Ricerca

Categorie

Link


« | Main | »

Il ritorno del baffone

By pino scaccia | gennaio 14, 2011

“Lenin” e “Stalin” al Cremlino

Stasera a Tv7 andrà in onda il reportage su Mosca, vent’anni dopo la fine dell’Unione Sovietica. Ho scoperto tante luci ma anche tante ombre, anticipate da qualche pillola qui sul blog. Magari ne riparliamo dopo la trasmissione.

Comments

comments

Topics: russia | 8 Comments »

8 risposte per “Il ritorno del baffone”

  1. pino scaccia scrive:
    gennaio 18th, 2011 alle 00:17

    Un altro giornalista è stato ucciso in circostanze sospette a Mosca. Gli investigatori della capitale russa stanno cercando di capire cosa si nasconda dietro la morte di Roman Inkiforov, redattore della compagnia Red Media. Secondo quanto comunicato dal rappresentante del comando del reparto investigativo di Mosca, Viktorja Zyplenkova, il corpo del giornalista venticinquenne ferito a morte da colpi di coltello è stato scoperto domenica sera nella zona nord occidentale della città. «Gli inquirenti indagano in ogni direzione» ha sottolineato il funzionario all’agenzia Interfax. La compagnia per la quale lavorava il giornalista ucciso è specializzata nella creazione e vendita di format «basso» contenuto per televisioni satellitari e via cavo. All’attivo dell’azienda finora tredici progetti che vanno dai canali specializzati in cinema indiano alla creazione del primo canale erotico russo.

  2. DARIO scrive:
    gennaio 20th, 2011 alle 16:50

    Non sono solito seguire , ma sarebbe meglio dire ‘strordirmi’ col mezzo televisivo . Pertanto mi sono dovuto guardare – con una certa curiosità – il reportage di cui sopra sulla Russia di oggi confrontata con quella sovietica di poco più di vent’anni fa , attraverso you Tube .

    La mia personale curiosità in merito risiede principalmente nel fatto che ho vissuto in vari Paesi dell’ Est – tutti territori ex sovietici,dal 1999 in poi – e non da semplice turista .
    Li ho vissuti ”dall’interno” come un malato vive la propria malattia. In modo assai diverso rispetto ad un medico che analiticamente e freddamente la vive dall’esterno .

    Quando si vive sul posto si acquista inevitabilmente una sensibilità del tutto peculiare che mette in evidenza ciò che nel reportage di cui sopra si afferma senza approfondire o ciò che finisce per sfuggire anche al giornalista ( leggi ‘medico’ per il paragone di cui fatto cenno ) con grande esperienza ed acuto osservatore .
    E purtroppo il paragone ‘giornalista / medico’ per questo Paese calza alla perfezione .

    Ecco alcuni punti che vogliono essere di coronamento al reportage sul più ‘grande’ Paese del Mondo .

    — Mosca e San Pietroburgo ( ex Leningrado, ex Pietrogrado ) NON sono la Russia ma due sue città / facciata .
    Inevitabilmente ‘belle’ perchè curate .Gli Zar venivano incoronati a Mosca ma vivevano a Pietrogrado e di conseguenza curavano le due città .
    Sulla stessa falsariga si è poi comportato l’establishment sovietico che teneva morbosamente alla ‘facciata’ .
    Oggi le due città restano eguali nel loro apparire, ma per finalità commerciali e turistiche .
    Se un visitatore – non un turista distratto su un binario preconfezionato di massa – decide di dare una binocolata nei contadi – dunque a pochi chilometri dai grossi centri abitati e non proprio nelle campagne – si accorge del cambiamento d’aria che non dipende dallo smog . La realtà di facciata lascia il posto alla realtà dei fatti . Non si deve qui tanto guardare alle case fatiscenti dei contadini o ai palazzi decadenti sovietici (quelli costruiti prima degli anni novanta) , ma ad un Mondo fatto del vivere giorno per giorno senza prospettiva alcuna . Dal quale trarre cibo el alcol rappresenta già un grosso traguardo . Un mondo in cui la ‘materialità’ del quotidiano regna sovrana.
    Un esempio per rendere bene l’idea di tutto questo ;
    se si prova a domandare cosa ha significato la caduta del muro di Berlino dell’89 , molti – e non semplici contadini ne operai ma sopatutto giovani studenti – risponderanno del tipo :
    :” sarà caduto pechè hanno messo i mattoni in malo modo ” .
    Non è disgraziatamente ne una battuta ne una esagerazione .
    L’intellettualismo che Noi occidentali diamo per scontato diffuso in tutto il globo non è parte integrante di molti Paesi . Non che non manchino menti di valore ma ,in un modo od in un altro, non fanno parte del tessuto sociale in modo essenziale .
    Mi viene in mente uno scrittore del XIX sec. ; T. CARLYLE il quale parlando della Russia ( nella Sua Opera :’ On Heros, Hero-Worship and Heroic in History ‘ – 1840 ) , affermava : ” …La Russia , con le sue baionette e con i suoi cannoni appare come un enorme muto mostro ” .
    Terribilmente attuale anche a distanza di più di un secolo e mezzo .
    Questo immobilismo fu sottolinato a suo tempo da Gon?arov col Suo ‘Oblomov’ . Immobilismo che richiama tanto quello sottolineato da G.Tomasi nel suo ‘Gattopardo’ allorchè parlava di ‘sicilianità’ … .
    I giovanotti levantini di belle speranze anche se moscoviti d’elite continueranno a preferire il kefir (varietà di yogurt russo), il borsch (zuppa di carne tipica locale ) ed i il samagon ( terribile distillato tra i 70 e 80 gradi alcolici al cui confronto la vodka è roba da lattanti ) ai piatti ed alle bevande occidentali . Se li assaggiano è solo per il gusto della novità ma tornano poi alla tradizione senza pensarci su due volte . Putin con Medviedev in testa, come vidi poco tempo fa in un filmato sulla rete locale che li riprendeva in una elegante dacia ( casa di campagna ) .
    E di tutto questo sono fieri non solo i russi della attuale Federazione, ma anche gli appatenenti a Paesi ex CCCP . Perchè ?
    Perchè – come recita un loro vecchio adagio -: ‘ il popolo russo ama soffrire ‘ … .

  3. pino scaccia scrive:
    gennaio 20th, 2011 alle 23:23

    Caro Dario, ai tempi del doppio golpe sono stato due anni in Russia. E ho visitato, non da turista, molti Paesi del blocco sovietico.
    Al di là del passato, anche stavolta il giro è stato lungo. So bene che Mosca non è la Russia ma ho attraversato tutta la Valle del Don inoltrandomi per mille chilometri. E anche se con le dovute differenze lo “sbalzo” l’ho notato anche lì, nei villaggi. Sono passati vent’anni, ma sembrano ventimila.

  4. DARIO scrive:
    gennaio 22nd, 2011 alle 15:16

    Una breve premessa ;

    ringrazio P. SCACCIA ,
    per la risposta sottolineando il fatto che il dialogo o, come dicevano una volta i filosofi greci , ‘la dialettica’ arricchisce coloro che la praticano .

    Aggiungo ora quanto segue ;
    nessun esercito di nessuno Stato ha mai ottenuto un risultato così eclatante nel conquistare altre Nazioni come invece è riuscito a fare il Nostro Mondo occidentale attraverso i Suoi tycoon con i loro must subliminali .
    Il sistema economico industriale dell’Occidente si è ramificato talmente a fondo in tutto il Globo da fagocitare in un unico Stato – di fatto – mondiale anche i più disparati Paesi .
    Questa UNICITA’ mondiale sul piano economico con conseguente discreto livellamento sul piano politico – traguardo che appare lusinghiero per un Occidentale – fa propendere a credere ad una UNITA’ di Civiltà .
    Ne segue che spesso molti Occidentali osservano e valutano altri diversi Paesi
    – come la Russia eternamente in bilico tra Europa ed Asia ( si noti ; si tratta in realtà di un unico Continente ma diviso in due a causa di una differenza geo-politica e non geografica ) –
    col mezzo del Loro particolare ( e non universale ) parametro culturale di valutazione .
    Se si valuta così tra passato e presente la Russia, Noi non possiamo non sottolinearne la marcata occidentalizzazione sul piano economico ed in parte politico . Come del resto in molti altri Paesi ex CCCP .
    Apparirà un abisso a Chi – pescando nella propria memoria – confronta una Russia sovietica bresneviana con quella attuale di Putin .

    E’ tuttavia una visione limitata da un elemento decettivo ;

    una VALUTAZIONE circoscritta sul piano prettamente politico , piano che è il riflesso di quello economico .
    [ Si noti che ; l’espressione politica dell’economia industriale di mercato è detta :’ DEMOCRAZIA ‘ ] .

    Se ci si perita ad una VALUTAZIONE più ampia, nel tempo e nell’ottica, la realtà ci appare differente -come accennato nel mio post qui sopra – . La valutazione deve necessariamente estendersi al piano CULTURALE del soggetto esaminato . Piano che ha radici così profonde – specie in quello Russo , Paese di antichissime origini e con una religione tutta Sua come il cristianesimo ortodosso e quello protoslavo – da portare indietro di millenni . Ma si scoprirà una CULTURA profondamente differente – e persistente – dalla Nostra .

    In definitiva non si può eguagliare alla sola politica ( e all’economia ) la VITA ( sociale ) di un Paese .
    Concludo con un Nostro ( occidentale ) vecchio proverbio : ‘ si vede ciò che si conosce ‘ . Appare chiaro alla luce di quanto qui sopra detto .

    Infine a P. SCACCIA ,
    chiedo la cortese pazienza di una breve ma ordinata elencazione delle differenze da Lui accennate nel reportage e qui sopra ribadite nel Suo post .

  5. pino scaccia scrive:
    gennaio 22nd, 2011 alle 23:51

    Adesso sto in Albania, impegnato in una situazione difficile.

  6. GLOBALIZZAZIONE apparente per quanto appariscente « soloalsecondogrado scrive:
    gennaio 2nd, 2012 alle 13:20

    […] di Pino SCACCIA , lì da me firmato col nome di 'DARIO' , vedi direttamente al seguente link ;' ;' http://latorredibabele.blog.rai.it/2011/01/14/il-ritorno-del-baffone/#comments […]

  7. Giuseppe Pongiluppi scrive:
    giugno 20th, 2012 alle 17:22

    Chiedo a PINO SCACCIA come posso fare per rintracciare e acquistare il DVD. del reportage che ha fatto per la RAI “TV7″ Mosca 20 anni dopo: e se per caso cè qualche altro reportage riguardante il fronte del don. la ritirata e i prigionieri; filmati presi dai nostri archivi (luce) e altri concessi dagli archivi russi..ringrazio anticipatamente Giuseppe P.

  8. pino scaccia scrive:
    giugno 21st, 2012 alle 22:32

    Il Dvd, a quanto ne so, non è in vendita. Lo puoi vedere su Rai Replay o sul mio canale youtube. Sul blog dedicato all’Armir ci sono tutte le indicazioni.

    http://letteredon.wordpress.com/

Commenti