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Le mille piste di Brindisi: cerchiamo di capire chi è stato

By pino scaccia | maggio 19, 2012

A leggere la storia breve di Melissa viene da piangere, così come quella di Veronica che i medici tentano di strappare alla morte. Due ragazzine con la passione della moda e del volontariato. L’unica maniera di farci perdonare, noi adulti, è di trovare le bestie che hanno interrotto i loro sogni. Ma non è facile. Anche i più esperti fra inquirenti e investigatori sono spersi di fronte a mille piste. E a meccanismi assolutamente nuovi, da interpretare. Non si fanno per ora ipotesi, ma è evidente che quelle concrete, cioè con un senso possono essere tre, al massimo quattro. Proviamo ad analizzarle.

1. SACRA CORONA. C’è un precedente: dieci giorni fa a Mesagne, il paese delle due ragazze, c’è stato un attentato contro il presidente del comitato antiracket. Un altro indizio: proprio per oggi era in programma la marcia della legalità. Inoltre nei giorni scorsi c’era stata una vasta retata mentre vecchi boss sono usciti di galera. Brindisi del resto è la capitale della cosidetta quarta mafia, tuttavia sarebbe un’azione inedita per un’organizzazione criminale che ha sempre scelto il profilo basso.

2. MAFIA. S’intende la mafia siciliana. La scuola colpita è intitolata alla moglie di Falcone e fra pochi giorni ricorre il ventesimo anniversario della strage di Capaci. Tuttavia anche in questo caso si tratterebbe di un’anomalia, perchè la mafia ha sempre colpito forze dell’ordine e magistrati: il tribunale del resto sta a un passo. A meno che non si voglia pensare che l’obiettivo sia stato scelto per la mancanza di sicurezza. O che l’abbia fatto dietro scellerata ordinazione.

3. TERRORISMO. Stiamo ancora vivendo lo choc del ritorno al vecchio terrorismo (brigate rosse) o all’affacciarsi di un terrorismo nuovo (anarchici). Ma lascia alquanto perplessi quantomeno il target: non ha senso colpire studenti quando gli obiettivi dichiarati sono ben altri.

4. LA CUPOLA NERA. Dove s’intende quella feccia di servizi deviati che ha sempre alimentato la cosidetta strategia della tensione. Il momento è drammaticamente giusto. E tutti ci abbiamo subito pensato, ma anche in questo caso da vecchio cronista c’è qualcosa che non mi quadra. Storicamente le bombe dei servizi si riconoscono per una caratteristica, oltre che per una “professionalità” maggiore:  in genere mandano segnali inquietanti ma sempre senza cercare la strage. Basti pensare alle bombe del ’93 quando gli ordigni sono esplosi in luoghi e orari non particolarmente pericolosi. Invece, a Brindisi il timer è stato fissato per le 7.55, proprio l’orario d’ingresso alla scuola. Per fortuna è scattato dieci minuti prima.

E allora? Resta soltanto da chiedersi se anche nelle ipotesi che abbiamo fatto c’è qualche “scheggia impazzita” che ha  stravolto antichi meccanismi. Certamente stiamo attraversando uno dei momenti più oscuri della nostra storia. Oltre, c’è solo il buio.

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Topics: mafie, terrorismo | 1 Comment »

Una risposta per “Le mille piste di Brindisi: cerchiamo di capire chi è stato”

  1. raoul scrive:
    maggio 21st, 2012 alle 11:01

    bhe!!! dopo la ritrovata verginita’ dei partiti con le varie rifondazioni, adesso assistiamo ad un rinnovamento della malignita’ dei gruppi piu’ o meno terroristici.
    continuamente ci raccontano di duri colpi assestati alla criminalita’ organizzata, confisca di beni, arresti, carcere duro.
    ma gira e rigira ci ritroviamo sempre davanti a questi episodi drammatici.
    il colpevole?? chissa’ magari un UNABOMBER rifondato???
    sicuramente la notizia di una studente in giovane eta’ fa notizia ed i giornali ne approfittano come al solito.
    ma ormai la delinquenza dilaga, che dire di quello che uccide la moglie e ne occulta il cadavere, di quello che uccide la sua convivente giovanissima e butta il corpo in una scarpata, di quello che uccide il figlio di pochi mesi, o le figlie di pochi anni???
    “IL MONDO MARCIA VERSO LA FOLLIA”
    con riguardo Raoul

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