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Il dolore della guerra

By pino scaccia | marzo 22, 2011

Non amo le guerre, forse perchè ne ho viste molte e da vicino. E so, sulla mia pelle, quanti lutti e quante rovine portano. Non sono insomma fra quelli che adesso gioiscono perchè in Libia sono arrivati i nostri. Intanto non date retta: le bombe non hanno cervello e mai dunque potranno essere intelligenti. Le bombe portano morte e non stanno certo a guardare il colore delle bandiere. Capisco che l’intervento era necessario, ma personalmente mi porta solo tristezza. Da anni ripeto che non ci sono guerre buone e guerre cattive, sono tutte sporche. Con motivazioni mai umanitarie. Del resto, sono sempre i vincitori a stabilire chi sono – appunto – i buoni e i cattivi. Questo è il momento della battaglia ed è difficile buttar giù analisi, ma con calma – dopo – si potrà anche tentare di capire perchè siamo arrivati a questo punto. In ogni caso, al di là di torti o ragioni, non sono sicuramente come il pilota che ha bombardato Hiroshima che alla sera è andato a brindare, “pazzo di felicità”. Ragazzi, questo non è un film: sono morti veri.

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Topics: libia | 1 Comment »

Una risposta per “Il dolore della guerra”

  1. DARIO scrive:
    marzo 30th, 2011 alle 12:55

    Pino SCACCIA scrive :

    :’ Non amo le guerre , …’ , :’ …l’ intervento era

    necessario… ‘ e :’ ( le guerre ) sono tutte sporche

    ( non hanno mai )

    motivazioni umanitarie ‘ .

    Non esiste , se non nell’immaginario collettivo , un dottor STRANAMORE ; lo scienziato innamorato della ‘bomba’ protagonista dell’Opera di Kubrick ( che riprende il personaggio di ROTWANG de’ Metropolis ‘ di Fritz LANG ) .
    NESSUNO ama le guerre , ma Tu stesso ne riconosci la triste necessarietà .
    Come è certo che da ogni guerra qualcuno trae lauti benefici ; potere o/e denaro . E non certo a proprie spese .
    Di acqua ne è passata sotto i ponti da una affermazione potentemente obsoleta :’

    :’ La guerra è l’espressione più alta di un popolo civile ‘ . Heinrich von TREITSCHKE .

    Ora, se – DI FATTO – certi comportamenti attuali ( di molti Governanti occidentali ), sono assolutamente coerenti con la frase di cui sopra ma poi sono in contraddizione con ciò che questi stessi Governanti vanno affermando , come l’aberrazione verso ogni forma di conflitto etc…
    ci saranno delle ragioni .
    Ecco il punto della questione posto da quanto sopra scritto da Pino Scaccia.

    Credo che tutto questo sia spigabile nel fatto che il mondo attualmente costruito è basato su una ricchezza ‘cartacea’ . Si pensi a cosa è successo in borsa ed in generale all’economia dopo l’attentato alle Torri gemelle e si capirà quanto ora espresso .
    Ecco che ne deriva un’ Etica del tutto congeniale a questo mondo economico che richiede – per non auto distruggersi – la pace . O tutt’al più guerre ‘localizzate’ ben mirate volte a sbloccare l’economia in certi Paesi in cui la politica fa ristagnare l’economia .
    Dunque si ha il sospetto che si è in presenza di un’Etica che è espressione NON tanto di una evoluzione millenaria dell’Umanità verso forme di espressione di alta sensibilità ed umano sentire mai prima raggiunte ,
    bensì semplicemente espressione indispensabile di un’economia di mercato .

    In qualsiasi periodo storico Noi troviamo degli scritti in cui si piangono i morti e le sofferenze che dalle guerre derivano . Ma non possiamo pensare di essere all’epilogo di queste grandi tragedie .
    Quando – e ‘se’ – cambieranno gli assettti economici cambierà l’ Etica a loro corrispondenti .
    E’ certo triste pensare ad una realtà non tesa ad un futuro di sicure e certe ‘belle speranze’ .
    Ma se non altro si potranno di volta in volta evitare altrettanti potenziali pericolosi miti con relative illusioni .

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