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La paura dei fantasmi

By pino scaccia | giugno 25, 2010

   

L’hanno fatto di notte, per timore di contestazioni. La protesta è arrivata comunque stamattina, quando un gruppo di irrimediabili nostalgici si è accorto che non c’era più la statua di Stalin. Non è successo in una città qualsiasi, ma a Gori dove il dittatore sovietico è nato. La guerra lampo ma velenosissima di due estati fa ancora non va giù evidentemente al presidente georgiano Saakashvili che anche ai nostri microfoni ammise di essere caduto in una trappola. Ricordo il lungo mese davanti ai carri armati russi che bloccavano Gori, diventata il simbolo dell’assedio. Quando finalmente entrammo la statua di Stalin era visibilissima perchè era stata innalzata nella piazza principale. Trovammo una città devastata, tutto distrutto meno la casa natale del sanguinario dittatore. E proprio nel giardino di quella casa, diventata un museo, sarà posta la statua tolta dalla piazza. Non voglio entrare nel merito della decisione, ma non credo che cancellare i simboli significa cambiare la storia (Stalin è e resta georgiano di nascita). Anche perchè bisogna avere paura dei vivi, non dei morti. Insomma,  più di Putin che di Stalin.

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Topics: caucaso | 16 Comments »

16 risposte per “La paura dei fantasmi”

  1. Silvia scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 06:03

    E’ vero, bisogna avere paura dei vivi, però certe volte si è capaci di odiare il passato. Io ad esempio ho odiato Togliatti. E non mi capacito di come possano esserci vie dedicate a lui: è ridicolo. E’ tutta una farsa, esattamente come lui l’ha voluta. Fatta di verità nascoste e menzogne spacciate per verità. Nel mio piccolo comprendo chi ha tolto quella statua e credo che, in nome di una verità vera, sia stato giusto farlo.

  2. ceglie scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 08:25

    Giustissimo!:” Bisogna avere paura dei vivi, e non dei morti”, mia nonna Betta me lo ripeteva ogni volta che manifestavo le mie paure e, non volevo andare in cantina a prendere la solita brocca di vino fresco e, quando la sera veniva a darci la buona notte le dicevo: ”Nonna, nella soffitta ci sono i fantasmi!” e io per paura mi nascondevo sotto le coperte, lei con la sua voce mi tranquillizzava, e terminava sempre con la stessa frase:”Ricordati… dei vivi devi temere, i morti riposano in pace” accompagnata da una risarella, allora la mia piccola testa, sbucava da sotto la pesante imbottita, come un lumaca che esce dalla sua casetta, la luce del lume a petrolio spariva con lei e, le mie paure si addormentavano.
    Vabbè, anche la realtà di oggi è la realtà di sempre. Dei vivi che bisogna temere e in giro in ogni stato ce ne sono da vendere, cambiano solo i nomi da quelli di ieri, dell’altro ieri e da quelli di domani. Strappare le radici positive o negative, la storia non cambia.
    franca bassi

  3. Silvia scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 09:33

    Penso alla storia del bunker di Hitler a Berlino. Ora non esiste più. Nel tempo è stato fatto di tutto per nasconderlo e ora ci sorgono degli edifici sopra, è impossibile trovarci qualsiasi più piccola traccia. Ed è giusto, sarebbe stato occasione di celebrazione per i neo-nazisti di oggi.

  4. pino scaccia scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 11:57

    Vale anche per la statua di Saddam. E gli esempi sono tanti. In Russia però molte statue di Lenin ci sono ancora.

  5. Silvi scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 12:12

    Credo che il valore simbolico di certe immagini ,certe icone sia fortissimo. Per questo probabilmente la scelta di spostarlo non eliminarlo. Eliminando la statua è come se si eliminasse la sua idea ,il pensiero che porta all’uomo .
    Infatti non è successo come con la statua di Saddam:distrutta e ripresa nel momento in cui accadeva. Spostandola togli la visione costante dall’occhio della gente ma non quell’ideale.
    Il dittatore è morto ,evviva il dittatore!

  6. Sissi scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 12:31

    E quindi? che vuol dire, che c’è l’eventualità di un ritorno al passato, peraltro mai veramente trasformato, sostenuto dal popolo stesso, in nome dell’ultra-conservatorismo e/o movimenti nazionalistico patriottici, a causa della delusione e di uno scoraggiamento per le riforme economiche?
    Cioè, non ho capito… al di là dei ‘simboli’ e dei ‘fantasmi’ – che peraltro possono anche far paura se qualcuno decide ancora di credervi… o di farli rivivere – la cui ostentazione o rimozione, senza una trasformazione interiore, va da sè che non è altro che una mutazione esterna della realtà… tu sei d’accordo o no sulla rimozione in questione?

  7. Silvia scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 12:35

    Già e magari rimarrano per secoli. Credo che molto dipenda dalla sensibilità delle persone che se ne occupano. Noi possiamo solo essere testimoni di cosa accade.

  8. Silvia scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 12:41

    A proposito di sensibilità: pensa che in un bunker dela Batteria Todt in Francia, nella regione Nord-Pas-de Calais, vendono le bandierine naziste per i turisti. Ce la vedresti una cosa del genere in Germania?

  9. ceglie scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 13:48

    Per le statue di bronzo, si possono anche rifare, questo dipende dall’aria che tira, mentre è un vero sacrilegio quando distruggono monumenti come: “Il Buddha di Bamiyan” chi lo rifà?

  10. pino scaccia scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 14:20

    Si possono rifare anche i Buddha, sfruttando il laser. Me lo hanno spiegato a Bamyian.

  11. Silvi scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 14:25

    A Berlino non puoi nemmeno sognarti di chiedere del passato e tanto meno del muro. A nessuno . C’è dolore nello sguardo di chi ti guarda . Io tentavo di capire in che parte stavo ,a est o a ovest dal chechpoint charlie.Ben presto ho capito che non dovevo chiedere ……

  12. Sissi scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 14:56

    No, per carità, ne sono sicura: il comunismo l’hanno vissuto sulla loro pelle… e non ho dubbi che abbia lasciato un immenso dolore. Ma mi riferivo a Pino che diceva che la Russia è piena di statue di Lenin… e qualche nostalgico. E’ pur vero che in un territorio così immenso e con tanti problemi e cambiamenti è difficile capire cosa voglia e come ragioni ora il popolo. E’ quello che mi domandavo.

  13. Sissi scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 15:25

    N.B. Non mi incanalate ora di qua o di là è! chi mi segue da tempo dovrebbe aver capito che non sopporto gli estremismi, le “incanalazioni” schematiche e forzate. Sono molto più semplicemente per civiltà e democrazia.

  14. ceglie scrive:
    giugno 26th, 2010 alle 16:12

    Grazzie gabbia, pe la bella notizzia. Nu lo sapevo che co’ er laser se pole ricostruì, puro senza er modello, so rimasta dereto! Er sor Hiro Yamagota dice: che se po rifà co’ 14 laser, Però? E qui c’è er trùcchio. Me sembrava troppo bello, che tuttoquanto tornava ar posto suo? Tuttavia er restauro der sito nu è stato conziderato prioritario dall’UNESCO e li sori Buddha pe’ mo nu se faranno, me sa che Nu se faranno mai!Però se…

    Du Buddha!

    Se quarcheduno s’ organizza
    ‘Na specie de cricca
    però ce vole spiriènza
    pe’ arrampicasse fino lì.
    Eppoi co ‘Na dimanna in arto loco
    la cricca vince l’apparto
    er gioco è fatto?
    E co’ du sordi li sori Buddha
    so belli che rifatti!
    Seppoi avanza quarche scudo
    te troveno puro er terzo
    Buddha co er còrpo sdragliato.
    Vabbè! Gabbià
    pe’ sto secolo scordàmoce
    li du sori Buddha!

    franca bassi

    Ah gabbià! visto che er zole a Roma è sparìto dereto ‘na nuvolata e tona puro, è mejo che me nisconno sotto le cuperte. 😉

  15. Barbara Brunati scrive:
    giugno 27th, 2010 alle 21:13

    Anche il mio ricordo è corso alla statua di Saddam, abbattuta come se con essa si volessero abbattere il passato,il regime, l’odio verso il dittatore…Ma i conti del passato, così, non si chiudono di certo.

  16. silvi scrive:
    giugno 27th, 2010 alle 22:37

    Infatti pure da noi i conti non si chiudono mai! Da Ustica alla morte di Moro; il passato che diventa presente! La cancellazione della memoria collettiva sta dicendo la Costamagna ,mentre scorrono interviste a ragazzi che di Ustica non hanno mai sentito parlare ,nemmeno come isola siciliana!!!!
    Come rimediare ad un passato se non si conosce nemmeno la posizione geografica del presente?

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