Ricerca

Categorie

Link


« | Main | »

Quell’intervista ad Andreotti sulla mafia

By pino scaccia | maggio 6, 2013

Cattura22

Roma, 1996 – La battuta e’famosa: “Mi hanno accusato di tutto meno che delle guerre puniche”. In realta’ nelle novantamila pagine d’istruttoria preparate dalla Procura di Palermo, Giulio Andreotti e’ veramente accusato di tutto. Attraverso le dichiarazioni di tre pentiti – Buscetta, Mannonia e Di Maggio – il senatore sarebbe coinvolto almeno indirettamente negli omicidi Pecorelli e Dalla Chiesa (strettamennte legati, per i magistrati) ma anche nel sequestro di Moro. E poi ancora nel riciclaggio del denaro sporco, tramite Sindona, e nell’aggiustamento di molti processi di mafia, tramite il giudice Carnevale. Accuse si aggiungono alle accuse. Arriva il primo pentito-politico, Gioacchino Pennino, per tradizione di famiglia in realta’ piu’ mafioso che politico e spara ancora a zero sul potere adreottiano in Sicilia. Ma come risponde Andreotti, il grande accusato, il presunto “Belzebu'”?
– Senatore, cosa a che fare lei con la mafia?
“Con la mafia? Ho un rapporto da nemico, non certo da amico. Io ho fatto molte leggi, e molto dure, contro di loro”
– I giudici di Palermo le danno invece del mafioso, anzi del capomafia
“Sembrano accuse pesanti e invece sono talmente generiche… Da un anno e mezzo mi accusano di tutto, dicono che aggiusto processi. Ma quali sono i processi che ho aggiustato? Dove sono le prove?”
– Lei e’ pronto ad andare in tribunale?
“Certo che sono pronto. Ma come cittadino pretendo garanzie. Non si puo’ prendere per buono , senza un minimo di controllo, quello che dice qualche pentito”.
– Allora, chi ce l’ha con lei e perche’?
“Innanzitutto i mafiosi: usano tutte le armi, non solo la lupara. La Procura di Palermo ha sentito, ad esempio, Martelli ma non ha sentito Vassalli con il quale ho preparato molte leggi antiimafia”.
– Chi altri?
“Ce l’hanno con me certamente tutti i trafficanti di droga, sia in Italia che in America. Andrebbe ricordato che Buscetta passo’ dalla nostra parte quando io ero ministro degli esteri”.
– Ha pensato a una vendetta politica?
“Puo’ essere. Piu’ che vendetta una lotta politica. Certo togliendo noi… il cambiamento e’ stato piu’ facile. Poi non so a chi siano riusciti i progetti e a chi no. Sono indignato. La verita’ dovra’ venire fuori prima o poi”.

L’intervista riproposta a Speciale Tg1   [minuto 28’33”]

Comments

comments

Topics: persone | 1 Comment »

Una risposta per “Quell’intervista ad Andreotti sulla mafia”

  1. Quell’intervista ad Andreotti sulla mafia | opinioni interessanti scrive:
    maggio 6th, 2013 alle 22:32

    […] http://latorredibabele.blog.rai.it/2013/05/06/quellintervista-ad-andreotti-sulla-mafia/ […]

Commenti