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Morire in Mesopotamia. Sei anni fa

By pino scaccia | agosto 24, 2010

E’ tornato. E’ tornato il momento di partire. Da un po’ di tempo la solita vocina insistente tra la panza e la coratella mi ripeteva: “Baghdad! Baghdad! Baghdad!”. Ho dovuto cedere. Come sempre, quando si prepara un viaggio importante, cominciano a grandinare le coincidenze. E chissà quanto sono segni e quanto le provochiamo noi.  Ancora una volta, prima di una partenza, mi sono sdraiato sotto le stelle, nella Romagna dei miei nonni e della mia infanzia, in cima a Monte Bora, sulla terra notturna ancora calda del sole di luglio. La terra, sotto, mi riscaldava il corpo. La brezza, sopra, lo rinfrescava. Lucciole, profumo di fieno tagliato, il canto di milioni di grilli. (…)  Si è parlato molto di morte in questi giorni: della morte serena di Zio Carlo, filosofo e yogi, che forse sapeva la data del suo trapasso. Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch’io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L’indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato. (Enzo) 24 luglio 2004

Ho già  speso molte parole. Non ne avevo voglia, ma l’ho dovuto fare perchè questo è il mio mestiere. Quello spiritaccio resterà dentro di me, non sparirà. Non so ancora come, ma la sua voglia di vivere sarà raccolta come un patrimonio. E’ come se ancora lo aspettassi per quell’appuntamento che mi aveva dato la sera dopo. Lo prendo semplicemente come un ritardo: lo aspetto ancora per avere quelle foto che mi ha scattato quel giorno a Najaf che non ho mai visto e non vedrò mai. Lo aspetto da un momento all’altro che arrivi dinoccolato a prendersi quella cassetta che Silvio gli ha preparato. Rideva: “A reti unificate…” Il destino ha voluto che succedesse ancora.  24 agosto 2004 I blog paralleli

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Topics: baldoni | 11 Comments »

11 risposte per “Morire in Mesopotamia. Sei anni fa”

  1. Barba scrive:
    agosto 24th, 2010 alle 13:46

    Incredibile come passa il tempo. Incredibile come i fatti si susseguano a ritmo serrato che quasi non ce ne accorgiamo. Se non quando ci fermiam a guardare indietro. E lo facciamo raramente tanto siamo protesi in avanti. Digeriamo tutto velocemente, metabilizziamo e dimentichiamo. Anche le cose importanti.

  2. ceglie scrive:
    agosto 24th, 2010 alle 16:07

    Nel suo scritto mi ci vedo: l’odore del fieno, le lucciole, il canto dei grilli, solo chi ama la natura può ancora sentire il canto del vento, e la vocina che da dentro ti parla. Anche se non c’è più, penso che abbia veramente vissuto.Ciao balena bianca

  3. pino scaccia scrive:
    agosto 24th, 2010 alle 16:17

    ma il nuovo blog proprio no, eh?

    INQUESTOMONDODISQUALI

    la nuova Torre è quella, dove il gabbiano tra non molto si poserà definitivamente

  4. ceglie scrive:
    agosto 25th, 2010 alle 08:18

    Gabbiano sembra facile, ma per me spostarmi in questo bosco è grande impresa, ho bisogno di orientamento, qualcuno me lo deve mettere tra i preferiti allora ci riesco, le prime volte ho trovato l’indirizzo seguendo il tuo link nel post, adesso non lo trovo, poi ci sono le mosche che mi fanno il solletico se mi fermo troppo al PC. Comunque dentro il trullo c’è un gabbiano che si è messo fisso nel salone e quando tira il vento svolazza, grida e si fa tante risate vedendo le cose strane che accadono. Mi dispiace che qui non si mettono le immagini, altrimenti te lo presentavo;)

  5. ceglie scrive:
    agosto 25th, 2010 alle 08:25

    Per radio ho sentito che 40 milioni di americani cambiano casa per 15 volte nella loro vita, due dei miei figli sono sulla buona strada, per me cambiare è complicato metto radici. Gabbiano promettimi che ti fermi a questo nuovo blog. Ecco! solo adesso ho visto la scritta in grossetto blu:”INQUESTOMONDODISQUALI” adesso provo a cliccare speriamo che non esplode il mio PC. certo i poveri squali si saranno offesi, loro sono liberi e nobili anche se uccidono per fame, invece il terrestre e criminale per soldi e poi siamo anche unami molto stronzi!

  6. ceglie scrive:
    agosto 26th, 2010 alle 04:29

    Ciao Gabbiano,più tardi proverò a cercare dove devo scrivere, adesso i miei alberi aspettano di bere;)

  7. pino scaccia scrive:
    agosto 26th, 2010 alle 09:32

    pensa a loro, è più importante

  8. ceglie scrive:
    agosto 26th, 2010 alle 10:12

    caro gabbiano per me gli alberi sono molto importanti, so che un giorno questa valle sarà profumata al bergamotto grazie a me. preferisco piantare e amare gli alberi, gli esseri umani molti non meritano il mio amore. Serena giornata

  9. nupi scrive:
    agosto 27th, 2010 alle 17:28

    Enzo rimarrà sempre nei nostri cuori per la sua voglia di fare e per l’allegria di vita…

  10. Betta scrive:
    agosto 30th, 2010 alle 23:38

    E’ triste vedere che pochi lo ricordano.

  11. Laura scrive:
    agosto 31st, 2010 alle 14:13

    La morte di Enzo è per chi lo ha conosciuto televisivamente una ferita ancora sanguinante, come quella di troppi colleghi che lo hanno preceduto…
    E’ grazie a loro che abbiamo potuto sapere, renderci conto di ciò che veramente accade al di là dello Stivale.
    Sono stati e sono i nostri occhi, il ‘pensiero giornalistico’ e per quanto mi riguarda continuerò a portarli nel mio cuore con affetto e stima…
    Grazie, Enzo, Ilaria, Krovatin e tutti gli altri che continuerete a vivere e a pensare attraverso noi!
    Ciao, Pino!
    Laura

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