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Saetta sta ancora davanti al garage ad aspettare Sarah. Mentre i turisti dell’orrore fanno la fila

By pino scaccia | ottobre 20, 2010

Nella grande drammatica storia intorno alla fine della povera Sarah, s’intrecciano tante altre piccole storie che aumentano l’angoscia e provocano sconcerto. Una storia struggente riguarda Saetta, la cagnolona unica autentica fedelissima amica di Sarah (ricorda tanto il mio cagnolone Harpo, ma questo è un aspetto personale).  Ad Avetrana raccontano tutti che Sarah e Saetta erano inseparabili, tanto che la cagnona sembra che abbia accompagnata la ragazza anche nella sua ultima passeggiata. E sta ancora là, fuori il garage, ad aspettare che esca. Probabilmente soffrendo più di tutti.

Poi c’è la storia, molto meno bella, dell’invasione dei turisti. Uno spettacolo disgustoso, abituale. Non è una novità, mi è capitato in tutte le storiacce che ho seguito. Come a Novi Ligure, davanti alla casa tappezzata di sangue, un’autentica folla ha fatto la fila per sbirciare dentro il garage dell’orrore. Naturalmente scattandosi una foto ricordo, da mettere magari su Facebook, vantandosene con gli amici. Un anno e mezzo fa scrissi un post su questa “moda” orripilante: resta attualissimo. Per capire (forse) da cosa nasce questa voglia di “esserci”.

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Topics: bellitalia | 3 Comments »

3 risposte per “Saetta sta ancora davanti al garage ad aspettare Sarah. Mentre i turisti dell’orrore fanno la fila”

  1. Raffaele scrive:
    ottobre 24th, 2010 alle 18:19

    Non ero a conoscenza della storia di Saetta, che tristezza, noi esseri umani avremmo molto da imparare dagli animali. Per quanto riguarda questa forma di turismo è proprio una cosa indecente, rispecchia in modo perfetto il livello di indecenza culturale e morale che abbiamo raggiunto.

  2. pio scrive:
    ottobre 27th, 2010 alle 01:27

    turismo sui luoghi del delitto significa che oramai abbiamo perduto il senso della realtà e dei valori che ci hanno contraddistinti come persone capaci di intendere e volere da sole. Lo strapotere dei media sta vincendo finalmente la battaglia con le nostre teste. In queste condizioni saremo “cibo appetibile” per gli squali dell’informazione mirata ad un appiattimento totale della volontà. Si contrappone l’esempio degli animali. Gli unici esseri oramai esenti da questa “pazzia collettiva” e dagli animali dovremmo trarre insegnamento poichè sono depositari di una saggezza che oramai è stata cancellata dal nostro DNA.

  3. Giovanni Farzati reporter Salerno scrive:
    novembre 2nd, 2010 alle 22:11

    turismo dell’orrore; in piccolo capita anche quando c’è un incidente in autostrada; chissà cosa scatta nel cervello di questi?? Lo stesso a castellabate dopo il fil Benvenuti al sud; ma non si tratta di orror; ma di luoghi dove mare e cielo si toccano; almeno quello..

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