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Il sogno di “Ibi”

By pino scaccia | giugno 29, 2010

“Ibi” è ormai italiana, anche se ha la pelle scura di chi è nato in Africa. Ibtissam Ayad ha soli ventun anni, si è appena sposata e vuole diventare pasticcera. Ibi ama l’Italia che pure le ha tolto tutto, in una notte tragica di un anno fa. Abitava con la famiglia, originaria del Marocco, in via Ponchielli a Viareggio. Una palla di fuoco investì la loro casa portandosi via tutta la famiglia: padre madre fratello e sorellina. Non ha più niente qui se non i ricordi, ma vuole portare avanti il sogno di una vita migliore.  Ho ben presente quella ragazza, la sua presenza forte, durante i funerali dentro lo stadio, un momento di disperazione infinita con la voce di Bocelli da far accapponare la pelle e il presidente della Repubblica commosso che decise di regalare alla giovane africana la nostra Costituzione. Stasera tutta  Viareggio tornerà in quello stadio. Non ci saranno politici, ma solo il sindaco che rappresenta la città. Sugli spalti tanti comitati uniti dal filo del dolore e della rabbia: i parenti delle vittime della Moby Prince, della casa dello studente dell’Aquila, della scuola di San Giuliano e dell’aeroporto di Linate. Tutte stragi senza colpevoli.

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Topics: bellitalia, persone | 5 Comments »

5 risposte per “Il sogno di “Ibi””

  1. ceglie scrive:
    giugno 29th, 2010 alle 16:38

    Gabbiano, chi meglio di te conosce queste tragedie, anche in parte vissute, scritte, e per noi sono solo narrate. Quante, quante ingiustizie hai elencato nella tua mente? Ecco, perché la mia anima si ribella, si torce dentro il mio corpo, impotente subisce violenza e, osserva il mondo in preda a mistificatori di parole. Gabbiano la giustizia, non è di questa terra! Mi confeziono da sola, un abito pulito, la pelle mi arde e, la mente mi sfugge, ormai non riesco più a contenere il male, che ha invaso prepotentemente la mia vita.
    Ti prego mio Dio, aiutami a vivere in questo lerciume, aiuta la fanciulla “Ibi” conducila per mano, il suo sogno l’aiuterà a vivere, ma, nessuno può cancellare dalla sua mente, la palla di fuoco, che in quella notte maledetta, come una meteorite in un attimo ha illuminato il cielo a giorno ha stravolto la sua vita, e la vita di altri innocenti che, ignari li ha colti nel sonno. In un baleno tutto viene cancellato! tutto viene bruciato, nella vita di Ibi ha lasciato un solco profondo, un mucchio di cenere, anche le sue radici per ora si sono perse. Per la giovane donna di colore, servirà tanto lavoro e, tanto amore, per poter ricostruire una ipotetica vita.
    Il mio pensiero di dolore, a tutte le famiglie colpite il quel giorno maledetto, e a tutte quelle persone che sono vittime e resteranno vittime indifese, senza una vera giustizia. franca bassi

  2. silvi scrive:
    giugno 29th, 2010 alle 19:26

    Il piccolo principe traverso’ il deserto e non incontro’ che un fiore.Un fiore a tre petali,un piccolo fiore da niente…
    “Buon giorno”,disse il piccolo pricipe.
    “Buon giorno”,disse il fiore.
    “Dove sono gli uomini?”domando’ gentilmente il piccolo principe.
    Un giorno il fiore aveva visto passare una carovana:
    “Gli uomini? Ne esistono ,credo, sei o sette. Li ho visti molti anni fa. Ma non si sa mai dove trovarli.Il vento li spinge qua e là. non hanno radici,e questo li imbarazza molto”.
    “Addio “, disse il piccolo principe .
    “Addio”, disse il fiore.

  3. Barbara Brunati scrive:
    giugno 29th, 2010 alle 20:42

    Ibi, sei diventata nostra sorella passando attraverso un grande dolore.Un augurio affinché dalle ceneri di quell’incendio che distrusse la tua casa e la tua famiglia possa rinascere ad una nuova vita.

  4. franca scrive:
    giugno 29th, 2010 alle 23:02

    Ibi ha detto:
    “Diventare italiano era il sogno del mio babbo (che quella notte prima di morire era tornato a casa per salvare i fogli per chiedere la cittadinanza) e di tutta la mia famiglia e oggi io l’ho presa per loro che non ci sono più. Sono orgogliosa di essere italiana e spero che questo riconoscimento possa alleviare un po’ il mio dolore.”

  5. Laura scrive:
    luglio 3rd, 2010 alle 22:21

    Sì,ancora una volta una strage senza colpevoli, MA SOLO vittime innocenti che hanno perso la vita e con loro tutti i parenti che hanno finito di vivere una vita ‘normale’..Ancora lacrime, ancora vuote esistenze,sorrisi che non ci saranno più,spariti con tutte queste vittime,mandate al macello! Mi unisco al dolore dei parenti , con un pensiero d’affetto! Grazie a Pino Scaccia per averle ricordate.Laura

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