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Ma poi non era l’11 maggio

By pino scaccia | maggio 12, 2011

Tanto tuonò, a Roma, che piovve: in Spagna. La ridicola tremarella per l’antica previsione di Bendandi ha mandato in tilt la capitale. Paurosi veri o furbastri scansafatiche pare che il venti per cento di chi abita a Roma (si sono distinti i cinesi) non è andata ieri a lavorare. Il sismologo ci ha azzeccato un paio di volte in passato (Marche 1924 e Friuli 1976), molte altre volte no. Stavolta diciamo che ha fatto confusione con la geografia, ma bisogna dargli atto che oggi un terremoto c’è stato, e anche devastante. Ne avevo già parlato, ricordate? Se proprio dovessimo accreditare le ipotesi di Bendandi allora non potremmo stare ancora tranquilli. L’11 infatti era una data inventata, non si capisce perchè. I giorni a rischio per Roma, sempre secondo il sismologo che amava le stelle e seguiva i pianeti, andrebbero in realtà dal 13 al 16 maggio e poi dal 27 al 30. Ma adesso, per piacere, non cominciate a scappare.

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Topics: tribù | 1 Comment »

Una risposta per “Ma poi non era l’11 maggio”

  1. Giovanni Farzati scrive:
    maggio 14th, 2011 alle 22:40

    Terremoti, Bendandi, la gran confusione mediatica, doveva esserci a Roma, c’è stato a circa 1850 chilometri a nord di Roma; con morti, mi pare 17; precisione, poca, niente; io ho scritto un pezzo sul mio giornale ,Positano news, giocando con il fatto che la “macchina pensante”, al secolo Bendanti; ha azzeccato il terremoto; non il luogo, prevedere un terremoto, adesso non è possibile. Anche se lievissimi segnali ci sono che lo annunciano; documentati scientificamente.

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