuso in una cella. E’ fuggito. Buon per lui. Ma questa e’ la sua Storia. Indelebile. Pieta’ immensa per l’uomo, morto lontano da una Patria che probabilmente amava veramente. Bellissimo il ricordo di Pino Scaccia sui giorni tunisini di Craxi. […]

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