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Inviati di guerra e turisti fai-da-te

By pino scaccia | luglio 6, 2010

Chi mi segue da tempo sa quanto io abbia in antipatia i cosidetti “turisti fai-da-te”, cioè quei signori in cerca di vacanze alternative. Dove il brivido estivo ripaga di mesi invernali di routine. I miei amici sanno pure quanto io sia sempre stato critico con i colleghi un pò troppo spericolati, che non usano la testa in posti dove la testa deve stare sempre al proprio posto. Ma, porca miseria, una differenza c’è. Un reporter che va al fronte non va in gita, ma va per mestiere, cercando di raccontare quello che avviene, tramite storico fra un evento e la gente a casa. Un impegno che paga spesso con la vita. Ora in Francia non sono d’accordo. Sta per passare una legge che prevede il saldo di tutte le spese, per chiunque: anche per ong e operatori umanitari. Ci sono due reporter di France3 prigionieri da più di sei mesi dei talebani in Afghanistan: se mai riusciranno a cavarsela dovranno sborsare, già sono stati fatti i conti, qualcosa come dieci milioni di euro. Cioè quello che costerebbe al governo di Parigi la loro liberazione. Parbleu! Certo, Hervè e Stèphane hanno il torto di non essere rimasti “embedded” con le truppe francesi a Kabul a sentire dal generale che la guerra è ormai vinta ma, figurati, sono andati a curiosare in giro. E’ giusto dunque che paghino. Come i due turisti in vacanza nello Yemen o quelli in giro di piacere in Pakistan o i miliardari sullo yacht beccati dai pirati somali. La nuova legge, dicono, piace molto a Sarkozy che ha praticamente ormai messo sotto la sua “ala protettiva” tutta la stampa francese. Lo fa per difendere l’editoria. Perchè a questo punto dovete spiegarmi quale giornale (o televisione) è disposto a mandare un inviato in zone a rischio. Molto più comodo rifugiarsi nelle notizie omologate. Con buona pace dell’informazione, ossia di quello che una volta era il più bel mestiere del mondo.

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Topics: reporter | 14 Comments »

14 risposte per “Inviati di guerra e turisti fai-da-te”

  1. Laura scrive:
    luglio 7th, 2010 alle 06:10

    …Nonostante tutto rimarrà il più bel mestiere del mondo,grazie anche a quei giornalisti che hanno lasciato la vita in quei luoghi così ‘lontani’ o trucidati in italia per farli tacere!
    Condivido con il ‘gabbiano di frontiera’.Laura

  2. ceglie scrive:
    luglio 7th, 2010 alle 12:08

    Tutti i mestieri e le professioni che si fanno, bisogna metterci amore, responsabilità e rispettare le regole, altrimenti ci si fa molto male!! Fare l’inviato di guerra, non è un gioco, è una bella professione ma è molto rischiosa.

    @ li turisti fai-da-te! Je risponno: “Nu me sembra che stamo vivenno ‘N periodo de routin! Co’ tuttiquanti Sti casini che stamo a passà su la tera, che ce serve de pagà a fa li turisti strani e, mette a rischio la vita? Se lo sapevo, l’ospitavo aggratis ‘N campagna da me, c’è ‘N “orco” che gira co’ l’accetta!!

    @ A certi inviati de guera ‘Nu se gioca, le bravate se pagheno, se sa che deveno sta a certe regole, me sembra fori fase mette a risicò la pelle! eppoi costrigne l’antri a pagà er riscatto. S’è vero che semo ‘N crisi prima de fa ‘N passo contate fino a tre e, se ‘Nu basta, fate puro ‘N passo dereto e contate fino a dieci!

  3. giuseppe muscas scrive:
    luglio 7th, 2010 alle 12:15

    E` davvero ridicolo che in un momento storico come quello che stiamo vivendo caraterizzato da uno sviluppo tecnologico che permette di essere tutti contemporaneamente connessi da una parte all`altra del mondo si cerchi invece di sopprimere l`essenza di tutto questo, ossia la comunicazione, l`informazione. In che modo si cerca di condizionare se non manipolare l`informazione? attraverso la strada piu` facile e allo stesso tempo piu` vigliacca, uccidendo i giornalisti o cercando di limitarne e mortificarne il proprio lavoro e quest`ultima forse e` la morte peggiore per tutti quei giornalisti che rischiano la vita per la nostra liberta`, perche` solo conoscendo possiamo essere davvero liberi. Tutto questo ci riporta indietro nel tempo, vanificando tante battaglie per la liberta` e i diritti dell`uomo, e dimostra che l`uomo non riesce a stare al passo del mondo in cui vive. La cosa piu` grave e` che sono pochi quelli che sono consapevoli del rischio che stiamo correndo e della minaccia ai principi cardine per un mondo libero.

  4. pina scrive:
    luglio 7th, 2010 alle 12:17

    Insomma Signor Scaccia, mi sembra di capire, che gli inviati non devono pi… Mostra tuttoù esistere secondo loro. perchè testimoni scomodi.
    Mi torna in mente una frase da Lei coniata
    “Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità”.e su queste parole Lei ha impostato la sua vita.
    è stato per noi . un punto di riferimento e con grande serietà ed umiltà, ci ha raccontato cose che non avremmo mai saputo.E di questo La ringraziamo.
    Quindi ora ci vuole dire che la figura dell’inviato non esisterà più. Ho capito bene?

  5. pinoscaccia scrive:
    luglio 7th, 2010 alle 12:18

    hai capito benissimo
    i testimoni sono sempre più scomodi, scomodissimi

  6. giuseppe quarta scrive:
    luglio 7th, 2010 alle 12:19

    “…i testimoni sono sempre più scomodi…” ,

    il reporter, ma non solo lui, è sempre stato sulle scatole di coloro che sono i protagonisti sul teatro bellico, tu che hai frequentato i vari ‘Camp Invicta’ lo sai bene.
    Lo sono però anche i cooperanti e tutti coloro che non sono rigorosamente sottomessi al sistema, e quindi non sono propriamente ‘gestibili’ sul piano dell’informazione.

  7. annalisa scrive:
    luglio 7th, 2010 alle 12:20

    Pino, nonostante ciò che si dice non credo che in Italia si arriverà mai a una deriva coreana di questo tipo, grazie al cielo…
    E’ anche vero che ci sono cronisti che viaggiano “in mezzo alle mazzate” per fornire un’informazione molto di parte e questo non è fare giornalismo. Ricordo bene quando a Nassirya, un sabato sera, ci è stato comunicato che sì la Sgrena era stata liberata, ma che a rimetterci le penne era stato un funzionario di quel sistema che lei tanto esecrava… No comment al riguardo!
    Ad ogni modo così come sono d’accordo a far pagare le spese per la liberazione di ostaggi civili in turismo nelle zone a rischio, sono contraria a farlo per chi ci va per lavoro. Giornalisti e/o cooperanti che siano. Magari ci vorrebbe più capacità di discernimento a monte anche tra chi parte e chi fa partire…

  8. Laura scrive:
    luglio 7th, 2010 alle 14:10

    Condivido con Giuseppe Muscas e temo che stiamo tornando indietro nel tempo…!
    Grazie a tanti giornalisti le nostre menti in un certo modo hanno spaziato, si sono aperte edotte! Conoscendo, siamo veramente LIBERI!
    Grazie alla Stampa,quella vera; grazie a reporter come PINO! Ciao a tutti.Laura.

  9. Giorgius scrive:
    luglio 7th, 2010 alle 16:57

    [OT Roma] Tanto per cambiare e siamo nel 2010 inoltrato, si continua a manganellare spesso con il “manico rovesciato” durante le manifestazioni pacifiche e tra quelli che le hanno prese, fortunatamente di striscio, ci sono anche alcuni fotografi-giornalisti freelancer… E’ “molto grave” il continuare a latitare giuridicamente in Italia sull’obbligo di un codice identificativo (fronte-retro) di ogni singolo agente delle forze dell’ordine, ivi compresi alcuni funzionari in borghese, addetti e delegati a mantenere la calma tra forze dell’ordine e manifestanti che ogni tanto si dilettano a dare qualche manganellata, stile “do-coio-coio”…

    In autunno, gli europei si troveranno nuovamente di fronte a un possibile nuovo “muro economico recessivo” che si riaffaccerà partendo dagli stessi sportelli bancari inglesi… Bisogna mantenere calma e informata la società in questo periodo, cercare di indirizzare e “migliorare” quanto prima la ripresa economica interna di ogni singolo paese, prendendo alcuni spunti tecnico-finanziari da paesi come Australia-Canada-Brasile.

    Video:
    http://www.youtube.com/watch?v=o87mGDXtRKU
    http://www.youreporter.it/video_Scontri_a_Roma_Gli_aquilani_fermati_davanti_il_Senato_1
    http://www.youtube.com/watch?v=Y9G1-NMuew4
    http://www.youtube.com/watch?v=yjFnIQyTiBQ
    http://www.youtube.com/watch?v=9rsN4UHAtSo

  10. ceglie scrive:
    luglio 8th, 2010 alle 09:19

    Grazie Giourgius dei video, non so chi è quel signore che ha spiegato molto bene la situzione. Un romano un po’ incazzato, quanno dice che questi der governo Nu conosco li probbleni dei noantri, io dico: “Li conoscono bene, ma se ne fregano! fanno finta de Nu capì” Ho anche io ad Assergi la casa inagibile e, non ci sono potuta entrare neppure per sistemarla a mie spese.Viviamo in un mondo de feci!! e resterà sempre, un mondo de feci, finchè Nu se svejamo bene!!

  11. giorgius scrive:
    luglio 8th, 2010 alle 10:54

    [OT Valle di Al-Baqa’a] Dalla rete, una recente immagine video, dove viene evidenziata l’impotenza verbale di un gruppo di poveri contadini palestinesi, “molestati” nelle loro terre di confine da alcuni poliziotti militari israeliani… Al 2010, se si va avanti in questo modo, la convivenza pacifica tra i popoli non troverà mai una solida, lunga, base internazionale.

    Video dal Blog di Kawther Salam:
    http://www.kawther.info/wpr/

  12. ceglie scrive:
    luglio 9th, 2010 alle 07:51

    Caro Giorgius, è accaduto anche a me, da tre anni che subisco violenza da un orco con le stellette. Ormai le mie piante sono distrutte! E’ grande la cattiveria umana, quanta crudeltà d’animo in questi gesti. Prendersela anche con semplici pomodori, strappare dalle mani di una bimba un semplice contenitore di acqua, tagliere i filari, mettere fuoco e distruggere l’irrigazione, questi gesti l’ho visto fare con i miei occhi anche da me. Credo che questi uomini non seminano la pace, ma sfogano l’odio personale che hanno dentro. Mi chiedo e, mi chiederò sempre a chi danno fastidio le piante? Distruggere il lavoro di contadini non si fa una guerra, la natura non spara, ci da la vita, strappare le radici hanno solo tolto la possibilità per una modesta sopravvivenza. Se continuiamo su questa strada è molto difficile che la pace arriverà sul nostro pianeta.

    Siamo soli

    Poveri gli esseri indifesi!
    Sulla terra resteranno
    sempre schiacciati.
    L’uomo violento crudele
    lo troviamo in ogni angolo
    della terra.
    Non ci sono confini
    fili spinati muri di protezione
    per la violenza e per l’odio.
    Le barriere per gli atti
    di crudeltà non esistono
    Se non curiamo:
    la nostra anima i nostri sentimenti
    resteremo sempre esseri inferiori.

    franca bassi

    Un saluto a tutta la torre, grazie gabbiano per la tua ospitalità

  13. giorgius scrive:
    luglio 9th, 2010 alle 20:28

    Ciao Ceglie,

    in questa estate climaticamente anomala (35° nel sud della Siberia!), c’è anche una notizia, diciamo assurda quanto divertente che fa pensare ancora che gli pseudo omini verdi/grigi/a puà/mah, nel loro piccolo spazio, quanto una galassia, s’incaz..o ad essere testimoni silenziosi di queste criminali assurdità umane…

    La presunta immagine dell’oggetto che ha paralizzato questo inizio del mese una parte dello spazio aereo cinese…
    http://4.bp.blogspot.com/_8RLOdlrA7l4/TDcjnkEYRWI/AAAAAAAADtg/bIczzIO8biw/s1600/china-airport-ufo.png
    http://www.youtube.com/watch?v=JSIjVurP67s

  14. E ora in Francia gli inviati di guerra sono equiparati ai turisti fai-da-te | Professione Reporter scrive:
    marzo 14th, 2014 alle 22:33

    […] E’ PRATICAMENTE LA FINE UFFICIALE DI QUESTO MESTIERE […]

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