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In diretta da Bengasi

By pino scaccia | marzo 2, 2011

Nel centro della rivolta

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Topics: libia | 2 Comments »

2 risposte per “In diretta da Bengasi”

  1. DARIO scrive:
    marzo 2nd, 2011 alle 18:24

    La TUNISIA , l’ EGITTO ora la LIBIA ;
    tutto o quasi il nord – Africa o, se si vuole, il sud -Europa è in fermento .

    Due le forze che si contrappongono – ma sono realmente soltanto due …? – quelle, da una parte, rappresentate da un leader che è in realtà una sorta di padre – padrone tout court che dispensa favori a familiari ed affini e,

    dall’altra parte una congerie di individui – non oso chiamarli cittadini perchè in Stati di questo genere non lo sono per nulla, non potendo esercitare alcuna forma di reale partecipazione alle Funzioni derivanti dal Potere statale – .
    Ma questi in realtà sono il vero tessuto formante lo Stato . Dal più umile di loro al più blasonato costituiscono la vita stessa .Vita indispensabile all’esistenza di un qualsiasi ordinamento giuridico .

    Il confronto armato è inevitabile come le morti che ne derivano . Non mancano all’interno della storia umana casi in cui vecchi Stati/Governi sono stati abbattuti senza l’uso delle armi/della forza .
    Ma il nord – Africa senza privo di strumenti culturali di tale portata .
    E’ certo saliente sottolineare le atrocità che vengono perpetrate su molti ‘individui’ inermi . Ma questo è il primo passo del cronista – nel senso etimologico del termine ;cioè chi riporta imparzialmente accadimenti senza interpretazioni personali – ma poi si dovrebbe guardare conm ottica più ampia .Questo sia chiedendosi perchè si è giunti a fatti come quelli in questione ; da dove hanno origine sia in un contesto attuale ma su scala internazionale .

    Circa la prima questione posta voglio qui ricordare un’Opera scomoda del Nostro Gillo PONTECORVO : ‘La battaglia di Algeri’,film del 1966 . Essa narra il lungo cammino dell’affrancazione degli algerini dal ‘dominio’ francese .
    Pontecorvo fu onesto nel denunciare molti accadimenti e qundi poco gradito a molti critici di diverse bandiere .
    Alla luce dei risultati poi ottenuti dagli algerini – e non solo ovviamente – possiamo notare che il modello ‘DEMOCRAZIA’ esportato in quei Paesi e tanto agognato fino alla lotta armata, ha finito col dare frutti assai scadenti .

    La democrazia non la si ‘impara’ dall’oggi al domani e di certo Paesi privi di profonda cultura in merito hanno visto trasformare l’indipendenza tanto desiderata in forme di autoritarismo che spesso ha ‘sfogato’ nell’appoggio al terrorismo internazionale – del quale Gheddafi è stato un artefice in passato – un mezzo per nascondere l’icapacità di questi Paesi di reggersi da soli sulle proprie gambe .
    Ricordo solo che in Libia sono poco più di sei milioni di abitanti e malgrado il petrolio ed il gas sono alla fame … .
    (continua)

  2. DARIO scrive:
    marzo 14th, 2011 alle 19:13

    ( segue dal mio post precedente )

    Al lento ma costante cammino giuridico che il Mondo occidentale ha intrapreso nel corso dei secoli ,

    – cammino che gli ha permesso di passare attraverso varie forme di Stato sempre più tese ad una partecipazione via via più ampia al Potere, da parte dei propri appartenenti ed a una tutela degli stessi –

    ha fatto da contraltare una evoluzione con marce forzate, da parte dei Paesi ‘ non occidentali ‘ verso la conquista di similari forme di Governo .
    Ma come nel post sopra accennato, tutto questo non lo si metabolizza con tanta facilità e rapidità .
    Il salto è stato troppo rapido ed ampio . Per giunta non prodotto dall’interno di questi Stati , ma ‘suggerito’ esternamente da altri .
    L’idea base appare chiara in coloro che auspicano – i ‘rivoltosi’ che contestano i vari regimi nord – africani ( definiti : ‘ drogati ‘ da Gheddafi ) – un cambiamento reale verso forme occidentali di Governo . Con un Governo ‘giusto’ – pensano – si otterrà una economia equa .Come quelle occidentali riservano ai propri cittadini .
    E’ certo l’elemento costituito dall’indigenza, dalle ristrettezze economiche che li spinge ad un cambiamento .

    Qui l’Occidente si gioca molto se non tutto .

    Per quei regimi – come quello di Gheddafi – l’elemento del terrorismo è, od è stato , il mezzo con cui liberarsi dalle proprie gravi responsabilità di Governo . ( Costituite da inettitudine, tracotanza, avidità etc … ) .

    Per quei signori del Potere lo slogan è
    : ” … guardate che è l’Occidente la causa di ogni nostro male… ” .

    Ma queste rivolte interne sono FORSE il segnale che qualcosa sta cambiando . Una maturità nei più giovani sembra farsi strada. Mettendo in luce la falsità e pericolosità di affermazioni come quella ora qui sopra riportata .
    L’Occidente ha il difficilissimo compito di aiutare questo ‘passaggio’ verso poi un cammino che appare lungo e quasi impossibile .Fatto non solo di mutamenti verso una vita più dignitosa, ma sopratutto fatto di cambiamenti/conquiste culturali che permettano tali mutamenti .
    Il tutto senza che l’Occidente appaia come l’eterno sprezzante colonizzatore .

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