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Quando a Tripoli c’era la pace

By pino scaccia | febbraio 22, 2011

E’ guerra civile. Nessuno si aspettava che la Libia, tutto sommato il paese nordafricano meno disperato, offrisse un ricambio così tragico. La giornata della collera si è trasformata in una grande tragedia popolare. Non è facile discernere tra le notizie vere e quelle manipolate, sia da governo che da opposizione, ma in pochi giorni i morti dovrebbero essere arrivati a quota seicento. E chissà cosa starà succedendo in questo momento a Tripoli, completamente isolata nelle comunicazioni. Le ultima grida di allarme parlavano addirittura di aerei militari che mitragliano e poi bombardano la folla. Nessuno soprattutto si aspettava una reazione così violenta, una repressione così feroce da Gheddafi che è sempre stato considerato il leader più furbo della zona. Forse perchè si è sentito solo, abbandonato dai suoi ministri, dal suo esercito, dalle tribù, dai vertici religiosi e forse anche da qualcuno dei numerosi figli. E si è trasformato in una belva.

A tutte le vittime della rivolta dedico quest’immagine di piazza Verde, a Tripoli, dove sta avvenendo il massacro. Per ricordare quando era un luogo bello e di pace. Ho in mente le passeggiate, i ristorantini, la gente che rideva. Nella speranza che possa tornare presto a sorridere.

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Topics: libia | 3 Comments »

3 risposte per “Quando a Tripoli c’era la pace”

  1. Giovanni Farzati scrive:
    febbraio 22nd, 2011 alle 17:49

    La ripresa sarà lenta; ho sentito un tuo servizio sul tg; tu raccontavi e noi di spalle a mangiare, in quella casa la tv è come un vaso di fiori.. dalla Libia la morte corre, la gente muore; dove finirà, quanto finirà; il medio oriente sta esplodendo questo non ci dovrebbe far star tranquilli, in fondo Libia o altri paesi sono dietro l’angolo della nostra vita fatta di cosucce, guai e battibecchi per un parcheggio (ma vale la pena viverla). Il dipanarsi di un fuoco la guerra civile…

  2. Quando a Tripoli c’era la pace | Nel mio cielo al crepuscolo scrive:
    febbraio 23rd, 2011 alle 00:31

    […] Quando a Tripoli c’era la pace. Questo articolo è stato pubblicato in Il Gabbiano, Mondo. Includi tra i preferiti il permalink. ← Le certezze di Emilio Fede LikeBe the first to like this post. […]

  3. elisabetta c. scrive:
    marzo 18th, 2011 alle 19:55

    Quando a Tripoli c’era la pace……
    Quando a Cairo c’era la pace….
    Quando a Beirut c’era la pace….
    Quando a Baghdad c’era l pace….
    QUando a Kabul c’era l pace….
    Quanta pace abbiamo buttato via.
    Quanti posti del mondo abbiamo distrutto.
    Dico abbiamo perchè nessun posto al mondo è una monade e l’equilibrio di un Paese non dipende mai solo da quel PAese.
    Gl interessi e gli equilibri internazionali permettono che la guerra sia sempre dietro la tenda.
    Costruiamo e disfaciamo con la stessa velocità la stessa noncuranza, dimenticando che a pagare sono sempre e solo i più deboli.
    Quelli che non “contano”, quelli che non decisdono: sono loro che pagano sempre.
    Tanto mica sono uomini o esseri umani, sono “civili”, sono numeri.
    Questo mascheramento serve ad esorcizzare qualsiasi cosa negativa che non si riesce ad affrontare.
    A Sarayevo sparavano i “cecchini”, a Kabul i “talebani”.
    Uomini.
    Sempre e solo Uomini.
    Uomini contro uomini.
    Ma così fa più paura, fa più impressione.
    Meglio l’etichetta.
    Rende il tutto meno crudo, meno impressionante.
    E soprattutto scrolla la coscienza.
    Quelli sono i “cattivi”.

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