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“Mafija”, il settimo libro

By pino scaccia | maggio 22, 2014

libroscacciaIn Russia la chiamano “Organizacija”. C’è sempre stata, ma sulle ceneri del post comunismo è diventata una minaccia globale perché forse non è la mafia più forte, ma sicuramente è la più ricca. Sfruttando le vecchie regole della nomenklatura, ha la capacità di trasformare in attività lecite tutto il malaffare: ha già invaso Europa e Stati Uniti. Possiede un vero esercito: centomila uomini attraverso seimila gruppi criminali (solo in Italia ne sono attivi sessanta) ma è quasi invisibile perché ripercorre le strade intraprese dagli oligarchi. Cerca soldi, più che sangue. Stretti gli accordi con tutte le grandi mafie del mondo ha un patrimonio smisurato di miliardi di dollari che reinveste nelle banche e nel mercato immobiliare. Attivissima nel traffico della droga, nella tratta di essere umani e nelle armi, mette paura per la potenzialità nel nucleare: sarebbe in grado di costruire addirittura la bomba atomica. L’ombra dei “padrini con il colbacco” circonderebbe anche il mistero della Concordia. E poi gli affari per il gas, i legami Putin-Berlusconi, lo sciagurato imbroglio kazako e sullo sfondo la caccia ai dissidenti e la strage dei giornalisti: trecento uccisi negli ultimi vent’anni. Con Mosca nuova centrale del capitalismo. Roundrobineditrice

Si dice che il primo amore non si scorda mai. E’ vero anche nell’editoria. Ma è altrettanto vero che l’emozione più forte è sempre per l’ultimo nato. Perchè, finchè non esce, è ancora scritto nella tua testa e fremi all’idea di vederlo vivo. Questo per me è il settimo libro. E già lo amo. Anche perchè questo ha un sapore diverso: è il primo da quando la ferrea regola delle stagioni mi ha “smagnetizzato” e in qualche maniera ufficializza il nuovo corso del d.R. (dopo Rai): cioè l’attività di scrittore dopo i tanti anni vissuti da reporter. In realtà quella che banalmente è definita “l’ultima fatica letteraria” (che in effetti è un piacere) rappresenta lo stesso mestiere perchè l’idea di approfondire il fenomeno della mafia russa è nato dai ricordi di quei due anni passati a Mosca per il Tg1 quasi ininterrottamente e l’occasione di scoprire l’“organizacija” proprio agli albori, anche sulla mia pelle (racconto nel libro anche di essere stato vittima di quei primi “picciotti con il colbacco”), dunque il privilegio di essere stato anche allora testimone della storia. La Russia di allora, l’intervista a un boss, tutto racchiuso in uno speciale (dal minuto 6′ al minuto 8′). 

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