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Padre Bossi, il gigante buono che insegnava a volare

By pino scaccia | settembre 24, 2012

Fra le tante battute che rappresentavano la sua umanità ne ricordo una sul sequestro: “Non ce la facevano proprio a portarmi via. Pensa a quanto sono alto e grosso e a loro che, come tutti i filippini, sono piccoli e mingherlini. Così li ho aiutati… insomma ero io che trascinavo i miei rapitori verso la prigione….” Ma ce ne sarebbero molte altre. Adesso che so che non lo rivedrò più prima dell’appuntamento in cielo mi vengono in mente tutte. Giancarlo (padre Bossi) era così: amava tutti. Almeno metà dei suoi parrocchiani non era di fede cristiana ma la festa per la sua liberazione a Payao è stata la più grande dimostrazione d’amore che ho vissuto. Ma non è il caso di ricordare tutto di questo gigante buono che poteva anche sorprenderti dicendo “Dio mi ha fatto incavolare” con un senso religioso più forte di mille preghiere. Di lui porto dentro tutto, soprattutto un testamento. Questo.

“Sono convinto che ciascuno di noi ha un sogno da realizzare. Ciascuno di noi ha qualche cosa da dire. Non solo con le parole, c’è anche chi si esprime con gesti, chi nel silenzio solidale, chi con un sorriso. L’importante è mantenere vivo il sogno della vita. Bisogna imparare a volare. Ragazzi, fatevi rapire dai vostri ideali”. (padre Giancarlo Bossi)

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Topics: filippine, persone | 3 Comments »

3 risposte per “Padre Bossi, il gigante buono che insegnava a volare”

  1. pino scaccia scrive:
    settembre 25th, 2012 alle 17:30

    Oggi mi ha chiamato il cugino di Giancarlo (padre Bossi), piangendo. Mi ha chiesto…il permesso di leggere in chiesa, durante i funerali, alcune mie parole dedicate al gigante buono. Non sapeva di emozionarmi e di farmi felice. “Sono quasi geloso – mi ha confidato – di quello che è riuscito a regalarti, storie che noi della famiglia neppure conosciamo”. Non è merito mio, ma di quelle Filippine che tanto ha amato, fino alla fine. Sono stato benedetto da Dio che mi ha permesso di conoscere questo missionario-eroe e anche la capacità di scrivere parole che hanno l’onore di accompagnarlo nell’ultimo viaggio. Sento ancora la sua fragorosa risata. Chissà cosa si sarebbe inventato per tranquillizzare tutti.

  2. ceglieterrestre scrive:
    novembre 10th, 2012 alle 14:04

    Gabbià é anche il mio sogno “volare”. Adesso dove mi trovo mi accontento di contemplare gli uccelli e gli aquiloni forse un giorno avrò un bel paio di ali. ciao

  3. Silvia scrive:
    dicembre 20th, 2012 alle 12:03

    Questo articolo, come tutti gli altri -di carattere storico e umano-divisi per aree di interesse e di argomento è bello e luminoso a un tempo. L’essenzialità rispecchia la serietà di chii testimonia e di chi scrive, evitando i luoghi comuni e la pietà per commuovere.Ma il papa, con tutto il rispetto, lo sa realmente che esistono dei preti così e che senza di loro Gesù dormirebbe?
    Grazie, la seguo dall’epoca di Combat film, in tv.

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