Ricerca

Categorie

Link


« | Main | »

Il male del diavolo

By pino scaccia | gennaio 20, 2011

La gente poi non capisce niente con la giustizia. C’è un tizio che è stato condannato a quattro ergastoli e 260 anni di carcere che gira tranquillamente tutto il giorno come un normale cittadino. Il tizio è Renato Vallanzasca che si perde addirittura il filo a seguire tutte le sue malefatte: un centinaio di rapine, una scia di sangue che ha colpito tra gli altri quattro poliziotti, un medico e un impiegato di banca. Oltre che un ex amico addirittura decapitato (dicono che con la testa hanno giocato a palla in carcere). Una vita sfarzosa, evasioni, rivolte, tutto il male possibile. A tal punto che gli è stata rifiutata la grazia da quel galantuomo di Napolitano. Per quei cretini che pensano che Battisti corra rischi nelle prigioni italiane questa è la risposta. Poi ci si mette anche il cinema a celebrarlo, scelta sicuramente indecorosa per non dire peggio, e lui allora si monta la testa, tipo “voi non sapete chi sono io” quando i carabinieri ieri lo hanno controllato a Mondragone in compagnia della moglie. Era infastidito, ha insultato i militari. Spero, per rispetto alle innumerevoli vittime, che l’ultima scemenza della sua vita sbagliata gli costi cara segnando un rigurgito di giustizia. Che insomma torni dietro le sbarre pagando in minima parte quello che ha tolto alla società. Subito, prima che diventi anche un divo della televisione.

Comments

comments

Topics: bellitalia | 4 Comments »

4 risposte per “Il male del diavolo”

  1. Giovanni Farzati scrive:
    gennaio 22nd, 2011 alle 23:54

    Scaccia, questa è la tv, il mondo è come una grande tv o schermo web, il tipo gira libero non so per quale minuzia giuridica, poi si sa, per diventare qualcuno devi agire sempre fuori dalle regole, nel bene o nel male, il bravo cristiano non interessa proprio a nessuno, se uno si mette un corno di plastica in fronte e gira per Roma, puoi anche arrivare sulla pagina del Tempo, ..in strada, ore 13, arriva il cornuto finto, per esempio..quindi! sul fatto che il Vallanzasca si atteggio a divo intoccabile mandando a vaffangala..i cc, be, un soggiorno a Rebibbia gli sarebbe più che salutare..

  2. Laura scrive:
    gennaio 23rd, 2011 alle 18:44

    Ormai ha vinto un po’…lui è in giro, vivo, beato, irriconoscentemente beato, gli altri sono morti, non hanno avuto la possibilità di vivere una vita come gli altri…
    Che ritorni presto dietro le sbarre e che paghi, anche se in minima parte, il suo debito con la giustizia umana…per quella Divina c’è tempo!!!
    Onore alle Vittime ed ai loro congiunti!

  3. Aribandus scrive:
    gennaio 25th, 2011 alle 15:43

    Parole sante Sig. Scaccia.

    Bisogna che nella nostra società entri imperante la consapevolezza dell’unicità e dell’irripetibilità, e quindi della sacralità della vita umana.
    Questo ci farebbe capire quanto, ancor prima della nostra, è importante la vita del prossimo (degli altri, in parole povere ma nobili).

    Lo capissero i giudici, riuscissero durante i processi a vedere quella persona che in realtà non può più aver spazio nella vita a fianco a noi, e che è la vittima,
    le pene sarebbero ben diverse e i divi non diverrebbero certo gli assassini.

    Un caro saluto.

  4. Stefano Botti scrive:
    gennaio 26th, 2011 alle 14:59

    Buongiorno Sig. Scaccia,
    devo dire che leggendo il suo commento su Vallanzasca non posso che essere d’accordo in toto nelle sue affermazioni.. Certa gente dovrebbe essere rinchiusa n galera e buttar via la chiave, altro che celebrazioni cinematografiche e permessi premio..mi domando come sia possibile una cosa del genere in un paese, a detta di tutti, civile! Quello che vorrei capire è se il marcio sta in magistrati che permettono di circolare liberamente certa gente o nella politica che fa leggi che permettono ai magistrati di applicarle in questo modo… sin da piccolo ci viene insegnato che il magistrato applica la legge, quindi qualcuno la legge deve averla approvata in parlamento…

Commenti