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Finchè c’è inchiostro, c’è speranza

By pino scaccia | maggio 15, 2011

So perfettamente, giuro, che non si inizia mai con il gerundio, ma mi viene spontaneo cominciare così.  Mettendo insieme parole su parole, ho appena concluso anche quello che dovrebbe intitolarsi “Shabab”. Un instant-book sulla rivolta in Libia vista da vicino. Lo ammetto, sto esagerando ma ho imparato da tempo che l’energia, quando c’è, va sfruttata (perchè poi magari capita che non c’è). Due libri praticamente contemporanei che dovrò gestire di fatto insieme nella necessaria promozione (con conseguente giro d’Italia). Alle soglie di un compleanno importante, un autentico spartiacque che atterrisce molti, ho infiniti altri progetti, a cominciare naturalmente dai blog che voglio rilanciare come “La Torre di Babele” nuova versione, o migliorare, come “Lettere dal Don”. Chiuso un documentario sulla vita da inviato, ci sono altre idee per ora soltanto in testa o appena accennate per cui meglio non parlarne. Sicuramente il calamaio è ancora pieno di inchiostro.

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