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L’ultimo post di Karen Woo

By pino scaccia | agosto 8, 2010

Karen Woo aveva trentasei anni e tra poco meno di un mese si sarebbe sposata. Voleva tanti figli. Nel frattempo, si dedicava agli animali: nella sua casetta di Kabul aveva quasi uno zoo. Karen era un medico, oculista, ed è stata uccisa in un avamposto afghano insieme a otto colleghi colpevoli, secondo i talebani, di essere “spie cristiane”.   Per spezzare la fatica di un lavoro difficile in un posto difficilissimo Karen teneva un blog, dove annotava puntualmente timori, piccoli piaceri e vanità femminili. L’ultimo post lo ha scritto il 20 luglio, pochi giorni prima di intraprendere l’ultimo viaggio. Questo è il suo blog dal titolo molto pomposo e professionale, ma denso di sensazioni intime. Aveva anche profili su Facebook e su Twitter, dove adesso gli amici stanno riversando tutto il loro dolore. Non la conoscevo, ma la sento vicina. Le ho lasciato un messaggio: “good trip in the sky”. Questo è il testo dell’addio del medico Woo alla vita.

«G. conosce un afghano che gli ha raccontato che il figlio di un suo amico era stato rapito per caso. Quasi subito i rapitori si erano accorti dell’errore e hanno telefonato al padre del ragazzo per dirgli quel che era successo: “Ci scusi tanto, è stato uno sbaglio, vogliamo restituirle suo figlio: le chiediamo solo i costi base del rapimento… che sono attorno ai 10mila dollari…»

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Topics: afghanistan, persone | 14 Comments »

14 risposte per “L’ultimo post di Karen Woo”

  1. giuseppe scrive:
    agosto 8th, 2010 alle 17:25

    bisognerebbe sospendere, a tempo indeterminato, gli aiuti umanitari!
    quei popoli hanno bisogno di camminare un po da soli, senza questo costoso, dal punto di vista economico e di vite umane, assistenzialismo, non meritato e non ricambiato.

  2. pino scaccia scrive:
    agosto 8th, 2010 alle 17:26

    guarda che mica hanno deciso gli afghani l’intervento occidentale
    (e poi forse ti sfugge che ci sono interessi di mezzo, altro che spirito assistenzialista)

  3. lucia scrive:
    agosto 8th, 2010 alle 17:27

    ?@salve sign.Scaccia…xchè qualcuno ha forse dimenticato che dietro ogni guerra ci sono gli interessi??? Che senso avrebbe ,altrimenti invadere la terra di altri….

  4. michele scrive:
    agosto 8th, 2010 alle 17:28

    ‘Una fine tragica ad una vita meravigliosa’. Purtroppo ‘fine tragica’ e’ troppo poco. Fine tragica sarebbe stata quella di un incidente stradale o quella causata da una pallottola vagante. La sua fine purtroppo e’ stata terrificante. Pace a lei e agli altri

    Bella quella sensibilita’ preziosa e delicata da sofisticata londinese. Ricorda Virginia Woolf. Trovare tutta qlla bellezza in mezzo a quel paese devastato… Ha vissuto tanto, credo

  5. enzo scrive:
    agosto 8th, 2010 alle 17:28

    avrebbe potuto fare ancora tanto

  6. domenico scrive:
    agosto 8th, 2010 alle 17:29

    E’ stata una barbarie!

  7. massimo scrive:
    agosto 8th, 2010 alle 17:29

    E’ contro gli afgani stessi, contro quelli che vogliono un paese normale con dottori che ti visitano.

  8. beatrice scrive:
    agosto 8th, 2010 alle 17:29

    che tristezza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  9. Lucio Gialloreti scrive:
    agosto 9th, 2010 alle 09:46

    Che tristezza ,caro Pino , morire ,uccisa , a quell’età ,dai soliti talebani , la cui minaccia costituisce alibi per l’intervento occidentale! E a me fa sempre rabbia che ci siamo anche noi , con le nostre vittime , succubi degli interessi soprattuto americani!

  10. Laura scrive:
    agosto 9th, 2010 alle 16:48

    Ancora un’altra vittima innocente, con la sola colpa DI RENDERSI UTILE per il prossimo…

  11. Barbara Brunati scrive:
    agosto 9th, 2010 alle 20:20

    Lavorava per la gente, tra la gente e con i suoi colleghi ha contribuito a ridare speranza a chi la guerra la subisce e basta.Ciao Karen e fa’ buon viaggio insieme achi è caduto sotto i colpi dell’odio ancor prima che sotto quelli dei khalashnikov.

  12. ceglie scrive:
    agosto 10th, 2010 alle 10:29

    C’è tanta tristezza sulla terra! Quando l’umano smettera di credersi eterno, forse comprenderà, di aver vissuto una vita inutile.

  13. Magritte60 scrive:
    agosto 10th, 2010 alle 17:45

    Credo che il commento che da Kabul, ha scritto Alberto Cairo, su Repubblica l’altro ieri, sia quello che meglio descrive la situazione degli operatori umanitari in Afghanistan.

  14. Sissi scrive:
    agosto 11th, 2010 alle 01:02

    Se anche le ore ci separano di nuovo
    Siamo sempre insieme nel sogno
    Come sotto un albero in fiore.
    Disimpareremo tutte le parole che sono gridate
    E parleremo di noi come può fare una stella
    di un’altra stella.
    Disimparando tutte le parole gridate
    Come sotto un albero in fiore.

    Reiner Maria Rilke

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