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Il giorno che ha cambiato il mondo

By pino scaccia | settembre 10, 2010

Era martedì, un giorno qualsiasi. Avevo una cena. Appena tornato da mensa, a Saxa Rubra, avevo meditato di squagliarmi. Già raccolti i giornali, presa la borsa, ero sulla porta a salutare. Quando Carlo Pilieci, il capocronista che sta fisso sulle agenzie, urla: “Fermo! Aspetta!” Arrivano le immagini del secondo aereo che si schianta dentro le torri. Da quel momento il finimondo. Tutto risbattuto sulla scrivania. L’edizione straordinaria. La convocazione dal direttore che era il grande Albino Longhi. Non ricordo esattamente i dettagli, ma il quadro era chiaro: bisognava partire di corsa per New York. Incaricati in due: Lilli Gruber e il sottoscritto. Ricordo bene l’orgoglio: ero cosciente di andare incontro alla storia, mai come stavolta. Cominciano i problemi. Per l’America naturalmente voli bloccati. Lilli va direttamente in aeroporto e aspetta. Io tento di organizzarmi: c’e’ l’ipotesi di un volo dei vigili del fuoco italiani, cerco d’infilarmi. Tutto annullato, allora corro a Fiumicino. Il giorno dopo partiamo con un volo della Klm, il primo aereo che parte per New York dopo la strage, passando per Detroit. Trovai una città gelata dal dolore, ne respirai la polvere e la paura. Certamente quel giorno ha rappresentato uno spartiacque per il mondo. E anche per il sottoscritto. A dicembre ero già in Afghanistan, e poi in Iraq. La vita di tutti da allora è cambiata. E TU DOV’ERI?

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Topics: inquestomondodisquali | 4 Comments »

4 risposte per “Il giorno che ha cambiato il mondo”

  1. Laura scrive:
    settembre 12th, 2010 alle 13:47

    …Ero in cucina a pranzo, avevo fatto tardi e mi si è gelato il sangue…ho pensato a quelle persone, a quelle vita spezzate, dolorosamente e tragicamente spezzate!
    Ho pensato ai soccorritori, a quanto avrebbero rischiato, a chi ha fornito immagini, a chi era là impotente, spaventato, terrorizzato! A chi si è lanciato dal grattacielo, per fuggire dalla morte che bruciava la pelle ed incontrarla in un volo da chissà quale piano.
    Chi ha avuto il tempo di pregare su quegli aerei, di chiamare al telefono i cari, o lasciar loro un messaggio…Orrore, disperazione, morte, lacrime, sangue…in nome dell’odio che distrugge al di là delle ‘convinzioni’, delle ‘religioni’, del fanatismo: ero lì ammutolita dall’altra parte del Mondo chiedendo a me stessa se e quando toccherà questa ‘macabra’ danza di morte in Italia…
    Grazie a te e Lilly per essere partiti, per averci trasmesso le vostre emozioni, il dolore unito al nostro…
    Che DIO, abbia Misericordia!
    Laura.

  2. ceglie scrive:
    settembre 13th, 2010 alle 19:55

    non ci sono parole, cosa posso scrivere, non ci riesco.

  3. stef scrive:
    settembre 15th, 2010 alle 10:39

    so dove ero e lo saprò sempre

  4. Barbara Brunati scrive:
    settembre 22nd, 2010 alle 20:28

    Ero al mare quando successe, e ricordo che fu mia sorella a dirmelo per telefono.”I Talebani hanno abbattuto le Twin Towers do New York e dirottato altri aerei”. Credevo scherzasse, ma non era così.Tutto era tragicamente vero, come ebbi modo di vedere dalle immagini in TV, poco dopo…Ricordo l’edizione speciale di Panorama, uscita a tempo di record e con titolo che evocava il fantasma di una nuova guerra. E ricordo che quando rientrai al lavoro:oltre allo sgomento che lessi sui volti dei molti ospiti statunitensi rimasti bloccati ricordo la loro impossibilità a capacitarsi di come la tanto celebrata potenza americana fosse stata così facilmente piegata e la sicurezza beffata.
    Questi sono i miei ricordi di quel giorno, insieme all’impressione che da lì in poi avremmo diviso la storia tra “prima ” e “dopo” l’11 settembre.

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