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Oriana Fallaci e la nuvola nera

By pino scaccia | ottobre 24, 2010

Questa foto è inedita, come in gran parte è inedita l’intervista che feci ad Oriana Fallaci diciannove anni fa a Dahran e che andrà in onda stasera su Raiuno (ore 23.40) nello speciale Tg1 dedicato alla grande giornalista e scrittrice. La incontrai in Arabia Saudita in quel crocevia di cronisti che andavano a scoprire il Kuwait appena liberato: lei ne era appena tornata, io ci stavo andando. E’ un’intervista importante non solo perchè Oriana è morta e tutto quello che le appartiene è ormai un patrimonio, ma perchè in quell’intervista mi parlò soprattutto della sua grande paura, quella nuvola nera (prodotta dai pozzi di petrolio che bruciavano) che più tardi indicò come causa del tumore e quindi della sua morte. L’intervista la vedrete stasera. Qui vorrei proporvi una chicca: il mio primo reportage da Kuwait city proprio  con la nuvola nera protagonista: Tg1 delle 13.30, marzo 1991. VIDEO

E’ un servizio in qualche maniera “storico” che Blob ha ripreso più volte. Eravamo arrivati di notte, stravolti dal viaggio. La mattina dopo mi sveglio tardi, guardo fuori la finestra: è buio. In realtà erano già le 11. Franco Ceccarelli, compagno di viaggio insieme a Paolo Casini, prende la telecamera e mi fa: “dai corriamo fuori”. Sfruttando l’unica luce disponibile in tutta la città, la scritta dell’hotel Intercontinental, prendo il microfono e vado a braccio. “…quello che vedete lassù è il sole, non è la luna”.

L’ho conosciuta a Darhan, in Arabia Saudita. Un tipaccio, da trattare con le molle. Il mio direttore di allora, Vespa, mi aveva chiesto di intervistarla. Le sono stato dietro tre giorni, una donna impossibile. A tal punto che chiamai Vespa e gli dissi: “Mi dispiace, rinuncio”. Lo dissi anche lei: cara Oriana, vai a quel paese, l’intervista non mi interessa più. Cambiò improvvisamente: dal giorno dopo fu lei a inseguire me. A quel punto era lei che me la chiedeva. Il dramma fu quando ci mettemmo d’accordo. Pretendeva le domande, pretendeva il posto dell’intervista, i tempi, tutto. Nuova litigata. Finalmente la feci. Bella. Parlò con il cuore. Parlò dei pozzi di petrolio che bruciavano in Kuwait. Ricordo bene le parole: “Non pensavo mai di poter avere paura di una nuvola. Chissà cosa abbiamo respirato, cosa abbiamo dentro”. Sapeva che stavo andando in Kuwait, mi scrisse una dedica che poi attaccai al suo libro “Inshallah”.  Scrisse: “Ti auguro di trovare tutto quello che io non ho trovato e di non trovare quello che io ho trovato”. In mezzo ai pozzi ci rimase una giornata, io un mese e mezzo. Sono passati tanti anni da allora che ormai posso dire, ringraziando Iddio, che io ho respirato la stessa nuvola ma non ho trovato quello che lei ha trovato. Una donna sola. La ricordo così. Forse arrabbiata perchè sola. Adesso che è morta mi manca. Con lei non ero d’accordo su niente, ma ho sempre amato i cani sciolti, specie quando lo fanno a viso aperto. 27 novembre 2006


L’intervista a Speciale Tg1. Dahran (Arabia Saudita), marzo 1991

Parte 1

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Topics: reportage, reporter | 4 Comments »

4 risposte per “Oriana Fallaci e la nuvola nera”

  1. pino scaccia scrive:
    ottobre 25th, 2010 alle 19:27

    http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/rubriche/ContentItem-9b79c397-b248-4c03-a297-68b4b666e0a5.html

  2. Giovanni Farzati reporter Salerno scrive:
    novembre 2nd, 2010 alle 22:04

    1991; vivevo una grande storia d’amore a Roma; la Fallaci? un caratteraccio, non c’è dubbio, però i suoi libri che ho letto, ricordo Lettera ad un bambino mai nato, mi ha fatto bene leggerli, intelligenti, analitici, intriganti, ben scritti, leggeri come piume, non pesanti; caratteraccio, ma che brava l’Oriana. Tu sei stato paziente; tanto paziente; ma forse ne è valsa la pena; torre di babele ciao, scendo…

  3. Laura scrive:
    novembre 4th, 2010 alle 19:18

    Un particolare ricordo di una donna veramente particolare nella sua essenza…
    Come scrive Giovanni Farzat,i sei stato molto paziente, ma ora grazie a te, abbiamo un pezzo veramente interessante!
    Ciao Giovanni ed a tutta la Torre, Pino…!

  4. Simone C. scrive:
    novembre 23rd, 2010 alle 10:58

    La vidi, la sua intervista, sig. Scaccia. Rimasi molto colpito dalle interruzioni in cui eravate costretti a cambiare posizione per l’inquadratura, o in cui la Fallaci chiedeva o commentava le domande che le erano state appena fatte o dovevano ancora essere fatte. Molto interessante.

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