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Dove ancora non volano gli aquiloni

By pino scaccia | novembre 9, 2012

L’ultima volta che sono stato in Afghanistan risale al gennaio 2009, tre anni fa, quasi quattro. Troppi per una terra e un popolo che amo come tutti quelli che hanno avuto la mia stessa fortuna di avvicinare. Non rivedrò stavolta Shatia e Jovid, i miei scugnizzi, né vedrò Shafique e neppure Parwiz, gli amici più cari di Kabul. Dopo Herat, Khost, Bamjian, Bagram e tanti altri posti conoscerò Farah, città sulla via della seta dove si fermò anche Alessandro Magno. E’ un posto ricco di storia, come tutto l’Afghanistan, ma anche uno dei più pericolosi, inutile negarlo. Con un gruppo di amici andremo a trovare la Task Force 45 nella base operativa avanzata intitolata a “El Alamein”. Andremo a scoprire come si vive in missione, per mesi lontano da casa, a presidiare la maledetta statale 517 che converge nella Ring Road, crocevia di tutto il Paese, passaggio dei talebani dall’Iran a Kandahar. Come si vive, appunto, lontani fisicamente da casa, ma molto vicini con il cuore e lo spirito. Staremo solo una settimana, ma basterà per dare l’idea di una terra sfortunata, da sempre in guerra, e di una situazione che continua a essere critica, undici anni dopo, invece di migliorare. La prima volta sono arrivato in Afghanistan nel dicembre del 2001, i talebani erano appena stati cacciati: il popolo era ubriaco di felicità, tornava a urlare quella musica che sapeva di libertà, come pure quegli aquiloni che i bambini tornavano a sventolare e le prime donne trovavano il coraggio di togliersi il burka. E’ passato tanto tempo da allora, ma l’aspetto più drammatico è che tutto questo non succede più.

“Finalmente scopro Kabul. Ferita. Variopinta. Incredibile ammasso di umanità. Su ogni palazzo ci sono i segni pesanti di tutte le guerre che l’hanno violentata, da secoli. Il vecchio bazar dei quattro portici è ormai un’enorme baracca, il mausoleo di Timur Shah sventrato, la fortezza di Bala Hissar un cumulo di macerie. Avevo letto da qualche parte: Kabul è la città che non c’è. Invece è bellissima. Me ne innamoro, d’istinto”. Afghanistan, dicembre 2001

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Topics: afghanistan | 1 Comment »

Una risposta per “Dove ancora non volano gli aquiloni”

  1. ceglieterrestre scrive:
    novembre 13th, 2012 alle 09:51

    Kabul m’è restata ner core puro se so passati tant’anni.

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