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Il lungo viaggio, dalla Mesopotamia alla Valnerina

By pino scaccia | novembre 27, 2010

Preci. Non so da dove cominciare perchè in realtà non avrei voglia di scrivere niente. Non sono venuto qui a raccontare, ma solo per un fatto assolutamente privato, l’appuntamento preso tanto tempo fa con un amico “grande sola” che è arrivato con un leggero ritardo, appena sei anni e mezzo. Solo che Enzo di amici ne ha sempre avuti un mucchio, ce n’erano tanti oggi ma tantissimi non ce l’hanno fatta e allora bisognerà pur dire a chi non c’era cos’è successo. Comincerei come succedeva con lui, partendo da molto lontano. Per esempio dal sole che brillava sulla neve dei Sibillini, dai bicchieri di vino, dal coro che è venuto apposta da Milano. C’era pure la televisione in pompa magna, addirittura in diretta per il Tg Umbria, ma facciamo finta di niente sennò Enzo si storce. E allora che vi racconto, del rappresentante della comunità islamica venuto a rappresentare il dolore per una vittima innocente della violenza. O del gruppo nascosto ma mica tanto della Zonker zone che già ha in animo di fare un funerale a Milano come quello auspicato dal Baldoni, insomma una grande festa, senza lacrime nè parole di conforto. Ci sarebbe anche da dire del prete che in fondo ha fatto un bel discorso, vero. Per tutto il tempo il mio sguardo è passato dal padre alla figlia di Enzo, facce così struggenti ma somiglianti per quell’orgoglio evidente di avere il sangue di un uomo speciale. C’era tutta la famiglia, c’erano amici, colleghi (Deaglio, che ancora aspetta il pezzo da Najaf, la Sgrena) ma gli occhi e il cuore alla fine sono stati tutti per Giusi, la moglie di quel cronista straordinario e un pò folle che ha deciso di passare l’ultimo mese di ferie della sua vita in Mesopotamia invece che qui nella tranquilla Valnerina. Ha detto Giusi, commossa, dall’altare:  ”Pensavo all’inizio di fare una cosa intima, solo noi strettissimi, ma poi ho deciso che il ritorno di Enzo andava condiviso con tutti quelli che gli hanno voluto bene. Beh, adesso che sto in mezzo a voi sono contenta della scelta”. Sono convinto che anche ad Enzo sarebbe piaciuto, nessuno a parlare della sua morte come se non fosse mai avvenuta ma solo di lui e delle sue imprese, perchè giocava a fare il bastardo ma in fondo voleva soltanto fare casino e tutta questa caciara gli avrebbe fatto passare una bella giornata. E la televisione poi, tutti quei flash: non dimentichiamo che era pure fanatico. Avrebbe molto apprezzato anche l’ultimo pensiero: una lapide a forma di balena. Uno come lui se pure il destino l’ha costretto a riposare troppo presto mica poteva avere una lapide qualsiasi.

(Se proprio devo concludere con una considerazione personale, aggiungerei che proprio non riesco a vedere Enzo dentro una bara. Preferisco ricordarlo come l’ultima volta che l’ho visto, tanto distante da qui, in quella moschea coloratissima di Kufa in mezzo ai feriti. E lui felice di aiutarli). Il video

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Topics: baldoni | 3 Comments »

3 risposte per “Il lungo viaggio, dalla Mesopotamia alla Valnerina”

  1. Laura scrive:
    novembre 27th, 2010 alle 22:15

    …Lo ricorderemo così anche noi: ad aiutare i feriti in quella coloratissima Moschea, proprio come lo hai visto tu!
    Finalmente è tornato, quel che resta di lui è tornato, la degna sepoltura, l’estremo saluto dei suoi cari, di chi lo ha amato e continuerà ad amarlo…
    Ciao, Enzo, riposa in pace e grazie!
    Ciao, gabbiano di frontiera…

  2. Gianni Pasetti scrive:
    novembre 27th, 2010 alle 23:15

    Gentile,
    torno a scriverle dopo averlo fatto oltre 6 anni fa quando si persero le tracce del buon Baldoni ed espressi la mia emozione per l’evento soprattuto per la sua testimonianza.
    Oggi è come se si chiudesse un enorme volume, si voltasse l’ultima pagina. Povero Enzo….
    Il buon Enzo portato via da un tornado di follia che è la guerra. Quella guerra poi….
    La ringrazio per il racconto della fine di quel “lungo viaggio” con la sua buona abitudine del testimone in punta di piedi.
    Grazie
    Gianni

  3. lorena scrive:
    novembre 28th, 2010 alle 11:39

    un saluto alla famiglia , che tu Pino ci hai fatto conoscere ed apprezzare , dietro ad un grande uomo c’è una grande donna Giusi , un abbraccio

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