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L’ultima verità su Ilaria Alpi è una bufala

By pino scaccia | settembre 7, 2012

(…) Per Taormina Ilaria Alpi “non è morta facendo un’inchiesta, non è stata un’esecuzione come si è voluto far credere da parte di certi ambienti comunisti e giornalistici che volevano farne un’icona”. “Traffico d’armi? Tutte buffonate – prosegue Taormina – la Alpi non stava facendo nessuna inchiesta giornalistica. Cosa faceva? Che fosse in vacanza lo ha dichiarato lei stessa alla madre nell’ultima telefonata che ha fatto. Un giornalista che era presente alla telefonata ci ha riferito che aveva detto alla madre: ‘Io sto tanto bene qui, vorrei proseguire questa vacanza'”. Le dichiarazioni

 Non si conoscono nel dettaglio le informazioni in possesso dell’avvocato Taormina, ma già il punto centrale su cui poggiano non appare credibile. Basta conoscere la storia di quella trasferta in Somalia per smentire l’ipotesi principale: che cioè Ilaria non fosse lì per lavoro. Ci furono molte polemiche a suo tempo sui costi della sicurezza. Erano i tempi dei (primi) professori e la Rai non era disposta a investire le cifre che servivano (mi pare che l’azienda dava 100 dollari al giorno contro i 300 che servivano per la scorta). Tutti gli operatori del Tg3 si rifiutarono di andare e quindi ci si affidò a Miran, un free lance. Stessa scelta, per mancanza di garanzie, fu attuata dagli inviati della testata. L’unica che accettò di andare fu appunto Ilaria perchè giovanissima ed entusiasta. Stava lì dunque come reporter del Tg3 e da lì mandò servizi. Non fece in tempo purtroppo a mandare il più importante: l’intervista al sultano del Bosaso che le rivelò particolari inediti sui traffici illeciti, in particolare di rifiuti tossici (“nove navi dei veleni”), e le parlò dei rapporti con la cooperazione italiana. Non stava in vacanza, anzi si muoveva da Mogadiscio a differenza di altri colleghi pressocchè chiusi in albergo (e l’inesperienza fu la sua grande colpa). Può darsi che sia sparita per qualche giorno ma non certo per stare in vacanza, anche perchè aveva con se Miran come “service”. Ha avuto anche un’altra colpa probabilmente: quella di non aver avvertito la redazione di quello che era un autentico scoop, forse le avrebbe salvato la vita. Ci sono tante ombre ancora su quel delitto, ma non è certo l’ultima “rivelazione” la strada verso la verità.  L’avvocato Taormina è notoriamente ben informato soprattutto quando ci sono di mezzo i servizi segreti interni. E’ lecito supporre quindi  che le inquietanti nuove rivelazioni sull’omicidio Alpi abbiano quella provenienza. Se quella è la fonte vanno prese molto con le molle perchè corre voce che certe ombre siano state sempre coperte da chi ha costantemente voluto allontanare i sospetti dai veri mandanti e oscurare il vero movente. Insomma, si tratterebbe semplicemente del solito gioco di sbarramento della verità.

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