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Metti insieme cento giornalisti

By pino scaccia | giugno 20, 2010

Metti insieme un centinaio di giornalisti, che oltretutto si conoscono da tempo, ed è scontato il risultato, però divertente. Prima fase: si parla male di tutti quelli che non ci sono. Dura poco, perchè è troppo facile, così si passa ben presto alla fase due: parlare male di quelli che ci sono, ma in quel momento non sentono. La regola infatti è quella di andare sempre in giro a gruppi. All’interno del gioco naturalmente il primo esercizio è quello di elencare, per l’ennesima volta la lista delle cosidette “sòle”, cioè di quelli che fanno finta di essere quelli che non sono. Esaurite le fasi preliminari, si passa ai ricordi personali. Guai se capita in mezzo qualche estraneo alla tribù degli zingari: si annoia da morire ai racconti dei “reduci”. Più interessante quando la stessa storia è raccontata a più voci perchè è stata, a suo tempo, vissuta insieme: e non si può bluffare. Metti che quei cento giornalisti hanno un lungo (ahimè) passato alle spalle e allora – generalmente succede quando è buio – si passa alla fase più pesante. “Ah, il mestiere è finito, non c’è più il giornalismo di una volta, poveri giovani, la tecnologia che ammazza la poesia, addio film sui reporter”. Tutto questo è successo ad Atri, stupendo borgo sulle collline teramane. Tutto quello che ho detto è vero, però certe occasioni servono per ritrovarsi intorno a un ruolo, quello del testimone, che realmente rischia di scomparire.  Abbiamo però un merito:  la capacità di presentare agli altri la faccia pulita, la parte migliore di noi. Quando saliamo sul palco, parliamo seriamente senza pianti e fandonie. E ci sentiamo tutti dalla stessa parte. Ad Atri ho avuto due fortune: l’aver rivisto, dopo  almeno quarant’anni Claudio Sabelli Fioretti con cui ho diviso da vicino proprio gli esordi assoluti e di essere presentato da un “numero uno” come Toni Capuozzo. Abbiamo parlato di tutto: delle paure, della normalità, dei bambini dei vecchi e anche degli animali, abbiamo parlato di televisione e anche di blog. La gente ci ha seguito, credo, con molto piacere. E se qualcuno ci sta a sentire, significa che è valsa la pena di aver fatto tutto quello che abbiamo fatto. Anche se è costato sudore e, talvolta, molto di più. Atri

L’appuntamento di Atri ha concluso una settimana di tour della Torre. Prima a Frosinone per la presentazione di “Tutto torna sempre” di Angela Nicoletti e poi a Salerno per la sesta edizione del premio giornalistico. Con i reporter sempre in primo piano.

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Topics: reporter, tribù | 18 Comments »

18 risposte per “Metti insieme cento giornalisti”

  1. silvi scrive:
    giugno 20th, 2010 alle 22:02

    Sorrido e mi emoziono nel leggerti stasera gabbiano. Decisamente fortunati coloro i quali hanno potuto condividere e sentire i vostri racconti. Atri ne sarebbe valsa la pena.C’è nell’aria un che di nostalgico, di tempo passato o perduto chissa’…..spero di sbagliarmi ,di non capire il sentimento espresso,solo stanchezza forse.
    Divertente poi capire che gira e rigira ogni professione si assomiglia. Quando ti ritrovi tra colleghi ,amici con i quali hai vissuto esperienze,vedo che tutti piu’ o meno assumiamo comportamenti uguali ed usiamo lo stesso linguaggio…..che brutta roba invecchiare senza speranza e non capire che alcuni ,proprio per il loro vissuto ,mai diventeranno vecchi:sara’ solo il tempo a passare.

  2. Sissi scrive:
    giugno 20th, 2010 alle 22:59

    “Metti un amico che ora deve partire.. probabilmente non si fa più sentire… ed è malinconia…… ”

    Anch’io mi sono emozionata, perchè, non pensando mai al giornalismo, che non ne capisco niente, mi è tornata in mente quella volta che un giornalista ‘tifava’ per me… ed era proprio simpatico, ma poi l’ho deluso invece. Come al solito, è una mia costante, l’unica…

    Mentre stavolta rispondo al ‘richiamo’ di Silvi: tenerissima!… Ma io devo chiudere col passato, perciò è solo un saluto (l’ennesimo) a tutta la torre,
    convintissima che non invecchieremo maiiii…….. cara Silvi: io e te, e altri, siamo eterne fanciulle dentro… ;)))

    Curiosità, Pino: che vi siete detti quando avete parlato di normalità?….

  3. pina nizi scrive:
    giugno 20th, 2010 alle 23:34

    Oggi ho visto questa foto
    eritengo sia giusto postarla qui,

    http://www.facebook.com/pinoscacciafans?ref=mf#!/photo.php?pid=31405270&id=1352755374

  4. silvi scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 07:27

    Per Sissi fanciulla

    Credo tu una volta,qualche post fa mi riconoscesti. Come si riconosce un’amicizia, un odore, una sorella,un sentimento ,se stessi.
    Ora sono io a riconoscere te ! Quale destino ha fatto si che, per caso ,ci si incrociasasse nel mondo astratto del web? Sai, pure io sono facile ,avezza a deludere. Lo faccio scientamente e inconsapevolmente quindi capisco perfettamente l’argomento.
    Questo è uno dei motivi per cui io alla mia tenera, tenerissima eta’ mi considero ancora giovane.Prima di tutto perchè lo sono e poi perchè devo riscattarmi da me stessa.
    Il passato Sissi lo chiudiamo nel momento in cui diamo a ni stessi la possibilita’ di guardare avanti non dimenticando,mai.I saluti ci saranno poi,quando pure l’ultima virgola sara’consumata.

  5. ceglie scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 08:05

    Buongiorno Gabbiano:”Metti insieme cento….” Questa mattina appena letto solo il titolo, mi sono divertita tanto, perché,solo il titolo? nella mia mente ho visto la scena di una qualsiasi cerimonia, una trama che si ripete. Bel post, verissimo! Continua Gabbiano e portaci con la fantasia sulle tue ali, io preferisco aspettarti al faro. Mi bastano i gridi dei gabbiani, delle gabbianelle e la voce del mare.Un saluto a tutta la torre

  6. ceglie scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 10:18

    Ar madrimònio

    Rosetta e Giggi
    dòppo anni de sagrifìzzi
    filici hanno ariccorto ‘N
    centinaro d’ invitàti drénto
    la trattoreria a li castelli.
    Quanno metti inzième
    ‘N centinaro de perzone
    vabbè ‘Na tribbù de càcio còtto
    e de amichi
    tuttiquanti drénto ‘Na sala
    a parlà e a magnà
    eppoi sta tranquillo
    ugnuno se tempera la lìngua.
    C’è chi taja e chi cuce
    e te fanno boni ‘N centinaro
    d’ àbbiti e puro co’ li ricami.
    Ce trovi er servo-de-Dio
    che dopo l’ennesima predica
    s’ imbriaca e fa’ er discorzo
    fori de rima.
    Ce so’ le lìngue biforcute
    de le zitelle
    e quelle ar peperoncino
    de le commari.
    Inzomma sti pori sposi
    ancora sentono li sagrifìzzi
    su la gròppa pe’ fa’ sta festa
    eccote er risurtato!
    Rosetta guarda drénto l’occhi Giggi
    e mentre je fa piedino je dice:
    “Sposo mio ‘Na giornata de festa?
    che delusione!
    Speramo che Sta suar ce dice mejo!”
    franca bassi

    Gabbià dimanno Scusa, se c’è quarche sbajo, appena sfornàta è calla, calla;)

  7. pina scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 10:28

    E sotto la foto c’è scritto così:

    A Pino Scaccia,

    Presidente Onorario del Premio
    giornalistico “Città di Salerno”
    Modello di uomo e di giornalista
    dalla visione aperta ed
    indipendente, che si è ben adattato al mondo globalizzato di oggi. Una figura
    di grande spessore culturale, un intellettuale, un amico, un professionista ma
    soprattutto un punto di riferimento dell’Associazione “i Meridiani”.
    Salerno, 17 Giugno 2010

    (Alfonso Giarletta)

  8. franca scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 12:11

    Dopo aver letto il tuo post…un’idea folle mi frulla le sinapsi.

  9. pino scaccia scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 13:07

    ?

  10. silvi scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 13:29

    Piu’ o meno ho capito tutto ,piu’ o meno…..ma sto “è calla ,calla “che vordì???????

  11. Lucio Gialloreti scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 16:46

    Sapevo da Franca-Ceglie della tua giornata ad Atri , splendida cittadina teramana (io sono esule dall’Aquila e vivo per ora a Roseto,quindi vicino), ma non immaginavo quale fosse il motivo.Una riunione di cento giornalisti , immaginavo un pò , ma tu l’hai descritta con umorismo elegante ed ovviamente da consumato professionista della categoria. In questo momento , al di là delle chiacchiere fra eminenti colleghi, ritengo che riunioni del genere facciano bene alla vostra categoria , ma soprattutto a noi lettori , a volte e spesso straniti da voci contrastanti , o forse troppo osssequiose del potere, per esser più certi della verità di quanto sta succedendo nel nostro diastrato Paese.

  12. franca scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 17:37

    Gabbiano,”proverò” a farti atterrare…in Valdera.
    Sempre se e se… vorrai.

  13. ceglie scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 17:46

    Ciao Silvi è calla, al mio paese in dialetto quando si sfornava il pane e la pizza si diceva:” fai attenzione che e calla, calla” per me vuol dire calda calda, siccome la poesia era appena scritta…ossia appena sfornata, era calda.Vabbè famoce du risarelle, senno co sto tempo…

  14. pino scaccia scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 19:13

    tutto è possibile!

  15. Barbara Brunati scrive:
    giugno 21st, 2010 alle 20:50

    Giornalisti:testimoni e narratori di una realtà in continua evoluzione,ma che sanno raccontare ancora con un codice etico e con onestà intellettuale…quando si ritrovano, sanno condire con una punta di ironia le esperienze che hanno vissuto e condiviso.E che condividono con noi.

  16. ceglie scrive:
    giugno 22nd, 2010 alle 07:35

    Un bellissimo sogno, una Gabbianella è venuta nel mio bosco, si è riposata all’ombra del vecchio olivo, anche lei ha visto la luce verde del mio albero, grazie.Un saluto e felice giornata a tutta la torre.

  17. Silvi scrive:
    giugno 22nd, 2010 alle 11:14

    Oltre al mistero ,la gabbianella ha trovato pace ,serenita’ ,un bosco incantato pieno di stupori….;)))

  18. ceglie scrive:
    giugno 25th, 2010 alle 00:27

    Cara gabbianella penso di partire presto per il trullo fatato, ho necessità di respirare aria pulita,se lo desideri le gabbianelle sono ben accette.;)

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