Ricerca

Categorie

Link


« | Main | »

La strage dei testimoni

By pino scaccia | maggio 19, 2010

Sono così tante le vittime fra i testimoni che è difficile addirittura registrarle tutte. Anche le associazioni più attive nella difesa dei reporter sono ferme a dodici morti quest’anno. E invece siamo già arrivati a quota 32, una cifra pazzesca, un sacrificio incredibile per raccontare i guasti nel mondo. Adesso che il mio impegno è più stanziale seguo con attenzione l’evolversi delle situazioni di crisi e la cifra che ho fornito è dettagliatamente documentata. Per non parlare degli scomparsi (14) e dei rapiti (sette). Si muore quest’anno soprattutto in Honduras, Nigeria, Pakistan e Messico per problemi interni ma continuano ad essere colpiti anche i reporter che seguono la rivolta thailandese, così come successe in Birmania. Il mese scorso un giapponese, oggi un italiano oltre a decine di altri giornalisti e fotografi feriti a Bangkok. Il sacrificio di Fabio Polenghi è molto doloroso per chi fa lo stesso mestiere e capisce cosa significa stare al centro dell’inferno. C’è subito chi si è chiesto perchè si rischia. Nessuno di noi è un eroe, nè ha la vocazione di diventarlo. Si può non andare, ma quando si arriva nella crisi il compito è, appunto, quello di testimoniare. Noi andiamo quando gli altri scappano: può essere una guerra o una rivolta o un terremoto, perchè qualcuno dovrà pur raccontare. I rischi non possono essere calcolati, non esistono posti sicuri. Quante volte e quanti reporter sono saliti, per esempio, su un “Lince”: nessuno può sapere quando una bomba maledetta farà saltare in aria tutti, soldati e testimoni. Ma nè gli uni nè gli altri ci pensano, altrimenti non starebbero lì.  Professione Reporter

Comments

comments

Topics: reporter, thailandia | 4 Comments »

4 risposte per “La strage dei testimoni”

  1. Barbara Brunati scrive:
    maggio 19th, 2010 alle 21:31

    Il difficile mestiere di testimoniare trova, purtroppo, sempre più vittime tra chi lo pratica.L’ultima, ma solo in ordine di tempo, è Fabio Polenghi, ma sappiamo bene che altre guerre, altri scenari di violenza faranno da teatro ad altre morti come quella di Fabio.e se magari ci chediamo “ma chi glielo ha fatto fare?”,pensiamo per un attimo che anche i suoi ultimi istanti di vita sono la fotografia di ciò che succedeva intorno a lui.E che non potrà più raccontarci.

  2. ceglie scrive:
    maggio 20th, 2010 alle 08:51

    Perché le parole scritte con amore, non vengono lette. Comprendere la semplicità della vita, si vivrebbe una vita migliore. Correre non serve, il tempo scorre sempre allo stesso modo, guardiamoci dentro e amiamo quello che già abbiamo.
    Lo so che ci sono le passioni, che ti portano a lavorare fuori dei binari e fuori dal tempo. Lo so che quando ti scatta la molla, fai cose che se ci pensi un attimo, non avresti mai fatto. Lo so, eppure accade. Siamo aquiloni che volano liberi, con le correnti nel cielo, ma delle vole incontriamo fili spinati e quel filo di libertà si impiglia e si spezza per sempre. La Passione di Fabio, mi ricorda la passione di Enzo.

  3. mariella scrive:
    maggio 20th, 2010 alle 18:22

    Molte cose si fanno mossi da impulsp di passione a volte non si sa’ il perche’…ecco quel mistero in noi a cui e’ difficile dare spiegazioni..noi diciamo viene dal cuore…guai se non ci fossero gli spiriti liberi…sono loro che tengono svegli il mondo …grazie pino con un sorriso umido ti dico grazie

  4. pina scrive:
    maggio 25th, 2010 alle 19:43

    Ilaria Alpi
    http://www.youtube.com/watch?v=4KzL6qrP-m4

Commenti