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Le notti bollenti al “Palestine”

By pino scaccia | gennaio 25, 2010

Baghdad torna sotto attacco. Ci sono state tre potenti esplosioni nel centro della capitale irachena, vicino alla green zone, l’area ad alta sicurezza. Una strage: l’ultimo bilancio parla di 36 morti e più di 70 feriti. Le vittime sono in gran parte civili iracheni. I kamikaze hanno colpito con tre autobombe il quartiere dei grandi alberghi dove alloggiano spesso giornalisti e stranieri. La prima esplosione è avvenuta lungo la via Abu Nawas, molto vicino agli hotel Palestine e Sheraton, che sono uno accanto all’altro. Colpito anche un club privato dove era in corso una riunione politica in vista delle elezioni di marzo. Gli altri attacchi hanno preso di mira gli hotel Babel e Hamra, anche questi frequentati da occidentali. Tutti e tre gli edifici hanno subito pesanti danni e decine di auto sono state distrutte. Foto

Questa foto l’ho scattata dalla finestra del “Palestine”; davanti c’è l’ingresso dello “Sheraton”. Ma è successo anche il contrario, perchè nei vari mesi irakeni ho dormito in entrambi gli alberghi: dipendeva dalla disponibilità delle stanze. In realtà non c’era molta differenza perchè durante il giorno ci spostavamo attraversando quel parcheggio che ci illudeva della passeggiata e invece eravamo chiusi dentro un enclave protetto da decine di carri armati americani. Nonostante la difesa, pesante ma assolutamente statica, arrivavano spesso grappoli di granate, a tutte le ore. Una notte particolarmente calda scrissi due righe. Mi piace di rileggerle adesso, somiglia quasi a un ritorno all’inferno.

Baghdad, aprile 2003. (…) Nei momenti più brutti chiudo le tendine. E’ un gesto istintivo. Non so se lo faccio per nascondermi o per nascondere quello che succede fuori. Chiudo le tendine quando la botta è più forte e sai che la granata è arrivata proprio sotto di te, ha sfiorato il terrazzino. Certo nessuno di noi si affaccia più da quando quel carro armato si è girato verso il “Palestine” e ha fatto secchi due reporter. Ma Baghdad non è solo ricordi di guerra. In una notte di luna, per esempio, ho conosciuto Baldoni, l’unica volta in cui non ho chiuso la tendina, ma sono sceso sotto a vedere l’effetto della botta. (…) In effetti, io la chiamavo bomba, per Enzo era una rosa scarlatta.

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Topics: iraq | 2 Comments »

2 risposte per “Le notti bollenti al “Palestine””

  1. ceglie scrive:
    gennaio 26th, 2010 alle 10:40

    Una rosa scarlatta

    Nei momenti brutti mi nascondo
    ancora sotto le coperte.
    Per me è paura di rivivere la guerra.
    Anche in un semplice temporale
    e nei bellissimi fuochi pirotecnici
    mi ritorna in mente il bagliore
    il fragore dell’esplosione delle bombe.
    Grazie Enzo per aver addolcito
    l’orrore del nome delle bombe.
    Una bellissima rosa scarlatta
    solo il suo colore ricorda
    il colore del sangue
    della morte e della vita.
    Oggi per te ci sono i veri amici
    che ricordano la tua breve vita
    e la tua bellissima rosa scarlatta.

    franca bassi

  2. Marzia scrive:
    gennaio 26th, 2010 alle 17:13

    Ti segnalo questa iniziativa ( che forse conosci, ma nel dubbio non mi astengo) e che leggi in http://primomarzo2010.blogspot.com/
    Buon lavoro

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