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Il soldato e il bambino

By pino scaccia | giugno 13, 2010

La foto della seconda guerra mondiale, pubblicata nel post precedente, mi ha stimolato i ricordi. Sono così andato a frugare tra le migliaia di immagini scattate in questi anni in Afghanistan. Ne ho trovata una che somiglia straordinariamente a quella della campagna di Russia, un soldato con i capelli bianchi che dà da mangiare ai bambini afghani. Ma ho preferito proporvi quest’altra che dà l’idea del rapporto stretto che i nostri soldati sono riusciti a stabilire in territori di guerra con la popolazione e specialmente con i più piccoli. Ne ho davvero a centinaia perchè fuori di ogni base italiana stazionano frotte di bambini: succedeva anche in Iraq e succede ancora in Libano. Ricordo a Kabul che quando usciva un militare dalla base lo chiamavano per nome, li conoscevano tutti, perchè ogni volta da loro ricevevano acqua o panini o, magari, scarpe che tanto adorano. Dunque, questa foto che ho scattato in un villaggio vicino a Herat, poco distante dalla zona dove ieri mattina un gruppo di bambini ha scoperto ai lati della strada un tubo di ferro con cinquanta chili di esplosivo. Uno dei tanti “Ied” che fanno stragi al passaggio di un convoglio. Se non ci amassero, se fossero dalla parte dei talebani, avrebbero nascosto la scoperta. E invece hanno avvertito subito i grandi del villaggio che a loro volta hanno allertato gli artificieri, salvando probabilmente molte (nostre) vite. Credo che non ci sia esempio migliore per distinguere fra talebani e afghani. Soprattutto bambini.

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Topics: afghanistan | 18 Comments »

18 risposte per “Il soldato e il bambino”

  1. roberto altavilla scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 16:55

    io credo che debbano ricordarlo soprattutto gli americani…

  2. romilda scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 17:12

    Le vere vittime della guerra sono le anime dei bambini che rimarranno turbate per sempre dai ricordi bellici

  3. giusy scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 17:18

    Bellissima immagine…un’altra dedicata all’Afghanistan terrà da te conosciuta in tutti i suoi aspetti carissimo Pino.
    Vorrei per questi bambini un futuro normale, meno crudele…loro saranno gli uomini afghani del futuro, questi bimbi spero riescano a far nascere in loro il seme della pace e demolire il tarlo dell’odio.

  4. maria teresa scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 18:07

    tenerissima, nonostante…!!

  5. ceglie scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 19:26

    In ogni guerra, ci sono militari bravi, ma ci sono anche quelli crudeli. Ricordo benissimo le immagini dei bambini sporchi di sangue in braccio alle mamme. Gabbiano, non so se ti ricordi di quel video, postato il sei di giugno da Gam, dove si vedeva un bambino che rincorreva una jeep militare, solo per prendere una boccetta d’acqua,e i militari facevano solo finta di gettarla,
    ma era necessaria questa farsa? fino a stancare il bambino, lui per parecchia strada li ha rincorsi, e loro da dietro,un militare faceva la mossa di gettare la bottiglia e un’ altro riprendeva la scena. Non credo che stessero girando un film. Per me,questo gesto è pura crudeltà! Non so di che razza erano i militari del video, ma certo che bravi non erano.
    Nella mia mente,oramai ci sono impresse moltissime scene di violenza, basta poco per farle tornare nei miei pensieri. Sicuramente nel tuo archivio,e nella tua mente, non ci sono solo immagini di bambini sorridenti. Credimi gabbiano,non è una divisa che fa la bontà dell’uomo, ma questo tu lo sai bene.

    Crudeltà!

    Volevi correre felice
    dietro una palla colorata
    o far volare per le strade
    per i vicoli di Kabul
    il tuo aquilone di carta.
    Sfortunato fanciullo
    hai dovuto rincorrere
    fino a piagarti i piccoli piedi
    una veloce jeep militare
    che ti riprendeva
    come una scena da film.
    Quanta crudeltà in quel gesto!
    Ma tu volevi solo
    un semplice sorso d’acqua.
    Siamo così crudeli
    da togliere il sorriso
    dal volto di un bimbo
    fino a sporcarlo di sangue?
    Per abbandonarlo
    in un pianto disperato
    e tu eri nato solo
    per correre felice
    dietro una palla colorata.

    franca bassi

    Mi dispiace aver scritto questo commento, preferivo sapere che non ci sono bambini sofferenti, ma solo bambini felici, la realtà è molto triste. Questa sera ricorderò i bambini che patiscono e ce ne sono moltissimi. Per non dimenticare il loro dolore.

  6. pino scaccia scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 19:55

    Non mi costringere a essere nazionalista fino in fondo: ricordo bene quella scena e ricordo benissimo che non erano italiani. Non sostengo che tutti i militari italiani sono buoni, ma certo il loro approccio è diverso, spesso molto diverso appunto.

  7. antonietta scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 19:57

    sono tutte verità ………ma cosa si può fare?

  8. margherita scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 20:38

    ciao Pino e a tutti! Questa foto è bellissima e colpiscono davvero il cuore!ho visto tante di queste foto visto che il mio ragazzo è tornato un mese fa proprio da dove hanno ritrovato l’ordigno! x fortuna incominciano a credere e ad avere fiducia dei militari italiani!

  9. Silvi scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 21:02

    Infatti credo che l’episodio per cui è stato pubblicato questo post sia esemplare. Significa che i talebani fanno meno paura ? hanno meno potere ? questo atteggiamento protettivo da parte degli afghani, nei nostri confronti, sara’ sicuramente dettato da antefatti ma è rivolto solo a noi?
    Faccio queste domande perchè nella mia testa la guerra è la peggiore delle piaghe che un popolo deve subire e sapere che ci si puo’ comportare come esseri umani,nonostante tutto, lenisce un po’ il dolore.

  10. pino scaccia scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 21:25

    Significa che la gente sa distinguere. Come insegnano i buddisti, l’approccio è determinante. L’odio porta odio: soprattutto i bambini lo sentono se non c’è odio anche se quegli uomini vestono la divisa e vanno in giro armati.

  11. franca scrive:
    giugno 13th, 2010 alle 23:28

    Troppo coinvolta emotivamente e razionalmente.
    Preferisco “ascoltarvi” …leggendovi.

  12. Lucio Gialloreti scrive:
    giugno 14th, 2010 alle 09:35

    Caro Pino ,sono foto emblematiche del rapporto che ,a tutte le latitudini e paesi in armi ,lega soldati e bambini , che tali , nel loro candore e genuinità, per fortuna ,rimangono! L’episodio dell’allarme dei bambini afgani la dice tutta sulla differenza fra terroristi fanatici e settari e popolazione civile! Hai fatto benissimo a citare questo episodio!

  13. ceglie scrive:
    giugno 14th, 2010 alle 09:41

    Buongiorno Gabbiano grazie per la risposta. Come ho scritto, non sapevo chi erano i militari della jeep, adesso, so che sono militari americani, che parlano una lingua che non conosco, questa per me è la sola differenza. Chi indossa una divisa, la deve onorare, e spesso sappiamo che la infangano, il loro approccio umano deve essere di esempio, questo fa onore a ogni essere vivente che pratica e semina amore. Non faccio differenza italiani, americani, inglesi,extraterrestri…nella mia mente non ci sono fili spinati, non ci sono mura di cinta è sempre l’umano che crea la differenza.
    In ogni settore, c’è il buono e il cattivo, so solo che le guerre e altre violenze lasciano nella mente di un bambino, segni profondi e nessun gioco può cancellare.
    La mia sofferenza è uguale alla bambina lapidata, al bambino impiccato, alla bambina violentata da orchi che vivono sulla nostra terra. Al fiore reciso, gli è stata tolta la gioia di giocare e di vivere, il fiore che viene violentato e abbandonato, gli è stata regalata una vita di sofferenza che l’accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni, è difficile cancellare dalla psiche di un bambino la sofferenza.
    La violenza del professore, del sacerdote, del genitore, dell’amico, del fratello del figlio…la crudeltà resta definitivamente dentro l’anima di ognuno di noi.
    Credimi Gabbiano, faccio di tutto per sorridere, il mio sorriso, spesso nasconde una grande tristezza, basta poco per tornare indietro e dentro la mia anima rivivo il mio dolore.
    Visto che viviamo di passaggio sulla terra, spesso mi chiedo ci vuole molto comportarsi bene?
    Sto ancora faticando per rimanere in piedi, e l’ho scritto in ogni angolo, con la speranza, che il mio piccolo seme un giorno possa salvare almeno qualche bambino.
    Lo so, anche se non ci conosciamo, sono anni che leggo le tue righe, sono come una cieca che riesce a vedere i colori, conosco le note della tua anima e so che scriviamo con l’inchiostro dello stesso colore e la stessa sensibilità, lo so che devo stare buona, sapermi comportare, lo so che tutti noi abbiamo bisogno di un mentore e tu sei bravissimo! Per questo non smetterò mai di rispettarti come uomo ricco di valori e tantissima umanità grazie Gabbiano.

    Chi siamo

    Nella mia anima
    non ci sono fili spinati
    o muri di cemento
    ci sono cicatrici lasciate
    da una guerra assurda.
    Nella mia grande rabbia
    non c’è vendetta!
    Nel mio cuore abita
    l’ amore per chi soffre
    anche se la pelle
    è nera come la notte
    gialla come il sole
    bianca come la luna
    verde come un
    extraterrestre.
    Chi siamo noi
    per seminare guerre
    sulla crosta della terra?

    franca bassi

    Un saluto a tutta la torre

  14. Silvi scrive:
    giugno 14th, 2010 alle 10:25

    Franca (Ceglie?) come al solito sei riuscita a commuovermi . Appunto perchè non riuscire a comportarsi bene visto che i bimbi sono figli di tutti e specialmente chi va in terre lontane dovrebbe tenerne conto,averne rispetto.
    Quali motivi spingono questi militari ad assumere dei comportamenti per il loro puro divertimento?
    Divertimento che ha uno stretto legame con la violenza psicologica. Con la crudelta’.

  15. mariella scrive:
    giugno 14th, 2010 alle 10:46

    Si Franca concordo pienamente…allora continuiamo a diffondere la salvezza dei valori nella nostra terra, che sta’ perdendo quota… dobbiamo gridare… ed essere esempio..un momento tremendo vive il mondo un momenti di depurazione …ma non e’ ancora cominciato il nuovo, si prevede ma…quante vittime il mio cuore sanguina Signore pieta’!

  16. Barbara Brunati scrive:
    giugno 14th, 2010 alle 21:50

    Anche in questo caso, un’immagine vale più di mille parole, ed il fatto che tu abbia dovuto sceglierla tra molte, significa che molte sono le situazioni in cui i soldati italiani si sono trovati davanti il nemico senza per forza odiarlo, anzi… E le popolazioni che hanno ricevuto bene, hanno ricambiato con il bene.

  17. nicola scrive:
    giugno 15th, 2010 alle 14:55

    buongiorno sig. Scaccia e buongiorno a tutta la torre. Stamattina sono stato in un orfanotrofio. immaginavo questo posto, conoscendo un po l’Afghanistan, un posto triste tetro come e peggio si può immaginare un orfanotrofio di metà ottocento dei racconti alla Oliver Twist… e invece!
    all’aprirsi del cancello ci accolgono in un piccolo giardino ben curato, con fiori e alberi di eucalipto. molto pulito per lo standard di questo paese. con una mensa, classi una femminile e una maschile,e dormitori. poco meno di 90 bambini e bambine. allegri giocosi e curiosi. ma anche educati.mi sforzo di non sembrare un alieno ai loro occhi. quindi cerco di sorridere ai bimbi e alle bimbe. ce n’è una che mi guarda coprendosi il viso come farebbe un’adulta, avra 6 anni, veste un azzurro intenso, le sorrido levandomi l’elmetto, e le scappa il sorriso anche a lei.
    Portiamo qualche aiuto non tanto, aiuto medico, qualche quaderno e un po di cibo. Alla fine della visita sento che fare il mio lavoro, che poi alla fine è stato lo stesso di sempre, ha avuto oggi un senso diverso, chiacchierata finale per onorare l’ospitalità invece del thè, un bel piatto di cocomero dolcissimo che mangiamo volentieri, e uscendo i saluti dei bambini e del personale dell’istituto…e per me il ricordo del sorriso della bimba vestita d’azzurro.

  18. Laura scrive:
    luglio 3rd, 2010 alle 13:07

    Bell’articolo,come tutti i suoi sevizi!La guerra lo sappiamo tutti è proprio una brutta bestia e l’essere umano sembra proprio che non ne possa fare a meno…I bambini sono le vittime di questi odi-politico-economici ed i bambini sono il nostro futuro!
    Speriamo che l’esempio di amore, di comunione fraterna di questi nostri connazionali(a parte certi sbruffoncelli)sia un valido aiuto d’amore e di speranza! W la PACE!

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