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Vendetta, non giustizia

By pino scaccia | ottobre 30, 2010

Ricordo ancora quelle immagini dei corpi massacrati dei figli di Saddam esposte enfaticamente dalle autorità americane come prova del “grande successo” militare. Sicuramente due bestie (specie Udaj), ma altrettanto bestiale presentare quei cadaveri come trofei. Ricordo benissimo anche l’impiccagione del rais: in quel periodo stavo in Iraq. Otto minuti appeso alla corda poi la rottura delle ossa del collo, gli insulti delle guardie di al Sadr, il video girato da un ufficiale scrupoloso e intraprendente. La morte come spettacolo. La vendetta addirittura esibita. Non è certo questa la maniera di fare giustizia. Voglio riproporre quel video per spiegare cos’è l’orrore. Adesso rischia la stessa fine, tanti anni dopo, anche Tarek Aziz, il vice di Saddam. Anche lui (insieme ad altri due capoccioni del regime) è stato condannato a morte per impiccagione. Nessuno lo ammette, ma tutti sanno che probabilmente fu proprio Aziz a “vendere” Saddam: i suoi viaggi in Vaticano, il rapporto con gli americani che lo hanno sempre protetto. La svolta annunciata da Washington forse sta tutta qui: nel lasciarlo nelle mani degli iracheni per una vendetta tutta irachena. Sciiti contro sunniti. Dove gli sciiti stanno restituendo con gli interessi (abbondanti) il sangue sparso a suo tempo dai sunniti. Noi (noi occidentali) a un certo punto ci siamo messi di mezzo, per interessi tutti nostri (presentati come intenti nobili), e adesso facciamo un passo indietro lasciando l’Iraq al suo destino, cioè nel medioevo culturale. E facciamo pure finta di averli avviati alla pace.

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