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I tigrotti di Arkan

By pino scaccia | ottobre 16, 2010

Ivan Bogdanov ha ventinove anni. Sapete di chi parlo: di quel bestione che ha scatenato l’inferno di Genova. Cocco di mamma con una bomba a mano tatuata sul petto, ai tempi del comandante Arkan era poco più di un bambino quindi non può essere definito, per età, un figlio della tigre. Insomma, non un nostalgico di quel periodo di terrore ma sicuramente un emulo visto che la sua occupazione da disoccupato è di fare casini dietro la bandiera della Stella Rossa covo nobile e violento del signore balcanico della guerra. La nuova stagione serba è preoccupante poichè lo sport è solo uno dei veicoli dell’ultranazionalismo che ha insanguinato per anni l’ex Jugoslavia. Una partita di calcio, ma anche il gaypride sono occasioni per rivendicare la paternità di un territorio che era vasto e che ormai è ridotto a uno spicchio (la perdita del Kosovo è stata la più dolorosa, dopo la Croazia). A quei tempi, gli anni Novanta, stavo da quelle parti. Dopo sei mesi a Zagabria, per tre mesi ho raccontato da Belgrado. Ho seguito molte volte proprio le tigri di Arkan. Vale la pena ricordare chi erano. All’esercito serbo spettava il compito di conquistare un territorio, il lavoro successivo era affidato alle tigri che radevano al suolo il paese, uccidevano gli ultimi sopravvissuti, in genere vecchi e bambini che non erano riusciti a scappare, stupravano le donne, razziavano tutto quello che era possibile razziare. Siamo andati per giorni dietro il capo militare delle tigri. Si presentava come “antiquario”, ci offriva mobili e soprammobili: naturalmente quelli presi nei paesi. L’appuntamento era sempre all’alba. Salivamo sulle auto insieme a gruppi di mercenari (molti italiani), ci lasciavano a Vukovar. Loro proseguivano per il fronte, lasciavano i mercenari poi alla sera venivano a riprenderci. Quando siamo partiti, quell’omone (non ricordo il suo nome ma mi pare che si chiamasse proprio Ivan) in segno di amicizia ci regalò il video del matrimonio di Arkan, cerimonia da vero boss, una sventagliata di mitra al posto del riso. Lo conservo ancora, con grande tristezza.

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Topics: balcani | 1 Comment »

Una risposta per “I tigrotti di Arkan”

  1. Pietro Vanessi scrive:
    ottobre 20th, 2010 alle 18:02

    Questo tuo ricordare certi momenti a volte è un pugno allo stomaco….

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