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Iraq, sette anni dopo

By pino scaccia | agosto 19, 2010

Cominciata di fatto il 17 marzo del 2003 con la sfida di Bush a Saddam la seconda guerra del Golfo è stata chiusa ufficialmente una prima volta il primo maggio dello stesso anno con il famoso annuncio dalla portaerei. La cosidetta guerra finita ha prodotto da allora più di quattromila militari ameriani morti, altri trecento della coalizione, chissà quanti dell’esercito irakeno, per non parlare dei (minimo) centomila civili e, se permettete, dei 142 giornalisti, il mio amico Enzo Baldoni compreso. Quasi mille miliardi di dollari dopo oggi è stata sancita nuovamente la fine della guerra con l’abbandono delle truppe da combattimento. Poco importa se nel frattempo non è cambiato niente, a Baghdad non c’è un governo e si continua a morire. Adesso c’è da sistemare la faccenda Afghanistan, che dura anche da prima. Sono stato molte volte in Iraq, ho ricordi intensi e dolorosi. La prima volta risale a quando ancora non era scoccata la prima “pace”, il 23 aprile di sette anni fa. Ecco il mio primo post da Baghdad.

Baghdad, 26 aprile 2003 – E’ il mio primo giorno a Baghdad. Non ho ancora idee precise su cosa ho trovato. Sono frastornato dal gran caldo e dal sonno. Sotto il mio albergo, che sta proprio attaccato al “Palestine”, ci sono due carri armati e i bambini che giocano insieme ai marines. Però i colleghi mi dicono che sparano spesso nella strada accanto e ieri hanno assaltato la casa vicina. Sparano anche ai marines. Dunque, una situazione ancora molto complessa. Davanti alla finestra ho il Tigri e il verde che circonda il fiume e’ già un conforto in una città che, per quel che ho visto finora, di magnificenza ha solo il ricordo. (…) Baghdad è completamente al buio, soffocata da un coprifuoco sostanziale. Gli americani che stanno di guardia all’albergo ti consigliano vivamente di non uscire perchè ci sono le bande che imperversano. Si sentono spesso, anche adesso, rumori di spari e si vedono fuochi. Ma nessuno se ne cura più. Ormai e’ “normale”. (…) Che strana vita che mi sono scelto. Me ne sto fra rovine e paure a passare la serata con il soldato Harris che in cambio della carbonara che gli abbiamo fatto assaggiare, ha preso la chitarra e si è messo a cantare per noi. E’ californiano, un ragazzino. Mi viene in mente che le guerre non le fa mai il popolo, ma non le fanno neppure i soldati. La sua storia è una storia normale: famiglia, fidanzatina, studi e il sogno di cantare, mandato in un Paese lontano a rischiare la vita e tutti i sogni. Finito di cantare, è tornato al carro armato a difenderci. Perchè Baldoni è stato ucciso subito 

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Topics: baldoni, iraq | 4 Comments »

4 risposte per “Iraq, sette anni dopo”

  1. Lucio Gialloreti scrive:
    agosto 19th, 2010 alle 21:23

    Caro Pino , bellissimo ed emozionante tuo post dai primi giorni in Iraq! Il famoso hotel Palestine , quartiere generale per la Stampa , che ha avuto vittime , tuoi colleghi ed amici! Altro intervento militare del’ex Presidente Bush , supportato solo da alibi costruiti ed inventati! Una delle piu grandi stronzate interventistiche belliche degli americani e loro alleati( pure noi purtroppo!). Come hai riferito , risultati abberranti , a mio parere, e ..continuiamo in Afganistan!

  2. ceglie scrive:
    agosto 20th, 2010 alle 20:24

    Caro gabbìano, è triste leggere questi tuoi scritti! Pagine macchiate di sangue, ricordi amari di vite spezzate per guerre assurde. Mi sembra di leggere un copione noto, ma questo purtroppo non è un film. I caduti resteranno solo nei cuori di chi li ama.Odio le guerre,e tutti gli uomini che le architettano per il loro sporco tornaconto. Nel silenzio del mio trullo e nella semplicità, la vita mi appare più vera, solo quando leggo i tuoi post ricevo una sferzata di amara realtà. Un saluto a tutta la torre

  3. silvi scrive:
    agosto 21st, 2010 alle 10:19

    Franca la guerra ,ora come ora , si sta svolgendo su fb.
    F come falso B come boutade…..
    In realta’ questa è una faccenda maledettamente seria ,ma sembra che queste questioni non interessino affatto! Molto meglio perdersi in inutili discussioni sul perchè del nulla. La tristezza è nel non saper riconoscere l’ironia, volersi prendere assolutamente sul serio, non stare al gioco quando ne avremmo bisogno assai…..
    @Pino, non ti curar di loro ma guarda e passa;))))
    Buona giornata……

  4. Laura scrive:
    agosto 21st, 2010 alle 21:33

    …Pagine molto tristi che purtroppo si commentano da sole!
    Chissà, forse Baldoni avrà già fatto amicizia con gli altri giornalisti che l’hanno preceduto in quel tragico destino…
    Commossa, ti saluto gabbiano e ti sono vicina!
    Ciao.

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