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Non c’è niente di più intrigante della normalità

By pino scaccia | luglio 20, 2010

Si può parlare di una settimana senza televisione nel sito di una testata televisiva? E si può soprattutto parlare in un blog di una settimana senza pc? Sì che si può. Ed ecco dunque il racconto di sette giorni di silenzio, senza il frastuono delle notizie: lontano da giornali e informazioni, solo musica e libri davanti al mare ( molto più spesso dentro) di quell’autentico paradiso che resta la Sardegna, zona gallurese. Dunque, attentissimo ad evitare anche l’eco della triste baldoria vippaiola. Lo ammetto, non è stato facile non tanto perchè non stavo certo su un’isola deserta e quindi qualcosa comunque arrivava, ma soprattutto perchè un cronista ha troppi ricordi, diciamo che è malato e non riesce a stare proprio a digiuno. Insomma, una dieta a metà, spezzata fin dalla partenza. Mi imbarco sulla Moby Wonder e nonostante le fiancate ubriache di colore come faccio a dimenticare la tragedia della Prince? Per arrivare al nord sfioro Pantogia, la villa di Farouk, e arrivo a Santa Teresa di Gallura dove Matteo Boe si imbarcò in fuga per la Corsica. All’edicola la locandina “strilla” il conflitto a fuoco a Bala Murghab. Non resisto: prendo la Nuova Sardegna perchè molti anni fa per poco non finisco a lavorarci: scorro al volo le pagine e sono piene di questa P3 e del ridicolo rituale di principi arabi, sportivi viziati e veline tuttefinte, mi pento subito. Mi sono portato un libro che mi ha regalato mio figlio all’ultimo compleanno: “Il caratteraccio” di Vittorio Zucconi, molto ben scritto, efficace, istruttivo ma porca miseria si parla troppo di Berlusconi, manco fosse obbligatorio. Per fortuna nella casetta fra le rocce trovo “Meglio donna che male accompagnata”, almeno con Geppi Cucciari mi faccio due risate. Arriva pure qualche telefonata “quasi” di lavoro, per fortuna poche rispetto al passato (evidentemente la nuova stagione è già cominciata). Fra un bagno e l’altro sento i Queen e, ari porca miseria, mi ricordano troppo le notti tristi e violente in Iraq. Alla fine, trovo la soluzione: per uscire da questo mondo bisogna infilarsi in un altro mondo. Così al mattino chiacchero con una dispettosissima farfalla gialla, di giorno mi soffermo con gli amici gabbiani (soprattutto con quello che vedete nella foto, un gabbiano sullo scoglio dei gabbiani nell’isola dei gabbiani: il gabbianissimo). Il saluto a tre cavalli sulla strada di ritorno dalla spiaggia a casa. La sera mi fa compagnia una lucertola paracula e so che di notte non mi abbandona mai un pipistrello, una specie di convitato di pietra, che non vedo ma che sento. Abituata da tempo alle storie forti dopo un viaggio, la tribù mi ha chiesto in partenza qualcosa di intrigante. Mi accorgo che al giorno d’oggi non c’è niente di più intrigante della normalità ed è una bella sensazione riscoprire un mondo senza computer, uscendo finalmente dal fantastico ma impegnativo villaggio globale. Rieccomi.

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Topics: tribù | 23 Comments »

23 risposte per “Non c’è niente di più intrigante della normalità”

  1. Siv scrive:
    luglio 20th, 2010 alle 14:05

    Bentornato Gabbiano!!! :) :)

    E’ bello rituffarsi ogni tanto dentro di noi, si scoprono tante belle cose… un vortice di emozioni dalla quale è necessario ogni tanto farsi travolgere nuovamente…
    Un bacio!

  2. Miriam scrive:
    luglio 20th, 2010 alle 14:23

    E’ proprio così Pino. Quando mi sono ritrovata a vivere la normalità mi sono sentita i primi giorni a seguire come hai scritto tu, una dieta a metà… poi pian piano mi sono ritrovata ad essere una “tabula rasa” dove scrivere le emozioni e le sonorità della normalità…. Vedo che ha trascorso buone vacanze, ottime direi per quel che hai raccontato, spero di fare lo stesso. Bentornato!

  3. franca scrive:
    luglio 20th, 2010 alle 14:48

    Ciao Gabbiano, la prima parte del post non mi interessa, la seconda parte ancora così così, da qui in poi, trovo intrigante il tuo scritto, ti leggo volentieri e mi hai fatto anche sorridere : “…Alla fine, trovo la soluzione: per uscire da questo mondo bisogna infilarsi in un altro mondo…”
    Finalmente! Porca miseria, non sono la sola a parlare con gli alberi, con i gabbiani, con le lucertole, con i gechi e con le lumache. Sai Gabbiano da un po’ di tempo che parlo anche con i mobili è un’esperienza bellissima. Il mio ultimo amico si chiama: “Arturo” è un bellissimo tavolo di noce, pensa ha dieci gambe ben tornite, otto cassetti, sono occhi pieni di segreti;) franca bassi

  4. giusy scrive:
    luglio 20th, 2010 alle 15:02

    È bello ogni tanto staccare la spina da tutto e da tutti .
    Si può vivere così???Senza nemmeno un po’ di disordine???
    Bentornato.. Capo dei Gabbiani.

  5. Lucio Gialloreti scrive:
    luglio 20th, 2010 alle 16:43

    Caro Pino , per arrivare ad accettare la compagnia di un pipistrello , penso avresti avuto bisogno di più giorni di “romitaggio” per “disintossicarti” dalla ….deformazione professionale! Ma credo non avresti retto di più !

  6. pino scaccia scrive:
    luglio 20th, 2010 alle 16:51

    messa così, sembriamo matti… ma forse è proprio il contrario

  7. ceglie scrive:
    luglio 20th, 2010 alle 17:50

    Se mettiamo sulla bilancia le nostre stranezze, con i comportamenti normali nell’altro piatto, non so per gli altri, scrivo per me, preferisco restare nel piatto degli strani. Mi sento a mio agio nella mia pazzia, anzi, credo, che la mia stranezza, mi ha salvato la vita. Dov’è il saggio sano di mente? Preferisco la veste dipinta a pois e due ali ai piedi, nella mia mente la fantasia galoppa trainata da cavalli dorati…;)

  8. pino scaccia scrive:
    luglio 20th, 2010 alle 18:28

    Sono d’accordo. E poi cos’è la normalità? Chi la stabilisce?

  9. Sissi scrive:
    luglio 21st, 2010 alle 00:46

    solo che l’ennesimo aspetto divertente… di quest’altra parola inflazionata, cioè la ‘follia’, è che troppi ambiscono a questo titolo … senza averne neanche la più vaga idea.

  10. ceglie scrive:
    luglio 21st, 2010 alle 08:26

    Volata a la larga

    So’ guasi impronta!
    Sto su la loggétta
    de casa pe’ spiccà er volo
    ce manca poco.
    Ho messo ne la borza:
    du cénci de vistiti
    ‘N paro de sànnali conzumati
    du pasticche colorate
    l’occhiali er cappello de pàja
    pe’ paramme dar zole
    sinnò Sta matterìa
    se po’ aggravà
    e ne la borza c’è entràta
    puro l’amica fantasìa.
    Mo aspetto su la loggètta
    malappéna soffia er vento
    apro l’umbrellino
    e pijo er volo.
    Volo volo volo via
    pe’ carìcamme la vita.

    franca bassi

  11. pina scrive:
    luglio 21st, 2010 alle 08:44

    IO NON HO BISOGNO DI DENARO

    HO BISOGNO DI SENTIMENTI

    DI PAROLE,PAROLE SCELTE SAPIENTEMENTE

    DI FIORI DETTI PENSIERI

    DI ROSE DETTE PRESENZE

    DI SOGNI CHE ABITINO GLI ALBERI

    DI CANZONI CHE FACCIANO DANZARE LE STATUE

    DI STELLE CHE MORMORINO ALL’ORECCHIO DEGLI AMANTI

    HO BISOGNO DI POESIA

    QUESTA MAGIA CHE BRUCIA LA PESANTEZZA DELLE PAROLE

    CHE RISVEGLIA LE EMOZIONI E DA COLORI NUOVI

    ( ALDA MERINI )

  12. franca scrive:
    luglio 21st, 2010 alle 21:32

    Bentornato Gabbiano.
    La normalità è la vera…rivoluzione.

  13. ceglie scrive:
    luglio 22nd, 2010 alle 08:38

    Sor Eolo

    Aò Sta bbona Nu avè prèscia
    lo so che c’hai du occhi
    che me sembri ‘N Panda
    …………………………….
    http://ceglieterrestre.splinder.com/post/23045353/sor-eolo

  14. ceglie scrive:
    luglio 23rd, 2010 alle 07:34

    Cari Amichi, er poste pe’ li saluti l’ ho metto mo, oggi ‘Nu c’ho tempo, domani appena attero a Ceglie, ve dico com’è stato er volo co’ l’umbrellino;)ciao

    http://ceglieterrestre.splinder.com/post/23049815/volata

  15. pino scaccia scrive:
    luglio 23rd, 2010 alle 09:53

    buon…volo!

  16. ceglie scrive:
    luglio 23rd, 2010 alle 13:21

    grazie!;)

  17. ceglie scrive:
    luglio 24th, 2010 alle 17:01

    So’ atteràta…
    http://ceglieterrestre.splinder.com/post/23056369/so-atterata

  18. pino scaccia scrive:
    luglio 24th, 2010 alle 22:08

    ;)))

  19. ceglie scrive:
    luglio 25th, 2010 alle 17:47

    Mo ho capito! ho dormito de sasso, quarcheduno m’ ha fatto er dispetto nel trullo gradi 38° me so accorta ar risvejo che li termosifoni erano a palla;)

  20. Barbara Brunati scrive:
    luglio 26th, 2010 alle 20:58

    Ci si può “disintossicare” dalla Tv, ma non si può far finta che i ricordi ti scorrano accanto senza lasciarti il segno.Bentornato, Gabbiano.

  21. pino scaccia scrive:
    luglio 26th, 2010 alle 21:00

    “Noi siamo quello che siamo stati” diceva quel geniaccio di Carmello Bene. Il giorno che spariscono i ricordi… è un bruttissimo segno.

  22. Barbara Brunati scrive:
    luglio 26th, 2010 alle 21:11

    quanto sono vere queste parole.I ricordi sono il bene più prezioso, un tesoro che ci accompagna per la vita.basta poco e…suoni, colori, profumi ci fanno fare un tuffo nel tempo, facendoci rivivere momenti unici.Vero è che non sempre sono ricordi felici, ma comunque sono tutti mattoncini che hanno costruito le persone che siamo.

  23. ceglie scrive:
    luglio 27th, 2010 alle 16:40

    Senza ricordi non c’è memoria, senza memoria non è vita! Un saluto a tutta la torre.

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