Ricerca

Categorie

Link


« | Main | »

Il ritorno dei russi a Kabul?

By pino scaccia | agosto 21, 2010

Fra i luoghi più visitati dai turisti-obbligati a Kabul c’è sicuramente il cimitero dei carri armati. Sta in una vallata a poche centinaia di metri dalla base italiana, accanto al poligono. Centinaia di carri armati: tutti russi. La presenza russa in Afghanistan, del resto,  è massiccia e ben visibile oltre che ben presente nella memoria afghana. I segni dell’ultima sanguinosa battaglia intorno al palazzo del re, le case di stile rigorosamente sovietico all’inizio della strada per Jalalabad, i racconti dei mujahiddin per anni in montagna a combattere l’esercito di Mosca. Per non parlare delle discussioni serali in cui si ricordava come la svolta fosse stata impressa dai signori occidentali inventando i taliban proprio per sconfiggere i russi. Orbene, adesso succede che Karzaj va da Medved e si mettono a discutere di affari. In un interessante articolo, Guido Rampoldi spiega come non sia affatto improbabile che i russi tornino a Kabul, stavolta da soci. Ci sono molti affari di mezzo, legati a dighe ma soprattutto alle risorse del ricchissimo sottosuolo afghano, che potrebbero riappacificare (a suon di miliardi di dollari) gli antichi nemici. Ma forse c’è anche dell’altro, visto l’interesse anche dei cinesi. Buttar fuori gli intrusi dal territorio asiatico che anche le leggende esaltano. Tra una via della seta e una miniera di rame insomma perchè guardarsi ancora in cagnesco? Ricordo ancora le immagini del ritiro russo. Vent’anni dopo, potrebbe esserci il ritorno. Stavolta non sopra un carro armato. Gli strani scherzi della storia.

Comments

comments

Topics: afghanistan | 5 Comments »

5 risposte per “Il ritorno dei russi a Kabul?”

  1. ceglie scrive:
    agosto 22nd, 2010 alle 18:40

    oltre ai morti anche questo scempio, quanti miliardi bruciati, siamo dei criminali patentati.

  2. Barbara Brunati scrive:
    agosto 22nd, 2010 alle 21:09

    oltre a fare scherzi, la storia sembra si è evoluta negli insegnamenti:passato di guerra, presente di accordi, futuro…di soldi.

  3. ceglie scrive:
    agosto 23rd, 2010 alle 19:42

    Caro gabbiano, oggi mentre stavo a riposare, per radio ho sentito ‘Na strana intervista,pe lo schifo mi stava a cadè er trullo su la capa! Un certo Spinelli che si è qualificato come contractor, ‘Na vorta se chiamavano mercenari, lui dice che non se sente ‘N mercenario, a Gabbià me spieghi la differenza? ‘N saluto a tutti de la torre

  4. pino scaccia scrive:
    agosto 23rd, 2010 alle 20:26

    E’ più fine… Ma no, Franca le differenze ci sono almeno nell’impiego, anche se poi nella pratica è difficile distinguere i ruoli. I mercenari per definizione erano (sono: ne ho conosciuti tanti nei Balcani) soldati di professione che vanno a combattere al fronte per il Paese che li paga, insomma cambiano divisa per soldi. I contractors sono addetti alla sicurezza. Non vanno a fare la guerra ma vanno in posti di guerra per difendere persone od obiettivi. L’ambasciata americana a Kabul è controllata da contractors, lo stesso presidente afghano Karzai ha una scorta di contractors. Sicurezza, una specie di “vigilante” ad alto livello: cioè con la paga più alta commisurata al rischio più alto.

  5. ceglie scrive:
    agosto 24th, 2010 alle 11:24

    Ciao gabbiano grazie per la risposta,anche questa mattina ho sentito questa intervista, la storia non mi piace, dicevano che se vengono licenziati loro possono andare a lavorare anche dai talebani, per loro non fa differenza.Vabbè ho sempre pensato che sotto ogni guerra ci sono le grandi società mondiali che si arricchiscono, e ci sono i disperati che muoiono per nulla.( la loro paga va da 12 mila e arriva fino a 20 mila al mese).Mi chiedo, ma quanti soldi girano intorno alle guerre?Serena giornata

Commenti