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E Lula grazia Battisti

By pino scaccia | dicembre 30, 2010

Non sono bastate quattro interminabili, infuocate discussioni al Supremo Tribunal Federal, organo garante della costituzione brasiliana, che aveva dichiarato non legittimo lo status di rifugiato politico. Il presidente Lula, come ultimissimo atto del suo mandato, starebbe per confermare l’asilo a Cesare Battisti – secondo quanto anticipa la stampa – respingendo di fatto la richiesta di estradizione avanzata dall’Italia tre anni fa. L’ex terrorista rosso, condannato in via definitiva all’ergastolo per una serie di omicidi alla fine degli anni 70,  dunque non per reati di opinione ma per fatti di sangue, secondo Lula tornando nel suo Paese “rischierebbe la vita”, la stessa offensiva tesi portata avanti dal ministro della giustizia Tarso Genro per accogliere il rifugio dell’ex leader dei proletari armati per il comunismo. Evaso una prima volta in Italia, evaso una seconda volta in Francia, Battisti fu arrestato a Rio de Janeiro nel marzo del 2007. Da allora è rinchiuso nel carcere di Papuda che, se la decisione di Lula fosse confermata, dovrebbe lasciare presto, libero di trasferirsi a San Paolo come ha sempre dichiarato. Una decisione che naturalmente ha scatenato la reazione indignata dei familiari delle vittime. Quattro: un poliziotto penitenziario, un macellaio, un gioielliere e un agente della Digos con Battisti, secondo le sentenze, mandante o addirittura esecutore materiale. La lunga fuga

Il servizio al Tg1 delle 20 Quando sono entrato nella cella di Papuda

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